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giovedì 6 dicembre 2018

I ghostwriter sono tra noi

Il mese scorso ho accennato a un termine in uso nell’editoria classica e in quella digitale ma che non tutti, fuori dall’ambito librario, conoscono: il ghostwriter. Letteralmente, lo scrittore fantasma esiste… ed è tra di noi. È un luogo abbastanza comune, in Italia, parlare di paese popolato da innumerevoli scrittori e da un inferiore numero di lettori: si tende a scrivere, ma si ignora la lettura. Probabilmente lo scrittore, nella nostra penisola, è equiparabile alla figura dell’allenatore di calcio.

giovedì 8 novembre 2018

Progetti autunnali in corso

Con la fine della lunga bollente estate e di un caldo inusuale persino nel mese di ottobre, con l’arrivo di novembre e della pioggia battente, posso rivolgermi ai progetti autunnali con maggior respiro. Non amo l’estate, perlomeno non il clima estivo del nostro paese: al nord, le temperature sono penalizzate da una crescente umidità e lo schermo di un computer contribuisce a intaccare la concentrazione necessaria per scrivere narrativa, di qualsiasi genere. Ci sono lavori manuali molto pesanti e, spesso, chi scrive, sbarca il lunario svolgendone più di qualcuno, per mantenere viva questa passione e sperare di farne il mestiere principale. 

giovedì 4 ottobre 2018

Il boicottaggio degli indipendenti

L’editoria, come risaputo, è in forte crisi. La perdita di lettori in narrativa è costante, non risparmia nessuna casa editrice e colpisce i vari settori del libro e del fumetto. Le eccezioni naturalmente ci sono: ogni tanto l’opera di qualche autore riesce ad attirare l’attenzione generale e a balzare in cima alle classifiche di vendita, staccandosi dagli altri. In un simile e duraturo periodo di depressione economico-culturale, gli indipendenti, vero serbatoio di idee e novità, sono boicottati dagli strumenti promozionali gratuiti di rete. L’emblema del cambio di tendenza è rappresentato da Facebook, il social media più diffuso e conosciuto nel nostro paese, che negli ultimi tempi ha eretto una serie di paletti e divieti a danno degli autori indipendenti

domenica 9 settembre 2018

Nuvole di fumetto ha riaperto

Ho iniziato a scrivere di fumetto sul periodico Informagiovani attorno al 2002, nella rubrica Nuvole di fumetto, come ricordato di recente QUI. L’opuscolo era un foglio di grande formato, ripiegato su se stesso, in modo da formare un pieghevole – se rammento bene – in sedici sezioni, sopra ognuna delle quali prendeva posto una diversa rubrica mensile: Nuvole di fumetto occupava una facciata. Di lì a poco, ho aperto un secondo inedito canale per l’appuntamento mensile, nel web e su un blog omonimo, che aveva il compito di replicare e diffondere in rete la medesima rubrica. Questo stesso agosto, dopo una lunga sospensione, il blog Nuvole di fumetto ha riaperto i battenti sulla piattaforma WordPress

mercoledì 8 agosto 2018

I Fantastici Quattro... meno due

Scrivevo della nona arte, diversi anni fa, sul mio primo blog: Nuvole di Fumetto. Oggi seguo ancora assiduamente questa forma d’intrattenimento, seppur in forte crisi a causa della carenza di lettori attratti da strumenti d’evasione – cinema, games, video ecc. – che, per ironia della sorte, al fumetto devono tutto. La narrazione di qualsiasi genere è figlia del movimento per immagini e, in questo, la nona arte è legittima antesignana. Torno a scriverne qui per un evento, a mio parere, degno di attenzione. Ci sono voluti tre anni di attesa ma, finalmente, i Fantastici Quattro, il fumetto più straordinario del mondo, come cita, a ragione, il sottotitolo scelto dall’editore, torna in edicola negli Stati Uniti. È un avvenimento molto importante, per i comics americani e nel resto del mondo: il formidabile quartetto è il primo fumetto supereroistico di casa Marvel, nato nel lontano 1961 per opera delle geniali menti di Stan Lee e Jack Kirby.

lunedì 9 luglio 2018

Il pianeta delle donne

Il pianeta delle scimmie non mi è mai piaciuto. L’idea di base è narrata da Pierre Bouelle, in un romanzo del 1963 e, per i successivi cinquant’anni, ha dato origine a una saga cinematografica che mi è piaciuta ancora meno. Non apprezzo in modo particolare le opere incentrate su un futuro dispotico. Gradimento ben diverso nutro invece per Kamandi, l’ultimo ragazzo sulla terra, opera del leggendario Jack Kirby che, forse, deve qualcosa al romanzo di Bouelle, con il suo universo popolato da figure animali senzienti e dotate dell’uso della parola. Io preferisco immaginare un pianeta delle donne, non esattamente un mondo di amazzoni legate all’icona Wonder Woman, ma un mondo in grado di offrire le infinite sfumature che la figura femminile è capace di sfoggiare.