Regista cinematografico e giornalista
Stefano Liberti
giornalista, scrittore e regista italiano
- Nascita
- 6 settembre 1974, Roma
- Attività
- regista cinematografico, giornalista, scrittore
Stefano Liberti (giornalista, scrittore e regista italiano).
Nato a Roma il 6 settembre 1974.
Biografia in breve
Stefano Liberti (Roma, 6 settembre 1974) è un giornalista e scrittore italiano.
Fonte: Wikipedia, voce «Stefano Liberti» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Stefano Liberti
Questo libro non parla di trafficanti e di scafisti. O meglio, ne parla solo in misura marginale. E non perché queste figure non esistano. Ma perché non sono loro il nocciolo della questione. Loro non sono altro che un sottoprodotto delle rotte migratorie, che si viene a definire a partire da uno specifico bisogno: quello della mobilità e della crescita personale che spinge migliaia di donne e di uomini a cercarsi un futuro e un altrove e a sfidare le sempre più articolate misure di contrasto attuate dagli stati del Nord. (p. 10)
A suo dire , la realtà era semplice: era l'Unione Europea, con le sue politiche, a costringere i ragazzi a emigrare. «L'Europa non può restare indifferente di fronte a questa tragedia. Soprattutto, non può chiudere un occhio quando le sue barche ci rubano il pesce e lamentarsi poi che i nostri ragazzi vadano alle Canarie». Il ragionamento era lineare. Quelle piroghe che un tempo erano servite a pescare ora venivano usate per andare in Spagna. Quei ragazzi che una volta erano pescatori ora erano diventati scafisti e immigranti illegali. L'Europa insisteva sulle mafie e fingeva di ignorare che alcune delle cause che la tiravano direttamente in ballo. Addossava alle reti dei trafficanti responsabilità che non era in grado di assumersi. A Mbour la crisi era visibile, la voglia di andarsene palpabile, il desiderio di lasciarsi alle spalle una quotidianità difficile evidente negli occhi di quei pescatori che, alla chiusura del mercato, non andavano più a festeggiare nei bar del villaggio, ma se ne tornavano mestamente a casa, facendo il calcolo di quanti soldi avevano perso quel giorno. La spiegazione di Gaoussou faceva tornare tutto: gli sbarchi alle Canarie non erano che un gigantesco contrappasso, la vendetta di un'Africa saccheggiata, i cui figli si riversavano nelle terre di coloro che li saccheggiavano, quasi a esigere una forma di compensazione. (pp. 25-26)
Gli intrappolati non sono una prerogativa di Dirkou. Dal Marocco all'Algeria, dal Mali alla Mauritania, fino in Libia, sono decine di migliaia a condividere questo destino di viaggiatori costretti alla stanzialità. Non possono andare avanti, perché sono a corto di soldi. Non possono tornare a casa, perché la loro famiglia si è indebitata per sostenere le spese di viaggio. I giorni per loro scorrono sempre uguali, in attesa di un qualche miracoloso rivolgimento degli eventi. Alcuni si rassegnano, si inseriscono negli interstizi dell'economia del luogo, magari mettono su famiglia. Altri, i più ostinati, non si arrendono. Continuano a coltivare i loro sogni; bramano l'Europa, afferrano ogni barlume di informazione che possa sostenere il loro miraggio. Vista dal di fuori, la loro insistenza ha un che di folle. Ma in realtà è, in molti casi, la loro unica arma di difesa. 'Non abbiamo alternative. Siamo costretti a continuare a sperare', mi disse un giorno Sylvain, un robusto camerunese di due metri che avevo incrociato sulle rotte. (p.74)
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Domande frequenti
Quando e dove è nato Stefano Liberti?
Stefano Liberti è nato a Roma il 6 settembre 1974.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026