Frasi
Frasi di Alcide De Gasperi
45 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 45 citazioni di Alcide De Gasperi, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Alcide De Gasperi (politico italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Alcide De Gasperi
Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione.
Il comunismo quale si viene attuando in URSS è agli antipodi del nazismo: il comunismo è impregnato di fratellanza cristiana ed è perciò antirazzista per eccellenza, mentre il nazismo e il fascismo sono essenzialmente e in primo luogo razzisti. Quindi due fenomeni inconciliabili e opposti il comunismo e il nazismo.
Noi siamo tutti impegnati a servire il nostro Paese secondo le indicazioni della volontà popolare.
Tutti siamo d'accordo nella meta: dare al popolo il mezzo di campare, salvare la moneta, contenere i prezzi, combattere la speculazione, introdurre nell'organismo dello Stato più attivismo, più disciplina e nei rapporti tra i partiti più lealtà e più ampiezza.
Politica vuol dire realizzare.
Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me.
Quando vedo che mentre Hitler e Mussolini perseguitavano degli uomini per la loro razza, e inventavano quella spaventosa legislazione antiebraica che conosciamo, e vedo contemporaneamente i russi composti di 160 razze cercare la fusione di queste razze superando le diversità esistenti fra l’Asia e l’Europa, questo tentativo, questo sforzo verso l'unificazione del consorzio umano, lasciatemi dire: questo è cristiano, questo è eminentemente universalistico nel senso del cattolicesimo.
Segni non ha abbastanza salute per assumere responsabilità di governo, ma ne ha troppa per rinunciarvi.
Vero è che il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtù del carattere. L'opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati, pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune.
Vi è in Italia un quarto Partito, che può non avere molti elettori, ma che è capace di paralizzare e di rendere vano ogni nostro sforzo, organizzando il sabotaggio del prestito e la fuga dei capitali, l'aumento dei prezzi o le campagne scandalistiche. L'esperienza mi ha convinto che non si governa oggi l'Italia senza attrarre nella nuova formazione di Governo, in una forma o nell'altra, i rappresentanti di questo quarto Partito, del partito di coloro che dispongono del denaro e della forza economica.
Vogliamo che questa impresa non sia, come tante altre, più o meno lecitamente rivolta ad accrescere la ricchezza di imprenditori privati o di azionisti. Vogliamo invece che sia un'impresa nella quale sia prevalente l'interesse del lavoro e della classe dei lavoratori [...]
Citazioni di Alcide De Gasperi – Assemblea Costituente
Con ardimento, con tenacia, con sforzo disciplinato abbiamo gettato un ponte sull'abisso fra due epoche, riuscendo a compir l'opera lunga e difficilissima senza perdita di uomini e di materiali. Qual popolo può richiamarsi a simile esempio di verace democrazia? Altrove furono il terrore, i massacri, la guerra civile.
Operano nella Repubblica italiana le tendenze universalistiche del Cristianesimo, quelle umanitarie di Giuseppe Mazzini, quelle di solidarietà del lavoro, propugnate dalle organizzazioni operaie.
La Repubblica italiana si attendeva e attende ancora, e spera fino all'ultimo che la democrazia internazionale le sia madrina; le sarà invece noverca?
La tesi sostenuta dal Governo italiano in materia di riparazioni è che l'Italia non può e non deve pagarle; non può, in ragione delle distruzioni subite e dei sacrifici compiuti; non deve, in ragione della cobelligeranza e della lotta condotta a fianco degli Alleati.
Lo Stato forte non può essere che quello ove si rispetti o si fa rispettare la legge, cioè la Costituzione e le altre leggi che sono in vigore e servono per applicarla.
Bisogna essere più che mai concreti e precisi quando si parla di atti di fermezza e di misure punitive, ed essere soprattutto più fattivi, più tempestivi, quando si tratta di prevenire.
Aiutino i costituzionalisti a creare le leggi che nello spirito della Costituzione valgano a difenderla, e ad applicarla in libertà, ma anche con autorità.
La vita sindacale è tutta penetrata e fatta oggetto di conquista politica, rivoluzionaria, antidemocratica. Non è possibile che lo Stato si disinteressi dell'organizzazione sindacale: è una diserzione della democrazia.
La libertà di critica deve essere piena, il controllo che esercita la stampa libera è un correttivo necessario della democrazia e la stampa è il naturale veicolo, il filtro delle idee.
Nella democrazia il parlamento è un polmone, e l'altro polmone è la stampa.
Citazioni di Alcide De Gasperi – Attribuite
Solo se uniti saremo forti.
Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
Le divise sono sempre pericolose, specialmente quando le si fa indossare a dei bambini, perché vuol dire che li si sta preparando ad una guerra.
Dicono di Alcide De Gasperi
Aveva una certa immagine dei meridionali: intelligenti, vivaci, esuberanti, clamorosi; credo gli facesse impressione il mio contegno piuttosto riservato, qualcuno dice anche timido, od orgoglioso.
De Gasperi cercò sempre il confronto e il dialogo con tutti, dimostrando di non aver paura di affrontare i cambiamenti. Questo è stato il suo grande insegnamento che è valido ancora oggi.
Di De Gasperi non è neppure il caso di parlare. È tutto nella storia.
Dossetti, De Gasperi, ma potrei aggiungere anche Piccioni, La Pira, Moro. Gente di quel livello, di quel carattere, di quella storia, nel partito non l'ho più vista.
Fu uno dei pochissimi uomini da cui non udii mai un giudizio irrispettoso verso chicchessia.
