Fumettista
Benito Jacovitti
fumettista italiano (1923-1997)
- Nascita
- 9 marzo 1923, Termoli
- Morte
- 3 dicembre 1997, Roma
- Attività
- fumettista
- Sito ufficiale
- jacovitti.it
Benito Jacovitti (fumettista italiano).
Nato a Termoli il 9 marzo 1923, è morto il 3 dicembre 1997 a Roma.
Biografia in breve
Benito Franco Giuseppe Jacovitti (Termoli, 9 marzo 1923 – Roma, 3 dicembre 1997) è stato un fumettista italiano
autore di celebri personaggi dei fumetti come Cocco Bill e Cip l'arcipoliziotto, di romanzi grafici come Kamasultra e del celebre Diario Vitt, edito dal 1949 e che fra gli anni sessanta e settanta arrivò a vendere oltre 3 milioni di copie l'anno superando un totale di 100 milioni di copie.
Viene riconosciuto come uno dei maggiori fumettisti italiani del Novecento, con una vasta produzione dallo stile personale e ricco, con dettagli surreali - come i salami o i vermoni - che ne rappresentano l'aspetto più noto. Jacovitti, non allineato al conformismo culturale degli anni settanta che, con l'infondata accusa di essere fascista, gli precluse qualche collaborazione con alcune testate, è entrato poi a pieno titolo nella storia del fumetto italiano, soprattutto grazie alla forma caricaturale dei suoi personaggi. La sua opera ha riscosso il plauso della critica e si è intrecciata spesso con la storia italiana.
Fonte: Wikipedia, voce «Benito Jacovitti» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Benito Jacovitti
Siamo nella seconda metà del secolo scorso e le vicende del nostro si svolgono nel leggendario far west. Arizona? Texas? Colorado? Fate voi, ragazzi. L'essenziale è che sia far west! (dall'incipit di Cocco Bill fa sette più)
Qualcuno brontolò perché, per esempio nelle storie western, c'era qualche ammazzamento. Ma sarà violenza quella in cui il morto fa un paio di capriole, entra nella cassa e cammina per il cimitero con mani e piedi che gli escono dai legni?
Io sono un clown, un pagliaccio. Sono orgoglioso di essere un pagliaccio. Sono un matto.
Ero caduto in un braciere e mi ero bruciato le braccia. Ebbene fui curato da alcune donne, delle specie di fattucchiere, con la piscia mista a terra messa sulle scottature. E... guarii!
A Termoli c'era poi il problema dell'acqua. Arrivava col treno. Un barilotto per lavarsi costava 20 centesimi. Molti bambini morivano perché si utilizzava quest'acqua che doveva servire per lavarsi e costava di meno.
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Domande frequenti
Quando e dove è nato Benito Jacovitti?
Le opere di Benito Jacovitti sono di pubblico dominio?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026