Antropologo e storico dell'arte
Giacomo Boni
archeologo e architetto italiano (1859-1925)
- Nascita
- 25 aprile 1859, Venezia
- Morte
- 10 luglio 1925, Roma
- Sepoltura
- Palatino
- Attività
- antropologo, storico dell'arte, archeologo, architetto, politico
Giacomo Boni (archeologo e architetto italiano).
Nato a Venezia il 25 aprile 1859, è morto il 10 luglio 1925 a Roma.
Biografia in breve
Giacomo Boni (Venezia, 25 aprile 1859 – Roma, 10 luglio 1925) è stato un archeologo e architetto italiano.
Fu senatore del Regno d'Italia nella XXVI legislatura.
Fonte: Wikipedia, voce «Giacomo Boni» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Giacomo Boni
Come i metalli alla pietra di paragone, così le stirpi umane rivelano diverso carattere al saggio della gioia o del dolore.
Per raccogliere indizî sulla conformazione di un terreno, basta osservare in quale modo smaltisce le , o sviluppa una flora spontanea o screpola con la siccità. Per differenziare la specie umana valgono le idee religiose, assorbite con avidità o lentezza, o rifiutate senz'altro, o trasformate a seconda delle razze, la cui diversa origine è attestata per altra via dagli indici cefalici e dai dialetti.
Propagandosi variamente tra le popolazioni dell'Europa settentrionale, la riforma luterana differenziava le razze germaniche da quelle celtiche; l'immane tragedia odierna rivela la profondità dell'abisso che, malgrado l'uniforme vernice di , esisteva fra la Prussia e la Baviera. (p. 17)
La guerra mondiale ha dimostrato, con la Francia e col Belgio eroico, che le razze numericamente più importanti, la tedesca e la russa, non eran degne di espandersi sul globo terrestre, a danno di stirpi che già per venti o trenta secoli contribuirono idee e scoperte all'umanità e sono ancor prodighe di ammaestramenti civili e di tesori di scienza, allietati dal sorriso dell'arte.
Per far posto alle razze eccessivamente prolifiche, basteranno i naturali sbocchi sul mare e talune delle colonie disponibili. (p. 36)
Nell'occupare l'Alsazia-Lorena i francesi hanno dinanzi a loro le stesse difficoltà che troviamo noi sulla costa dalmata.
Come in Polonia, i teutoni si si sforzarono di vestire la sponda sinistra del Reno con una grossolana ed uniforme cotenna germanica, e dove grandi estensioni di territorio erano coltivate da francesi, hanno importato intere famiglie di contadini, perché, propagandosi, moltiplicassero le case coloniche, le chiese e le scuole tedesche, come si fa con gli innesti di pelle umana. Somma cura del governo fu di cancellare dalle città e dalle strade i nomi francesi, o d'imporre la denominazione bilingue; di parificare da prima lo studio della lingua tedesca e renderlo poi obbligatorio ed esclusivo, multando chi osasse servirsi dell'idioma nazionale; di lasciar deturpare o vendere i monumenti che potevano ricordare la patria francese; d'innalzare a più non posso statue imponenti di Guglielmo II e dei suoi antenati, della sua progenie e dei suoi ministri. (p. 37)
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Domande frequenti
Quando e dove è nato Giacomo Boni?
Giacomo Boni è nato a Venezia il 25 aprile 1859.
Dove è sepolto Giacomo Boni?
Secondo Wikidata, Giacomo Boni riposa presso: Palatino.
Le opere di Giacomo Boni sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Giacomo Boni è morto nel 1925, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026