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martedì 5 aprile 2016

Il rumore delle foglie cadute



eBook  |  Edizioni Narcissus.me/StreetLib
ISBN 9788892589025  |  Prezzo € 1,49
Prima edizione in eBook 2016 
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Leggi la trama, la motivazione del titolo, l'origine dei racconti de
Il rumore delle foglie cadute.
Leggi i commenti e un estratto.
L'antologia di racconti brevi.
Narrativa romantica dalle numerose sfumature.
 
Panchina con tre rose
Foto © aventi diritto

Un'antologia che raccoglie sette racconti brevi e i primi capitoli di tre pubblicazioni recenti. Da un appartamento veneto a una villa in Germania, dalla riva del mare alle montagne triestine; Fabrizio e Adelina, il cavaliere, Caterina, Malaerba, Franco, Tano, Vito e Carmela ti accompagneranno a conoscere le loro storie, che sono anche le tue…

- Questa è la trama de Il rumore delle foglie cadute -

C’è Fabrizio, che ha lasciato ogni speranza fuori da quella porta dove, ogni mattino, Adelina bussa senza scordarsi di lui. E poi un cavaliere che affronta un drago, per salvare una ragazzina, senza curarsi del destino che lo attende. E Caterina, che aspetta il suo amore al bar senza vederlo mai e senza mai perdere la speranza. C’è Malaerba, che ha dedicato una vita intera alle vigne, trascurando il terribile prezzo da pagare per la sua scelta. Poi Franco, che di vocazione ruba la musica dai pianoforti abbandonati, ed è destinato a risvegliare un amore indimenticato. E poi Tano, un bagnino che aspetta l’onda più grande e la sogna negli occhi degli uccelli in volo. C’è Vito, che ascolta la storia del lupo, di Morena e di Carmelo, senza sapere di essere entrato nella leggenda. 
Sono tutte foglie cadute, silenziose e immote. Fino al soffio del vento, al suono dei passi che le calpesta e le risveglia.
L’antologia di racconti brevi contiene:
• Buongiorno signor Mavi…
• L’errante Cavaliere
• Ti aspetterò nel pomeriggio
• La vita di Malaerba
• Quello che resta
• La grande onda
• La leggenda del lupo grigio.

Coppia di ragazzi in un abbraccio
Foto © aventi diritto


Il rumore delle foglie cadute:
un'antologia per 

i dieci anni nella narrativa. 

