Ritratto di Émile Verhaeren
Théo van Rysselberghe · Public domain

Scrittore e poeta

Émile Verhaeren

poeta belga (1855-1916)

Nascita
21 maggio 1855, Sint-Amands
Morte
27 novembre 1916, Rouen
Sepoltura
tomb of Emile Verhaeren and Marthe Verhaeren
Nome alla nascita
Émile Adolphe Gustave Verhaeren
Attività
scrittore, poeta, drammaturgo

Émile Verhaeren (poeta belga).

Nato a Sint-Amands il 21 maggio 1855, è morto il 27 novembre 1916 a Rouen.

Biografia in breve

Émile Verhaeren (Sint-Amands, 21 maggio 1855 – Rouen, 27 novembre 1916) è stato un poeta belga.

Fu uno dei poeti capostipiti della scuola simbolista.

Fu un poeta di lingua francese. Con l'inizio del XX secolo si registra un mutamento di sensibilità che porta alla ricerca, nella poesia, di una maggiore intimità e quotidianità. I poeti del simbolismo minore lasciano da parte i toni elevati che avevano preso piede con D'Annunzio: cantano l'esperienza umile di tutti i giorni. Verhaeren fu il cantore della città che muta il suo aspetto ed uno tra i poeti più prolifici della sua epoca.

Fonte: Wikipedia, voce «Émile Verhaeren» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Émile Verhaeren

Gira il mulino, a sera, molto languidamente / sovra un cielo aggrondato, tutto malinconia: / e la sua vela in moto, color fango di via, / è triste floscia e greve, stanca infinitamente. // Siccome rame arbòree, dall'alba, le sue braccia / si son protese solo per ricader spossate: / ed ecco che ricàdono, laggiù, nell'aria ghiaccia / e nel silenzio immenso dell'aure intenebrate.
Da Il mulino, vv. 1-8, in AA. VV., Parnassiani e simbolisti francesi, liriche scelte e tradotte da Vincenzo Errante, Sansoni, Firenze, 1953, p. 542.
In fondo al cuore sacerdotale, / donde il loro splendore s'erige / – oro, argento, diamante, cristallo – // pesanti di secoli e di prestigi, / durante i vespri, quando le sere / alle lunghe preghiere invitano, / s'impongono gli ostensori / i cui fissi gioielli meditano. // Conservano, ornati di fuoco, / per l'universale amnistia, / il bacio bianco dell'ultimo Dio, / caduto sulla terra in un'ostia. // E la chiesa, come un palazzo di fiamme nere, / ove i reliquiari d'argento e d'ombra / tacciono i loro gridi di tristi metalli, / con lo slancio chiaro delle colonne esulta / ed erge, in fasci d'archi e spigoli, / sino al fastigio l'eternità del culto. // In una cornice di grandi ceri che piangono, / attraverso tempi e giorni e ore, / gli ostensori / sono il solo cuore della fede / che brilla ancora, cristallo e oro, / nelle città della demenza.
Da Le cattedrali, traduzione di Antonio Mor, in Le più belle pagine delle letterature del Belgio, a cura di Antonio Mor e Jean Weisberger, Edizioni Accademia, Milano, 1965, pp. 122-123; in Letteratura universale, a cura

Premi e riconoscimenti

AnnoPremioEsitoOpera
1909Premio Nobel per la letteraturafinalista / candidato
1912Premio Nobel per la letteraturafinalista / candidato
1915Premio Nobel per la letteraturafinalista / candidato
1916Premio Nobel per la letteraturafinalista / candidato

Domande frequenti

Quando e dove è nato Émile Verhaeren?
Émile Verhaeren è nato a Sint-Amands il 21 maggio 1855.
Dove è sepolto Émile Verhaeren?
Secondo Wikidata, Émile Verhaeren riposa presso: tomb of Emile Verhaeren and Marthe Verhaeren.
Le opere di Émile Verhaeren sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Émile Verhaeren è morto nel 1916, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026