Ritratto di Maria Pezzé Pascolato
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Scrittrice e insegnante

Maria Pezzé Pascolato

pedagogista, scrittrice e insegnante italiana (1869-1933)

Nascita
15 aprile 1869, Venezia
Morte
22 febbraio 1933, Venezia
Attività
scrittrice, insegnante, traduttrice

Maria Pezzé Pascolato (pedagogista, scrittrice e insegnante italiana).

Nata a Venezia il 15 aprile 1869, è morta il 22 febbraio 1933 a Venezia.

Biografia in breve

Maria Pezzé Pascolato, citata anche come Maria Pezzè Pascolato (Venezia, 15 aprile 1869 – Venezia, 22 febbraio 1933), è stata una pedagogista, traduttrice e scrittrice italiana.

La sua attività, equamente divisa tra settore culturale e sociale, la porta a ricoprire prestigiosi incarichi in particolare negli anni del primo dopoguerra fino alla scomparsa.

Fonte: Wikipedia, voce «Maria Pezzé Pascolato» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Maria Pezzé Pascolato

Finalmente, vengono le belle fiabe, le novelle delle fate, le novelle meravigliose, che ci riportano, con l'antico animismo mitologico, all'infanzia della umanità. Non temete: la poesia ne purifica le superstizioni; che se volessimo bandirle noi, quelle superstizioni, arrischieremmo di bandire insieme l'ideale. Se la fratellanza in cui vivono e parlano tra loro gli alberi, i fiori, gli uccelli, le fiere, e persino la luna e le stelle, non sembra tanto meravigliosa al bambino, gli è che più chiara gli appare che a noi la parentela di ogni forma di vita; gli è che abitudini e convenzioni non hanno per anco turbata la comunione sua con l'universa natura. Raccontando, eviteremo, però, non la descrizione del male, ma la descrizione di quei mali che sono al di fuori della sua cerchia e dai quali non importa ancora ch'egli si guardi; e ad un male, ch'è comune all'infanzia dell'umanità e all'infanzia dell'individuo, la paura, contrapporremo esempi confortanti. Vorremo che il bambino confidi nell'ignoto, anzi che temerlo; che si abbandoni alla sua candida fede istintiva. All'ultimo, ha ragione lui: il mondo è molto più buono che cattivo. La sfiducia, il sospetto, invece, ci raggranchiscono; sono elementi d'infelicità, di esitanza, di preoccupazione, che inceppano le nostre energie.
Da Prefazione alla prima edizione (1906), in Cristoforo Schmid, Le novelline, raccontate ai bambini italiani da Maria Pezzé Pascolato, Editore Ulrico Hoepli, Milano, 1944.
[...] coltivando l'immaginazione, coltiviamo la facoltà di idealizzare, di godere cioè le più pure gioie, di godere infiniti beni, senza bisogno che sieno nostri. Proiettare, come con una lanterna magica, sul quadro della fantasia, i nostri desideri, non equivale sovente ad appagarli?
Nemmeno la troppa abbondanza di illustrazioni, di tavole colorate, sopra tutto di figure intercalate nel testo è salutare. Bastano poche illustrazioni per attrarre, per invogliare, per rallegrare; ma i disegni troppo frequenti non giovano.
Anzi tutto è ben raro che appaghino quel bisogno di meticolosa esattezza, quel bisogno di verità che è nei ragazzi, e poi limitando la libertà della fantasia, dopo un primo attento esame li lasciano in generale scontenti.
Talvolta una immagine sovrapponendosi a quella che nella mente essi stavano abbozzando, li urta, come accade a noi che le illustrazioni di un libro letto prima ed amato senza figure ci feriscano perché in contrasto col nostro sogno.
Da Prefazione alla terza edizione (1927), in Cristoforo Schmid, Le novelline.

Domande frequenti

Quando e dove è nata Maria Pezzé Pascolato?
Maria Pezzé Pascolato è nata a Venezia il 15 aprile 1869.
Le opere di Maria Pezzé Pascolato sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Maria Pezzé Pascolato è morta nel 1933, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026