Gli italiani sono consapevoli dell'impegno e della straordinaria dedizione che De Gasperi offrì, in anni difficili, alla nascita delle istituzioni della Repubblica, al consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista, al recupero del prestigio e della dignità della Nazione nella comunità internazionale
Ho sentito dire in giro che ci vorrebbe un De Gasperi per salvare la situazione. Sapete cosa vi dico? Che De Gasperi oggi probabilmente, visto il grado di selezione per merito, sarebbe ancora un bibliotecario, oppure sarebbe stato licenziato o in fila in attesa di un lavoro.
Il Paese dovrà affrontare grandi sacrifici e i grandi sacrifici si accettano quando si è guidati, nel doverli compiere, da un'alta dignità morale. È quella forza che De Gasperi ebbe nel trarre l'Italia dalla sconfitta per la ricostruzione democratica.
Il segreto dell'oratoria politica di De Gasperi era nella sua immediatezza umana. Lo stile scarno, forse asintattico come lo rimproverava il toscano Gronchi, ma rude e che bene esprimeva la fortezza trentina, una soffusa tonalità di sentimento propria dei caratteri solitari che conoscono la limpidezza della vetta; i suoi discorsi conquistavano la piazza, la facevano sensibile alla sua serrata argomentazione politica come alla sua intensa palpitazione morale. (Bruno Gatta, De Gasperi politico, De Gasperi con la folla, De Gasperi con se stesso, Edizioni Scientifiche Italiane, 1983, p. 101)
Il vecchio non è conversatore. Appena la compagnia scivola dalla politica ad altri temi, ne approfitta per distendersi; e negli occhi gli passa un'ombra di beato riposo.
La fine di De Gasperi è la fine di un'epoca: con lui finisce un'epoca e ne comincia un'altra non certamente migliore. [...] C'è una bella pagina della figlia di De Gasperi, Maria Romana, che ha scritto un bel libro sul padre. Un libro tutto vero in cui racconta anche i funerali su in Val Sugana: c'era naturalmente tutta la nomenclatura democristiana che accompagnava la bara. Oramai De Gasperi era morto, si poteva anche fingere il compianto, e a un certo momento un passante che era lì – uno che guardava, che non aveva niente a che fare con la politica, con la Democrazia Cristiana eccetera eccetera – si avvicinò al feretro e scansando questi turiferari della DC disse: «No, non è vostro! De Gasperi è nostro! Era un italiano!». E aveva ragione. De Gasperi era nostro, non un democristiano.
Penso che De Gasperi abbia molto sofferto per i tentativi di scavalcamento e di accantonamento messi in atto da alcuni dello stesso partito, che l'avrebbero rivisto volentieri in biblioteca e in archivio, luoghi peraltro a lui cari.
Provo grande pena (sorella del disprezzo) quando un uomo politico democristiano [...] tenta di fare come Anteo che recuperava le forze cadendo sulla terra, e cioè si rifà alla tradizione ideologica (?) democristiana, rispolverando con venerazione De Gasperi. Ma De Gasperi politicamente non era nessuno.
Sarcastico e burocratico, aiuta Sturzo con mediocre abilità. Asciutto e occhialuto, è privo d'intuito e agilità.
Se ci fosse un Croce, un De Gasperi o un Salvemini me ne andrei anche, ma non li vedo, e non vedo neanche un Van Basten in panchina.
Si deve dire [...] che De Gasperi, sostenendo Mattei nella costituzione dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) e nel riservare l'esclusiva delle ricerche nella val Padana al nuovo ente, dimostrò notevole decisione, con una impennata della sua politica nei confronti degli Stati Uniti su una questione tutt'altro che marginale per gli interessi economici e politici americani e per quelli italiani.
L'onorevole De Gasperi è certamente un uomo intelligente; ma oso dire che nemmeno Cavour, assistito da uomini come Talleyrand, Sir Robert Peese e Bismarck, potrebbe adempiere simile compito. Non gli basterebbe neanche un cervello più grande della cupola di San Pietro per caricarsi di un simile lavoro.
L'onorevole De Gasperi ha in quest'ora il peso più terribile. Egli è Capo del Governo; è capo del suo partito o, come si dice, segretario del suo partito, ciò che che assorbe in gran parte la sua attività. Egli è Ministro dell'interno ed, ad interim, Ministro per gli affari esteri. Egli si deve occupare poi di tutte le questioni della vita nazionale e di tutti i rapporti essenziali della vita economica e si deve occupare soprattutto della pace. In Inghilterra, il Capo del Governo non ha nessun Dicastero, perché fa il lavoro di coordinamento; tanto meno pensa di essere Ministro degli esteri e ancor meno Ministro dell'interno; ma non tutte queste cose assieme. E quante cose crede invece di poter fare l'onorevole De Gasperi?
L'onorevole De Gasperi ha i più diversi incarichi e le più terribili responsabilità. Dovrebbe occuparsi di tante diverse cose, di tanti problemi, di tanti contrasti per cui l'intelligenza umana non è sufficiente. È quindi obbligato a non occuparsene.
L'onorevole De Gasperi ha riunito in sé stesso tutti i poteri e quante funzioni gli era possibile riunire.
L'onorevole de Gasperi non può, senza la rovina di tutti, e del suo stesso partito, essere nello stesso tempo Capo del Governo, Capo del partito, Ministro dell'interno, Ministro degli esteri. Tutte queste funzioni non aumentano il prestigio di chi le ha, ma lo diminuiscono.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026