Frasi
Frasi di Alessandro Tassoni
14 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 14 citazioni di Alessandro Tassoni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Alessandro Tassoni (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Alessandro Tassoni
Direi adunque, che chi preme nello stile e nella bellezza del dire, dovesse affaticarsi in fare la scelta delle più belle voci e frasi, che si favellino e scrivano al presente, e non di quelle, che l'uso ha dismesse: peroché come i vestimenti antichi, benché di grande fattura e spesa, non , ma si conservano per memoria riposti; così delle parole antiche suole avvenire, che si conservano per memoria ne' loro autori, ma non s'adoprano.
Modena è una città di Lombardia, / che nel pantan mezza sepolta siede; / ove si suol smerdar da capo a piede / chi s'imbatte a passar per quella via.
Non durano insomma in Italia perché sieno migliori de' Francesi, ma perché sanno meglio occultare le loro passioni e i disegni loro: pagano la nobiltà italiana per poterla meglio strapazzare e schernire; stipendiano i forestieri per aver piede negli altrui stati; avari e rapaci, se il suddito è ricco; insolenti, s'egli è povero; insaziabili in guisa, che non basta loro né l'oriente, né l'occidente; infestano e sconvolgono tutta la terra, cercando miniere d'oro; corseggiano tutti i mari, tutte le isole mettono a sacco. Indarno si cerca mitigare la loro superbia con l'umiltà; le rapine chiamano proveccio, la tirannide ragion di stato; e saccheggiate e disertate che hanno le province, dicono di averle tranquillate e pacificate.
Frasi da «La secchia rapita»
E s'udian gli usignoli al primo albore / E gli asini cantar versi d'amore. (I, 6)
La Sorte ed il Saper stanno in un vaso. (II, 62)
[...] la gran Donna del Po [...]. (V, 37)
Si spezzano le nubi e foco n'esce / che scorre i campi del celeste regno: / il foco e l'aria e l'acqua e 'l ciel si mesce; / non han più gli elementi ordine o segno; / s'odono orrendi tuoni, ognor più cresce / de' fieri venti il furibondo sdegno, / increspa e inlividisce il mar la faccia / e l'alza contra il ciel che lo minaccia. (X, 20)
Lascia Gaeta, e su per l'onda corre / tanto ch'arriva a Procida e la rade, / indi giugne a Puzzòlo, e via trascorre, / Puzzòlo che di solfo ha le contrade / quindi s'andava in Nisida a raccorre, / e a Napoli scopría l'alta beltade: / onde dal porto suo parea inchinare / la Regina del mar, la Dea del mare. (X, 26)
Ma un petto, senza cor, che l'aria teme, / non l'armerían cento arsenali insieme. (XI, 11)
Chi va cercando e suscitando risse, / Non sa che la Fortuna è donna, e vola. (XI, 62)
La balestra del Ciel scocca improvviso. (XII, 10)
Se in lupi si trasformano i pastori, / gli agnelli diverran cani arrabbiati: / che fra gli oltraggi quei sono i peggiori / che ci fanno color ch'abbiamo amati. (XII, 30)
Dicono di Alessandro Tassoni
Tutto pieno dei suoi intenti parodistici e satirici, il poeta badò più a fare opera nuova e originale, a provocare il riso, a motteggiare, a beffare, ad assestare buoni colpi, e a menare botte da levar la pelle, che a fare opera d'arte. Nel poema lOceano, che non fu finito, il Tassoni aveva in animo di fare le sue migliori prove di poeta; ma alla Secchia non attribuiva maggiore importanza di quella che si dà a uno sfogo, a una intemerata poetica personale. Il capolavoro, coma talora accade, era uscito quasi inconsapevolmente dalle mani dell'autore, che aveva versato gran parte di sé in quelle disinvolte e allegre ottave, quasi senza avvedersene, obliandosi e perdendosi nel dilettoso gioco della sua nuova poesia.
Visto da vicino, il Tassoni non è [...] così problematico e amorale e strambo, come appare a una prima impressione. C'è un po' di dramma sotto la sua scapigliata e ineguale condotta, c'è pensosità sotto la beffa e c'è una rassegnazione, anzi un adattamento ilare e faceto, quasi giullaresco, proprio di chi ride e scherza perché non c'è altro da fare che mettere in farsa la realtà che non muta. C'è qualche pena nascosta, a tratti dimenticata, sotto lo scherno e la burla.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026