Ritratto di Gian Luigi Beccaria
Elena Torre · CC BY-SA 2.0

Linguista e personaggio televisivo

Gian Luigi Beccaria

linguista, saggista e accademico italiano (1936-)

Nascita
27 gennaio 1936, Costigliole Saluzzo
Attività
linguista, personaggio televisivo, saggista, glottologo, professore universitario
Opere in archivio
1

Gian Luigi Beccaria (linguista, saggista e accademico italiano): ecco il libro in ordine di pubblicazione.

Nato a Costigliole Saluzzo il 27 gennaio 1936. Tra i riconoscimenti: Premio Italo Calvino (1987) e Premio Brancati (2006).

Biografia in breve

Gian Luigi Beccaria (Costigliole Saluzzo, 27 gennaio 1936) è un linguista, glottologo e saggista italiano.

Fonte: Wikipedia, voce «Gian Luigi Beccaria» · licenza CC BY-SA 4.0

Libri di Gian Luigi Beccaria in ordine cronologico

  1. 1992
    Italiano antico e nuovo

Frasi celebri di Gian Luigi Beccaria

Perché i giornali sono un po’ come i temporali estivi: si scatenano di tanto in tanto, e inondano di parole le strade del mondo. Parole che non durano niente, passano, proprio come i temporali. E dentro l'intercambio continuo fra i giornali e i politici – i politici prestano parole, i politici prendono parole –, mi pare che si intravveda quella peculiarità tutta italiana dell'edonismo linguistico (il filone inventivo dell'«eterna funzione Gadda» illustrata da Gianfranco Contini). Ai nostri giornalisti piace molto il "teatrino", pensiamo all'ondata effimera di scilipotizzare, scilipotismo, scilipotese, espressioni che poi sono scomparse. È insomma un temporale ciclico di parole che vanno e vengono.
Movimenti, Poli, Leghe, ora pare che tornerà anche Forza Italia – che peraltro nasce come slogan elettorale della Dc –. La parola partito sa troppo di "apparato", di passato, e così si ritrova a usarla soltanto il Pd. Quel che colpisce, d'altro canto, è che i giornalisti continuano a usare i nomi delle correnti: i dalemiani, i veltroniani, i giovani turchi... Il che sembra riportarci ai tempi della Prima repubblica, quando le cronache erano fitte di dorotei, pontieri, miglioristi, tutte parole oggi completamente ignote a chi non abbia vissuto quegli anni.
È risaputo che anche le parole importanti progressivamente si svuotano, nel dibattito politico: le grandi parole, come democrazia, libertà, giustizia, sembrano aver perso la propria forza, il proprio senso. E sempre più si usano parole che soltanto in apparenza sono chiare, solide, concrete: si parla di programmi o proposte concrete – ma poi quel concreto risulta vago e generico –, di vere riforme – quali? –, di vera giustizia, seria e responsabile. Di questo passo perderemo, insieme al senso delle regole, il senso delle parole che usiamo, manipolate ogni giorno da un uso improprio: se le parole diventano vuote, obbedienti alle convenienze politiche, allora possono mentire. Ciascuna di esse, a usarla male, può racchiudere il suo contrario.

Premi e riconoscimenti

AnnoPremioEsitoOpera
1987Premio Italo Calvinovincitore
2006Premio Brancativincitore

Domande frequenti

Qual è il primo libro di Gian Luigi Beccaria?
Tra le opere censite, la prima in ordine di pubblicazione è «Italiano antico e nuovo», del 1992.
Quanti libri ha scritto Gian Luigi Beccaria?
Il nostro archivio, basato su Wikidata, elenca 1 opera di Gian Luigi Beccaria; il numero può non comprendere raccolte minori, traduzioni e curatele.
Quando e dove è nato Gian Luigi Beccaria?
Gian Luigi Beccaria è nato a Costigliole Saluzzo il 27 gennaio 1936.
Quali premi ha vinto Gian Luigi Beccaria?
Premio Italo Calvino (1987) e Premio Brancati (2006).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026