Alberto Camerra
Il rumore delle foglie cadute segna una ricorrenza: il mio primo decennale nella narrativa indipendente. In realtà, che siano già passati dieci anni da quel dicembre 2006, da quando ho postato sul mio laboratorio di scrittura il primo capitolo di Fiori nella Neve – diventato in seguito il primo romanzo pubblicato – non me ne sono reso conto. L’antologia in questione, che raccoglie sette racconti brevi e tre corposi estratti, non esce per celebrare il decennale ma è diretta conseguenza dello stesso. C’è stato un periodo, tra il 2006 e il 2009, in cui ho partecipato a vari concorsi letterari, raccogliendo in alcuni casi dei buoni risultati e persino qualche premio. In Il rumore delle foglie cadute ho ripreso la versione integrale di quei racconti che, per varie ragioni, sono stati chiusi a chiave dalle giurie appena terminato il concorso. La maggior parte dei testi è comparsa, in versione ridotta, sul mio laboratorio di scrittura e altri racconti sono nati proprio per la pubblicazione digitale su blog: da qui l’etichetta blook dell’antologia. Perché riproporli? Per almeno tre ragioni: 1. Questi racconti hanno conquistato la preferenza dei visitatori del mio laboratorio di scrittura e sono stati commentati con grande favore – alcuni commenti possono essere letti di seguito. – 2. Ritenevo ingiusto lasciarli nel cassetto, limitandoli a una versione ridotta quando, grazie all’editoria digitale, è possibile confezionare libri che il cartaceo assimila invece con maggiore difficoltà e con una minore diffusione, se non si è supportati da un grosso gruppo editoriale. 3. Come conseguenza alla ricorrenza menzionata sopra. La scelta del titolo non ha riscontro all’interno dei racconti, ma ha un suo significato. Ho identificato gli scritti con le foglie cadute perché, come queste ultime, riposavano silenziosi e senza apparente importanza: erano effetto della chiusura di un ciclo, quanto le foglie precipitate dagli alberi. Cosa accade quando ci camminiamo sopra? Scricchiolano sotto i piedi. In quel momento ci rendiamo conto che esistono ancora: il rumore ne denota la presenza. E insieme ad esso torna il ricordo. Le porte del tempo si spalancano risvegliando la memoria del vissuto. Così Fabrizio in Buongiorno signor Mavi… rammenta Adelina e l’importanza che una presenza amica comporta nelle nostre vite. L’errante Cavaliere è l’emblema stesso del ricordo. E Caterina, in Ti aspetterò nel pomeriggio non potrebbe nemmeno vivere, senza di esso. Malaerba lo affronta sospirando il presente, ne La vita di Malaerba. Franco è travolto dal ricordo di un altro ne Quello che resta. Tano sogna di riviverlo, ne La grande Onda. E Vito ne conosce il mito umano, ne La leggenda del lupo grigio. Insieme, tutti loro calpestano idealmente un tappeto di foglie. Ne sono attratti e rapiti: per quanto il vento possa soffiarli lontano, non lasceranno mai le radici della nostalgia, che pulsano e li proteggono rendendoli uomini e donne.
Alberto Camerra, l'autore.

Caffè e Lettore eBook
Foto © aventi diritto

Cos'è un blook?

Il termine blook, come cita l’insostituibile wikipedia, "è un neologismo internazionale, formato per sincrasi dei termini inglesi blog e book ("libro"), usato per definire dei libri basati su materiale precedentemente pubblicato su un weblog.”
Fonti, al momento non ufficiali, ne attribuiscono la paternità al giornalista americano Jeff Jarvis. Un blogger di Hollywood lo utilizzò per la prima volta ai fini di un concorso atto a dare un titolo al suo libro, basato sul materiale estratto dal proprio blog. 
Un blook può assumere diverse caratteristiche; un libro composto da articoli pubblicati su un blog, un’opera originale riproposta in versione digitale, un libro a stampa realizzato con i contenuti di un blog.       
Sebbene di recente utilizzo, il termine ha radici antiche e sostituisce - o si integra - con i precedenti “blognovel” e “romanzo di appendice”. Gli ingredienti base del romanzo d'appendice sono: la pubblicazione su un mezzo di comunicazione di massa e la frammentazione della vicenda in puntate che ha lo scopo di mantenere viva la curiosità del lettore-ascoltatore-spettatore.
Questa etichetta blook intende offrire, a prezzo sempre inferiore ai due euro, esclusivamente in forma di eBook, serie complete, racconti e quant’altro, postati a puntate o episodi in rete ma che non sono mai stati confezionati in un unico volume. Scaricare un eBook/blook è molto semplice perché, a partire dalla pubblicazione de Il rumore delle foglie cadute, questo particolare libro digitale è presente in tutti gli store online: Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, IBS, La Feltrinelli ecc.

