Giornalista e librettista
Arturo Colautti
giornalista, scrittore e librettista italiano (1851-1914)
- Nascita
- 9 ottobre 1851, Zara
- Morte
- 9 novembre 1914, Roma
- Sepoltura
- cimitero del Verano
- Pseudonimi
- Fram
- Attività
- giornalista, librettista, poeta, scrittore
Arturo Colautti (giornalista, scrittore e librettista italiano).
Nato a Zara il 9 ottobre 1851, è morto il 9 novembre 1914 a Roma.
Biografia in breve
Arturo Colautti (Zara, 9 ottobre 1851 – Roma, 9 novembre 1914) è stato un giornalista, scrittore e librettista italiano.
Fonte: Wikipedia, voce «Arturo Colautti» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Arturo Colautti
Unico conforto gli torna, nel tragico silenzio della sua Casa, la mattutina visita in un angolo verde della villa imperiale di Schoenbrunn. Ivi la signora Katty Schratt, sua morganatica consorte, dopo come innanzi l'ultima fugace malattia, lo attende con la tazza di latte e il pane , tra due di quegli arguti sorrisi che vent'anni addietro deliziavano il pubblico del Burgtheater, il teatro prediletto di Sua Maestà. (p. 966).
Una volta imperatore, dieci volte re (e per araldica finzione pur di Gerusalemme e di Cipro), più e più volte granduca, arciduca, duca, principe, margravio e conte; già insignito della longobardica Corona di Ferro, ma disponendo ancora di quelle di San Venceslao e di San Casimiro (non possiede egli forse in Praga e in Cracovia le reggie e le tombe dei re boemi e ?); dominatore su 625.018 chilometri quadrati (senza i 51.027 chilometri delle « occupate»), di 46 milioni di sudditi (48 milioni con la Bosnia-Erzegovina, suddivisi in diciotto nazionalità e sette religioni diverse; duce supremo in guerra a tre milioni d'armati, Francesco Giuseppe non è, dunque, un felice. Vivo bersaglio alle avversità, vittima dei propri errori e degli altrui, sacro così al rancore come alla pietà, egli sembra attendere serenamente, tra due catarri bronchiali, il giudizio della posterità, la quale dovrà su lui sentenziare giusta l'arduo precetto tacitiano dellinter abruptam contumaciam et obsequium deforme, tra' dispareri, cioè, dei suoi biografi opposti: Emmer e Weindel. (p. 966)
Quella dal 30 al 31 gennaio 1889 fu veramente per l'asburgico Edipo una nox irae. L'arciduca Rodolfo, lunser Rudi del popolino viennese, l'erede idolatrato del trono, amor dell'esercito e orgoglio della Corona, nel castelletto di caccia in Mayerling, alle porte stesse della metropoli, miseramente cadeva vittima o suicida per amore o per vendetta, in un'orgia o in un agguato, presso l'amante vaghissima, la baronessa Maria , gettando nell'angoscia la Corte e nello sgomento l'Impero. (p. 969)
Leggere e ascoltare Arturo Colautti gratis
- Wikisource
- Scansione: Il terzo peccato : poema degli amori in canti XXIII
- Scansione: Gian-Luigi-Ernesto Meissonier; ricordi e colloqui…
- Scansione: Adriana Lecouvreur : commedia-drama di E. Scribe ed E…
- Scansione: Nel teatro e nel pensiero di E.A. Butti con pref. di…
- Scansione: Fidelia. Romanzo
Opere di pubblico dominio o rese disponibili legalmente dagli archivi indicati.
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Quando e dove è nato Arturo Colautti?
Arturo Colautti è nato a Zara il 9 ottobre 1851.
Dove è sepolto Arturo Colautti?
Secondo Wikidata, Arturo Colautti riposa presso: cimitero del Verano.
Le opere di Arturo Colautti sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Arturo Colautti è morto nel 1914, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026