Frasi
Frasi di Alfonso Varano
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 10 citazioni di Alfonso Varano, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Alfonso Varano (poeta e drammaturgo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Visioni sacre e profane
Colà, dove Aquilon serba i ridutti / gelidi venti, che poi scioglie irato / contra le selve annose e i salsi flutti, // dal polo fin dell'oriente al lato / con luce di sanguigno ardor feconda / si tinse il taciturno aere stellato; // tal che dell'Eridàn presso alla sponda / ne rosseggiàro al ripercosso lume / gli uomin, le navi, i tronchi, e l'erbe, e l'onda. // Mentre seguendo il nuovo suo costume / ardea purpureo il ciel, gli apparve al lembo / un, che l'aure inondò, ceruleo fiume; // e dall'azzurro e dal vermiglio grembo / rai ne sgorgàro or agitati, or cheti, / e ondeggiamenti del focoso nembo, // e globi, che splendean come pianeti, / e lucide corone, ed archi, e liste, / e argentee volte, e pescarecce reti. // Ben conobb'io nel meditar le viste / fiamme dipinte, e con mirabil' arti / raccolte da Natura, e fra lor miste, // che i sottili nitrosi efflussi sparti / dal gelo acuto per gli aerei campi / salìr del zolfo ad irritar le parti // dal sole attratte, quando avvien, che avvampi / alto del Cane sotto l'ignea stella, / e allor scoppiàro in color varj e in lampi. // Sparìa, poi riaccendeasi ogni facella; / ed era or l'ostro illanguidito, ed ora / fea di vivo fulgor mostra novella. (da visione VI, Per la morte della serenissima Marianna, vv. 37-66)
Era tranquillamente azzurro il mare; / Ma sotto a quella balza un sordo e fisso / Muggito fean le spumanti acque amare; / Che un fiume, cui fu dal pendìo prefisso / Cieco sotterra il corso, ivi formava / Co' moti opposti un vorticoso abisso. (da Per la morte di Bonaventura Barberini)
[...] giunsi in aperto piano, in cui senz'arte / stendeasi ricco di germoglj un prato. // Il vasto loco pien di vario-sparte / folte erbette, che nulla arbor, né fratta / con intralciati rami ingombra, o parte, // dolce allargommi il cor, cui sembra intatta / a par del guardo aver sua libertate / l'immenso avidamente a scorrer atta. // Qui nel varco di quelle a fior smaltate / piagge il fianco posai sotto rugoso / olmo d'opache insiem foglie intrecciate, // ove il puro aere, il rezzo ed il riposo / grato a stanchezza invogliò più l'ingorda / vista a vagar per l'ampio strato erboso. // [...] Scorrea la morbidissima verzura / Favonio, cui son le odorate rose, / e i molli gigli amica e facil cura, // e quelle umìli piante e rugiadose / piegando intenerìa colla diffusa / aura le fibre lor sotterra ascose; // mentre il passero grigio, e la delusa / spesso da' rai degli aggirati specchi / lodola, e all'arduo vol la rondin usa // aleggiando scegliean i levi stecchi / per tesser nido alla futura prole / di molle creta, e di sermenti secchi: // il suolo, ove arator non mai si duole, / che a fecondarne i germi indarno ei sudi, / di cui cultor è con Natura il sole, // sì adescato m'avean, che a me que' rudi / campi s'offrìan leggiadramente ameni / più assai de' colti co' più eletti studi. (da visione X, Trionfo della Provvidenza divina sopra l'Angelo della morte, vv. 14-27, 37-54)
Lento io movea, perché un pensier soave / Spesso mi rivolgea verso il bel colle, / In cui più del salir la scesa è grave. / Pareami novi fior sul gambo molle / Tremolar dolce, e di vaghezze nove / Quelle vestir non mai sfornite zolle. (da Per la morte di Bonaventura Barberini)
Mente, che spazia / In corpo fral, non cape i sensi eletti / Di chi nel centro del saper si sazia. (da Per la morte di Bonaventura Barberini)
Natura in ciascun opra sua beltà racchiude. (da Per la morte del cardinale Cornelio Bentivoglio)
Oimè ! che immago è questa ? Ahi! che s'aggira : / Caliginoso intorno al sole ammanto, / La terra e l'aria orrore e morte spira. / Egli alto in Croce, / Ella alla Croce accanto; / Trafìtti ambo, un da chiodi, una d'affanno; / Gronda il Figlio di sangue, Ella di pianto. (da Per la morte della serenissima Marianna arciduchessa d'Austria)
Dicono di Alfonso Varano
A me sonerà sempre caro ed insigne il nome di Alfonso Varano, perché da lui segnatamente, a quello che io giudico, s'iniziò il corso della poesia moderna italiana ; e forse la patria non gli si mostra ricordevole e grata quanto dovrebbe.
Chi trovasse non poca similitudine tra la mente del Varano e quella del Young, credo che male non si apporrebbe. Anime pie e stoiche ambidue, e dischiuse non pertanto agli affetti gentili, diffondono ne' lor versi un religioso terrore e un' ascetica melanconia che nell'Inglese riescono cupi, inconsolati e monotoni, e nell'Italiano s'allegrano spesso alla vista del nostro bel sole, e dai pensieri del sepolcro volano con gran fede alla pace e serenità della gloria immortale.
Varano poi insieme col Gozzi restituì alla Divina Commedia il debito culto; il Gozzi con li scritti polemici, egli con la virtù dell' esempio; ed ebbe arbitrio di dire a Dante ciò che questi a Virgilio : Tu séi lo mio maestro e il mio autore. Se non che il cantore delle Visioni chiuse e conchiuse l'intero universo nel sentimento della pietà e nei misteri del dogma, e non ben seppe imitare del suo modello la nervosa brevità e parsimonia, la varietà inesauribile e la peregrina eleganza.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026