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martedì 2 gennaio 2018

Non chiamatemi Dalila

Lila, per amici, parenti e conoscenti, Dalila all’anagrafe, è una ragazzina dai capelli rossi come le fiamme, e dagli occhi verdi come smeraldi, apparsa in un suo serial online pubblicato sul mio laboratorio di scrittura, a partire dal mese di ottobre, sino al recente Natale. – La donna che fu la rovina di Sansone, portandolo a tradire fede e ideali: la più subdola e malvagia femmina della Bibbia – le ricorda Bozo, uno squinternato maestro di magia dagli occhialini tondi, tenuti insieme dal nastro isolante. Lila, come molti altri adolescenti, non si accetta per quella che è: preferirebbe essere un’altra, giovarsi di un nome diverso che non le rammenti le nefaste origini bibliche e padroneggiare le arti occulte da vera strega. Lei è però figlia del nostro tempo, dove le uniche magie acclamate sono quelle offerte da supporti elettronici mobili come smartphone, tablet e schermi videolucidi; da qui la sua necessità di eludere una realtà effimera per abbracciare qualcosa di molto più profondo.