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venerdì 10 maggio 2013

Donna. Un atto d’amore

Non mi riesce di capire come sia possibile fare del male a una donna. Ci sono donne che vengono picchiate dal mattino alla sera; ma non denunciano la violenza che subiscono per una sorta di amore incondizionato e maledetto nei confronti di chi le colpisce. Donne sfruttate come mero organo passivo, per la loro capacità di maternità.
Donne perseguitate per il desiderio di una libertà perduta. Donne uccise perchè hanno commesso l’errore di non affidarsi all’istinto ed han seguito la sola strada del cuore. L’uomo che compie qualsivoglia atto di violenza nei confronti di una donna non ha alcun diritto a definirsi tale. Non ha alcun diritto a imporsi con la forza; tuttavia sceglie questo percorso per paura

Nella nostra attuale epoca, dopo secoli di sofferenze e allontanamento, la donna ha raggiunto traguardi impensabili dimostrando di possedere capacità per poter dare una svolta importante alla civiltà. E di questo l’uomo prova timore; non è ancora pronto ad accettarlo, teme di essere messo irrimediabilmente da parte. Di perdere terreno nella scala sociale. Così, spesso, ricorre alla sola arma, al solo campo in cui si sente invalicabile; la forza. Maggiormente si reputa in difficoltà e maggiore sarà probabile il ricorso alla prepotenza - fisica o psicologica -.
Quando scrivo cerco di tenere la condizione femminile in netta evidenza. Cerco di mettermi dalla parte del sesso debole - ma su quale sia realmente il sesso debole, a questo punto, ci sarebbe da discuterne -, di comprendere come le avversità condizionino il cammino della donna in questo mondo. La reazione femminile è completamente differente rispetto a quella maschile; in qualsiasi situazione si venga a trovare riesce a capire dove il peggio trovi casa. E se lo affronta è perchè nella sua scelta ci ha messo l’anima
Le protagoniste femminili del mio scrivere sono sempre personaggi che vivono uno stato di conflittualità, sovente si tratta di uno scontro sia interno che esterno, ma sempre ricco di sfumature e sfaccettature. Poichè la donna, di questo è pienamente consapevole, sa rendersi conto del prezzo da pagare in ogni disputa, e considera prima le perdite dei vantaggi. Attraversando ogni uragano con la propria insostituibile indole materna. Probabilmente, se non riuscissi a nutrire ammirazione e amore nei loro confronti, scriverei con una penna zoppa. Se non tratteggiassi i loro contorni, scalerei solo montagne piatte.
Baricco scrive, nei confronti della femminilità; “Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.

12 commenti:

silvia23459 ha detto...

Molto bella questa tua dedica, anche se, da come scrivi, il tuo pensiero si era già intuito.... Ti ringrazio, buon fine settimana! :)

Marilisa Sechi ha detto...

Giornata delle donne: onore a tutti gli uomini che hanno capito che noi abbiamo un punto di vista diverso da loro. E pensano che questo sia un arricchimento della loro vita; un'ancora di salvezza quando hanno tentato in tutti i modi; una risorsa quando pensano di aver valutato tutti i rischi e le probabilità; una sorpresa quando tutto è scontato; un tarlo benefico quando ogni cosa è raggiunta; la follia nella noiosissima razionalità; la speranza nella banalità delle cose. A questi uomini dico: grazie, perché da voi possiamo aspettarci il riconoscimento della diversità che esiste fra noi e farne un tesoro da donarvi, anziché un diritto da difendere. 8 marzo 2013

Questo è il mio commento

Alberto Camerra ha detto...

@silvia23459

Si, non ho mai fatto mistero dei miei pensieri in merito. E sono felice che siano compresi.
:)

Alberto Camerra ha detto...

@Marilisa Sechi

Il tuo pensiero in merito a quanto ho scritto e, in generale, alla figura maschile che cerca di accostarsi a quella femminile nello sforzo di comprenderla, è molto intenso e limpido come acqua di ruscello in tutta la sua forma. In particolare condivido molto la frase "la follia nella noiosissima razionalità" che è anche emblema del mio Al & Bo - la costola di Adama.
Ti ringrazio per avermi riportato le tue parole.
:)

Anonimo ha detto...

Anche se sapevo già come la pensi a proposito, leggerti mi ha commossa. E così l'ho letto un'altra volta...ed un'altra ancora. Ed ho pensato: "Chissà quante donne verranno uccise oggi, ma non solo nel mondo, anche qui in Italia, Paese che ci ostiniamo a definire "civile" ma di civile ormai non ha proprio niente. E chissà quante ancora verranno picchiate cosi per abitudine, perché così è stato insegnato, la donna è un essere inferiore del quale non c'è da fidarsi

Alberto Camerra ha detto...

@Anonimo

Io resto frastornato dai notiziari. D'accordo, il femminicidio e la violenza di genere sulle donne va dichiarata e amplificata nella speranza che, agghiacciando, qualcosa si possa smuovere; nulla di più sbagliato. Esaltare la violenza porta soltanto altra violenza (a maggior ragione con leggi come quelle che governano il nostro paese).
Allora perchè non fare qualcosa di diverso?
Perchè non lanciare notizie, programmi, reportage sul valore delle donne per bilanciare quanto, di orribile, la cronaca ci trasmette?
Ecco, mi piacerebbe leggere altri dieci, cento, mille, milioni di articoli come e meglio del mio; ho la presunzione di credere che, quello forse, si cambierebbe qualcosa.

suzieq11 ha detto...

Salve, sono l'anonima Suzieq11.
Sono d'accordo su quanto dici. Quando accendi la TV sembra un bollettino di guerra, una guerra subdola e angosciante che i più ascoltano con indifferenza, perché la gente ha di bello questo, fa l'abitudine a tutto, digerisce tutto. Il primo giorno avvampa di sdegno ma poi il secondo giorno è già più disponibile a metterci una pietra sopra. E avanti il prossimo. Purchè non tocchi a noi...

suzieq11 ha detto...

Sono sempre io. Volevo aggiungere che la tua sensibilità ti pone un gradino più in alto di altri che pure hanno afrrontato l'argomento in maniera egregia, però senza questa tua percezione del femminile.
Ti abbraccio.

Alberto Camerra ha detto...

@suzieq11 --> 02:50

No, non credo sia esattamente così. Non tutta la gente diventa indifferente o dimentica.
Non per sua natura, almeno; è il sistema che è strutturato in modo tale da farla muovere in quella direzione.
Un caso recente è la fiction dedicata, che ho rivisto in replica, al grande Rino Gaetano (guarda caso con due superlative interpreti femminili - tra le mie preferite in assoluto -; Laura Chiatti e Kasia Smuntiak).
La linea tra il ricordo e la noncuranza è labile.
Sta poi agli uomini cambiarla.

Alberto Camerra ha detto...

@suzieq11 --> 02:54

Mi tolgo il cappello e muovo un inchino.
Che altro?
;-)
Felice giornata a te.

suzieq11 ha detto...

Spero tu abbia ragione su quello che "digerisce" la gente...
Quanto al complimento che ti ho fatto è ben meritato. Tu lo sai che non ho peli sulla lingua. Se ti dico una cosa è perché la penso veramente...

Alberto Camerra ha detto...

@suzieq11 --> 04:33

Anche io sono convinto di quanto affermo. La sola colpa che può avere l'uomo comune è di sbagliare nella scelta di chi lo rappresenta. Perchè poi saranno i poteri "forti" a dettare la strada da seguire. Ma del resto sono i rischi di una democrazia (con la "d" miserevolmente minuscola).
;)

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