Pianista
Foto © aventi diritto

Un estratto dal racconto Quello che resta

Stava per accadere di nuovo. Nonostante i migliori propositi, quando si trovava in quella situazione, Franco Opellina non aveva la volontà necessaria a smettere. 
Tanto che, persino un semplice lavoro di facchinaggio come quello, rischiava di tramutarsi in una pura agonia.
Era arrivato insieme con altri due colleghi, per un trasloco da Amburgo alla vicina Rostok. Gli sarebbe piaciuto essere in qualsiasi altro posto, magari a ridosso del mare del nord, accanto alle onde spumose, a osservare la magia delle maree per dimenticare la solitudine.
La villa in cui si trovavano sembrava disabitata da tempo. 
L’arredamento era coperto da leggeri teli bianchi che disegnavano curve e linee. Alte finestre adornavano le pareti del salone e la luce filtrava obliqua tra i granelli di polvere.
Al centro dello stanzone stesso c’era l’oggetto che aveva profondamente scosso Franco.
I colleghi lo avevano già messo in guardia altre volte, ma il suo desiderio superava il buonsenso. Nonostante i rischi. Diede uno sguardo ai lati e uno dietro, mentre si avvicinava al pianoforte. Gli parve di sentire una melodia lontanissima. Una eco intrappolata da qualche parte, tra i tasti. 
Nero, dall’aspetto elegante e raffinato quanto una bella donna dalle curve sensuali, il pianoforte era un richiamo irresistibile per lui. Di fronte alla musica, ogni inibizione era ricacciata in profondità.
Franco aveva tentato di studiare al conservatorio, ma le vicissitudini della vita si erano consumate le sue ambizioni, lasciandogli appena il piacere di una tecnica grezza e interrotta.
Così Franco si era ridotto a rubare. Rubava melodie a pianoforti lasciati soli nei grossi centri commerciali o lasciati incustoditi nelle ville dove prestava servizio. Aggraziato nel corpo e nei movimenti, di statura non molto pronunciata e con tratti delicati, il facchino somigliava a una creatura eterea circondata dai teli bianchi. 
Si sedette sulla panchetta, le lunghe dita affusolate da pianista, dono di natura, poggiarono con trepidazione sui tasti. I piedi si posarono sui pedali e iniziò a suonare. Come sempre gli accadeva, si lasciava ispirare dallo strumento. Da ciò che il cordofono riusciva a trasmettergli: emozioni indescrivibili che gli attraversavano la pelle, quando ne sfiorava i tasti.
I polpastrelli corsero leggeri sopra l’avorio provando alcuni Do e bemolle. Con sorpresa, constatò l’accordatura perfetta del pianoforte e le note presero a fluire. 
Suonò la Nona sinfonia di Beethoven.
Gerhard Schröder scrutò il giovane al pianoforte e gli vide chinare il capo, assorto sulla tastiera. Sazio di un bisogno che pochi avrebbero potuto comprendere appieno.
«Come ti senti?» gli chiese avvicinandosi. 
Franco sobbalzò dalla panchetta scura
«Io... scusatemi. Non volevo...» gli rispose, imbarazzato. 
«Oh, non preoccuparti di me: sono solo un povero vecchio innamorato della musica» chiarì Schröder alzando una mano per rassicurare il giovane.
«Mi piacerebbe però avere una risposta alla mia domanda.» 
«Come mi sento? Mi sento... libero.»

Recensioni e commenti
Foto © aventi diritto

Dai Blogger alcuni commenti per i racconti de 
Il rumore delle foglie cadute:

"C’è un narratore, un inventore di storie, dietro ogni nostra speranza, dietro ogni sogno.
Racconto dal fascino un po’ misterico. Mi è piaciuto molto."
L'errante Cavaliere • 
Miranda

"Un racconto malinconico dal gusto un pò amaro ma davvero impressionante il sentimento che la lega a lui… Amore… infinito…" 
Ti aspetterò nel pomeriggio
  
Dreamt


"Ho i brividi……..davvero molto bello….questo è quel genere di racconti che mi lascia di sasso….e non riesco mai a dire nulla di diverso se non: STUPENDO….ma in realtà dentro quello che sento…è molto di più!
Ti aspetterò nel pomeriggio • LatoNascosto

