Frasi
Frasi di Achille Bonito Oliva
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Achille Bonito Oliva raccolte in un'unica pagina: 10 frasi, divise per libro e argomento.
Achille Bonito Oliva (critico d'arte italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Achille Bonito Oliva
A un mondo fissato in schemi rigidi e chiuso sul proprio autofunzionamento, Agnetti risponde con una strategia del linguaggio inteso come eversione permanente, dove, paradossalmente, l'arte serve a spingere la vita verso una condizione d'impossibilità: per vita s'intende la globalità dei fenomeni collegati alla trasformazione del mondo. La vita si organizza secondo possibilità funzionali al sistema produttivo. L'economia è il campo dove i progetti diventano atto e pratica conciliante. Per Agnetti l'arte, come pratica mentale contraria e alternativa, vive invece un doppio momento: quello della sua libertà e quello della sua necessità.
Ci troviamo di fronte a delle vere e proprie stazioni d'arte contemporanea, luogo di transito per il cittadino e di sosta per il suo sguardo. Nomadismo esistenziale e stasi contemplativa si intrecciano in queste stazioni che valorizzano l'inerzia di un quotidiano appartenente ad una collettività per niente inerte ed apatica.
Critici si nasce, artisti si diventa e pubblico si muore.
L'opera di Garau riprende il tema dell'acqua. E' qualcosa che appartiene al genus loci dell'Oristanese. La trovo consona al luogo e all'antropologia culturale del territorio [...]. Bello e brutto sono categorie di comodo [...]. L'arte contemporanea è oltre, vuole far riflettere. Il problema è che la gente non vuol pensare. Preferisce il conformismo.
Il movimento dell'arte è quello della catastrofe, esaltazione ed intensificazione del tempo semplice, che accompagna la realtà quotidiana verso il proprio decesso.
L'obbiettività è un dato improbabile, è una fiction.
Le mie radici sono nel Vallo di Diano. Io ero il primo di nove figli, i primi sei nati a Caggiano, dove abbiamo ancora il palazzo di famiglia. Caggiano si trova a 875 metri sul mare, al confine con la Lucania. È un paese tipicamente legato alla rendita agraria e all'emigrazione. L'economia è basata sulla produzione di olio, grano e noci, visto che non è possibile uno sfruttamento intensivo della terra. [...] Ho vissuto in quei posti fino ai dieci anni di età, e anche quando ci siamo trasferiti a Napoli, ho passato molte lunghe e arrovellate estati "deportato" a Caggiano. [...] Mi sentivo spaesato e avevo una terribile nostalgia del mare di Napoli e dei miei amici. Erano tre mesi di isolamento, intriso di silenzi, in questa piccola torre eburnea. Mi trovavo di fronte a un'eternità estiva.
Questi santi fissano il nulla, come rivolti verso l'idealità di uno spazio senza tempo e dunque senza il rumore di sguardi mondani. Essi condensano dentro i propri popoli la condizione di assoluta sofferenza di una cultura, quella africana, profonda e altamente simbolica, aperta alla fluidità di un sentimento adatto all'assoluto e non alla precarietà del quotidiano.
Qui ci troviamo per la prima volta di fronte ad un esempio di museo all'aperto, sotterraneo ed emergente, clandestino e pubblico nello stesso tempo, accogliente non più esempi di arte catacombale ma di forme che hanno acquistato la possibile dignità del confronto continuo col nostro quotidiano.
Dicono di Achille Bonito Oliva
Oggi si fa sovente una critica pesante, lo strutturalismo, con i suoi schemini e diagrammi. A questo proposito, uno dei libri che ho criticato più severamente è stato quello di Bonito Oliva su L'ideologia del traditore. Non stava né in cielo né in terra.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026