Ritratto di Chandra Livia Candiani
Ottavus · CC BY-SA 4.0

Scrittrice e traduttrice

Chandra Livia Candiani

poetessa e traduttrice italiana

Nascita
1952, Milano
Attività
scrittrice, traduttrice

Chandra Livia Candiani (poetessa e traduttrice italiana).

Nata nel 1952.

Biografia in breve

Chandra Livia Candiani all'anagrafe Livia Candiani (Milano, 1952) è una poetessa e traduttrice italiana.

Fonte: Wikipedia, voce «Chandra Livia Candiani» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Chandra Livia Candiani

Bobin fa venir voglia di scrivere. Cioè di vivere. Fa sentire che si può. Si può vivere con un mazzo di fiori, con una passeggiata, un acquazzone, vivere di un cavallo, una bambina, neve, libri... Con Bobin tornano a essere rituali le passeggiate, sacri i luoghi già visti, già annusati e misurati dai passi. Lui stesso dice di parlare di un tempo non registrato, il tempo della neve, il tempo della notte... Bobin ci invita a una purificazione contemporanea, non contro qualcosa ma a spalla di qualcosa. Parla di bel silenzio sonnambulo, quel silenzio che dorme dentro di noi tutto squarciato dall'obbligo di parlare, di avere risposte pronte, di essere intelligenti a orario, di essere sociali.
Da In punta di piedi, in Christian Bobin, Sovranità del vuoto; preceduto da In punta di piedi, corrispondenza tra Mariangela Gualtieri e Chandra Livia Candiani; a cura di Giuseppe Conoci, Edizioni, Otranto, 2014. ISBN 97
È anche molto rasserenante percepire in sé i cinque elementi. Seduti, camminando, in piedi o sdraiati possiamo chiudere gli occhi e sentire la solidità, la densità, l'estensione, il limite, la resistenza: il nostro essere terra. Oppure la fluidità, la connessione, la flessibilità, la forma: essere acqua. O quel nostro improvviso accenderci in un respiro o in un passo, vitalità, impulso, luminosità, calore: siamo fuoco e aprendo gli occhi mettiamo il mondo a fuoco. La leggerezza, la fugacità delle sensazioni, le variazioni, i cambiamenti repentini, le vibrazioni, l'essere toccati e sfiorati da milioni di sensazioni: è l'aria che vive in noi. E infine siamo spazio: apertura, spaziosità, dove tutto è ignoto e possibile. La coscienza che contiene l'universo. La disposizione a restare aperti e presenti, a riposare nella vastità. Vasti nel vasto.Da Questo immenso non sapere, citato in
Mi sembra che ferite e luce siano insieme, quando le ferite sono accolte, ospitate con rispetto, allora la luce ci passa attraverso e possiamo vedere e far trasparire qualcosa che va oltre il male, perché una ferita è una crepa nelle certezze, è un varco verso l'insondabile. Forse ci sono state molte più ferite che luce nella prima parte della mia vita, anzi diciamo fino ai cinquant'anni. Poi mi sono affrancata dal farmi male senza saperlo attraverso gli altri e ho percorso la Via che porta a se stessi e all'abbandono alla vastità. Sto camminando e c'è luce, c'è anche tanto buio, ma se lo abito, lo respiro, lo "attendo", si riempie di lucciole.
Dall'intervista di Alida Airaghi, 5 domande alla poetessa Chandra Livia Candiani, sololibri.net, 28 settembre 2018.

Domande frequenti

Quando e dove è nata Chandra Livia Candiani?
Chandra Livia Candiani è nata a Milano nel 1952.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026