"Il tempo si è fermato nel vissuto della protagonista che si ostina ad aspettare il proprio amore, anche se segni evidenti che qualcosa è cambiato l’accompagnano quotidianamente. Malinconia allo stato puro.
Hai unito con delicatezza la profonda malinconia di un amore spezzato con l’eterna speranza che qualcosa sempre può accadere.
Ti aspetterò nel pomeriggio • Pep

"Questo racconto è bellissimo, sa esprimere con stile e particolari, una sofferenza interiore che viene appagata dall’armonia dell’essere, che scaturisce da un profondo sentimento di altruismo che al momento del bisogno viene ricambiato facendo comprendere una grande consapevolezza.
Buongiorno signor Mavi... • Nicoletta Perrone

"L’amore è uno straordinario potere nella nostra vita, tutte le volte che dimentichiamo di poter fare un sorriso, di poter donare una carezza o fare un gesto disinteressato perdiamo un po’ della nostra umanità. Moriamo dentro. Ma basta poco per risalire la china, basta scoprire chi intorno a noi ha bisogno di quella nostra briciola di umanità. Basta guardarsi attorno. L’amore che offriamo agli altri colma a sua volta il nostro cuore.
Bellissima storia, emozionante racconto, caro amico. Complimenti!
Quest’opera merita d’essere premiata in molti premi e concorsi letterari."
Buongiorno signor Mavi... • Manuale di Mari

"Sei riuscito a condensare in un breve racconto gran parte dell’essenze che rende una terra come la Sicilia così magica! E detto da un siciliano, è tutto dire.
L’ho apprezzato molto. Bravo.
La vita di Malaerba • Stefano Romagna

"Sono senza parole….
Hai scritto una poesia sul mare, semplice e cristallina come l’acqua in riva alle spiagge.
Riesci sempre a catturare i sentimenti dei personaggi e renderli vivi come hai fatto con il gabbiano.
Complimenti!"
La grande onda • Saryo

"Hai la capacità che hai di trasmettere forti emozioni e disegnare le immagini che descrivi. Ho i brividi. Grazie per le sensazioni forti che mi hai donato."
Quello che resta • Stefy71

"Un racconto, il tuo, che ruba alla poesia il particolare, per dilagare nella vicenda. In genere non amo nulla (films, storie, classici) che rievocano questa pagina di Storia, ma più che la musica, trovo lo spunto prezioso dell'AMORE che rende liberi e immuni dal dolore "dei superiori"."
Quello che resta • xdanisx

"Tanta emozione e tante sensazioni contrastanti!
Un ladro di note.
Dei ricordi intensi e violenti.
Una vita dolorosa, semplice da giudicare all'esterno ma con la quale poi solo chi la vive ci farà i conti. Di notte. Da solo. Nel proprio letto.
Amori impossibili.
Sogni infranti.
Sogni rinati e sogni da avverare.
Hai descritto la vita. Lo hai fatto benissimo, partendo dal particolare sei arrivato a descrivere il generale.
Continua a descrivere così i personaggi, continua a descrivere e a raccontare le persone tramite i loro occhi. Gli occhi sono la chiave di lettura delle persone!" 
Quello che resta • soulsmirror

"Mi sono molto commossa! ma davvero con le lacrime sul viso! l’inizio del racconto lasciava immaginare tutt’altro ed invece così abile sei stato a condurre il lettore in un’atmosfera magica dai luoghi incantevoli e personaggi profondamente sensibili ed amabili nella loro candida sincerità!!! descrizioni delicate e semplici che mi hanno riportato a tanti ricordi, anche all’Etna, il gigante di roccia lavica, che mi dava il buongiorno al mattino di molte estati fa!
sei straordinariamente bravo, ti ringrazio e col cuore felice rivolto ai due lupi. " 
La leggenda del lupo grigio • giuli1

"Mi hai fatto venire la pelle d’oca…è di un intensità e delicatezza tale questa storia che non ho parole per esprimere la mia emozione.
Grazie! " 
La leggenda del lupo grigio • Oreade


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Foglie che cadono
Foto © aventi diritto

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