Ritratto di Alfred Hitchcock
Ante Brkan · Public domain

Frasi

Frasi di Alfred Hitchcock

34 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 34 citazioni di Alfred Hitchcock, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Alfred Hitchcock (regista britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Alfred Hitchcock

Anche se facessi Cenerentola, il pubblico cercherebbe qualche cadavere nella carrozza.
Citato in Portala al cinema, p. 146.
C'è qualcosa di più importante della logica: l'immaginazione.
Citato in Focus, n. 111, p. 116.
Come regista sono etichettato. Se facessi Cenerentola, il pubblico cercherebbe subito il cadavere nella carrozza.
Ho avuto la grande fortuna di essere molto pauroso. Il mio vantaggio è di essere un codardo e di avere una soglia della paura bassa, perché un eroe non è in grado di fare film di suspense.
Citato in AA.VV., Il libro dei film, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 142. ISBN 9788858025864
Il dialogo dovrebbe essere semplicemente un suono fra gli altri, solo qualcosa che esce dalla bocca delle persone, i cui occhi raccontano la storia per mezzo di espressioni visive.
Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate.
In un buon film il sonoro potrebbe sparire e il pubblico avrebbe comunque un'idea chiara di cosa stava succedendo.
Citato in AA.VV., Il libro dei film, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 107. ISBN 9788858025864
La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana.
Citato in Portala al cinema, p. 5.
Nessuno sa come va a finire. Una persona dovrebbe morire per sapere esattamente cosa accade dopo la morte, nonostante i cattolici abbiano le loro speranze.
Non sono contro la polizia; ne ho solo paura.
Stewart può recitare qualsiasi scena, e sempre aderendo al personaggio. [...] È sempre Stewart, mai il nome del personaggio che sta interpretando.
Citato in Chi c'è in quel film?, p. 367.
Stewart è il perfetto eroe hitchcockiano, perché è l'Uomo Qualunque messo in situazioni bizzarre.
Citato in Chi c'è in quel film?, p. 368.
Un orizzonte sereno. Nulla di preoccupante nel piatto. Solo cose creative, non distruttive. Questo dentro sé stessi, perché dentro me non sopporto i battibecchi, non sopporto tensioni fra le persone. Penso che l'odio sia solo energia sprecata. Non è affatto produttivo. Sono molto sensibile. Una parola tagliente, detta bruscamente da una persona, specie se mi è vicina, mi fa male per giorni. So che siamo solo umani, siamo stimolati da questo genere di emozioni, chiamiamole anche negative, ma quando tutte queste vengono rimosse e si può vedere davanti a noi che la strada è pulita e si sta creando qualcosa; credo che questo sia quanto più felice io voglia mai essere.
Vedi, quando la star è in pericolo, la reazione del pubblico è molto più forte che se ci fosse un caratterista – magari uno più adatto al ruolo.
Citato in Chi c'è in quel film?, p. 368.
Per produrre suspense, nella sua forma più comune, è indispensabile che il pubblico sia perfettamente informato di tutti gli elementi in gioco. Altrimenti non c'è suspense. (p. 59)
La differenza tra suspense e sorpresa è molto semplice e ne parlo molto spesso. Tuttavia nei film c'è spesso confusione tra queste due nozioni. Noi stiamo parlando, c'è forse una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutt'a un tratto: boom, l'esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena assolutamente normale, priva di interesse. Ora veniamo al suspense. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l'anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all'una e sa che è l'una meno un quarto – c'è un orologio nella stanza – ; la stessa conversazione insignificante diventa tutt'a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: «Non dovreste parlare di cose così banali, c'è una bomba che sta per esplodere da un momento all'altro». Nel primo caso abbiamo offerto alla platea quindici secondi di sorpresa al momento dell'esplosione. Nel secondo caso gli offriamo quindici minuti di suspense. La conclusione di tutto questo è che bisogna informare il pubblico ogni volta che è possibile, tranne quando la sorpresa è un twist, cioè quando una conclusione imprevista costituisce il sale dell'aneddoto. (pp. 60-61)
Mi sono spesso reso conto che certe situazioni di suspense sono irrimediabilmente compromesse quando il pubblico non capisce chiaramente la situazione. Per esempio due attori hanno i vestiti quasi uguali e il pubblico non li distingue più; le ambientazioni sono confuse, la gente non riesce a capire bene dove si stia svolgendo l'azione e, mentre lo spettatore cerca di riprendere il filo della narrazione, la scena va avanti e non provoca alcuna emozione. Bisogna costantemente chiarire. (p. 75)
Per Il sospetto, noti che si tratta del mio secondo film inglese girato a Hollywood: attori inglesi, atmosfera inglese, romanzo inglese. (p. 116)

Dicono di Alfred Hitchcock

Certo, Alfred Hitchcock è un maestro di tecnica e di stile e il suo Psycho viene riconosciuto ormai come un capolavoro assoluto del cinema, ma l'impatto di questo film presso le platee del 1960 è sconvolgente: voyeurismo, violenza, sesso, necrofilia, mania omicida... tutte le più efferrate perversioni della mente umana vengono rappresentate esplicitamente sullo schermo da Hitchcock, e il maestro del cinema mostra per la prima volta al pubblico atti e oppure che accadevano sempre fuori campo o dopo un'appropriata dissolvenza. In più siccome Hitchcock sta raccontando con Psycho una storia contemporanea (ispirata dalle gesta di un autentico "serial killer"), tutto quello che appare in questo suo film è estremamente realistico, e quindi vero: potrebbe accadere a chiunque tra gli spettatori, e a parecchie sfortunate vittime in effetti è accaduto.
Luigi Cozzi
Come ci ha insegnato François Truffaut, Hitchcock è un maestro per generazioni di registi e di spettatori: ogni volta che si vede un suo film è come se lo si vedesse per la prima volta, sempre con il fiato sospeso.
Aldo Grasso
Hitch non ascolta veramente le scene. Ho sempre avuto l'impressione che potevi benissimo andare sul set e metterti a recitare l'elenco telefonico, e se Hitch trovava buono il modo in cui ti muovevi e reagivi, l'espressione del viso, eccetera, ti avrebbe detto: "Va bene così".
James Stewart
Hitchcock aveva tante regole che oggi sono citate e che sono violate. Diceva anche: “Tratta gli attori come se fossero bestiame”. Oppure: “Assicurati alla fine della giornata di non uccidere nessuno sceneggiatore”.
Tommy Lee Jones
Hitchcock disse: "Gli attori vanno trattati come mucche". Non era gentile, ma lui era un provocatore. Tutto quello che faceva aveva lo scopo di suscitare una reazione, a cominciare dai suoi film. Hitchcock era un burlone. Gli piaceva fare scherzi alla gente. Ma sapeva essere anche molto serio. Era un uomo molto intelligente. Spesso rimproverava ai film della sua epoca di essere fotocopie di show radiofonici, di non essere abbastanza cinematografici.
Martin Landau
I film di Hitchcock ti tengono sempre con il fiato sospeso, ma a volte possono essere divertenti quando meno te lo aspetti. Per questo li adoro. (Metal Gear Solid 3: Snake Eater)
Il cinema del filone giallo gli deve molto; tanto, tantissimo gli deve il pubblico cui il regista ha regalato ore ed ore di divertimento con un pizzico di paura. Altrimenti che mago sarebbe stato?
Bruno Amatucci
Il mio rapporto con lui è stato imbarazzante, difficile e offensivo. Mi disse: "Se te ne vai, ti rovino la carriera". E così fece.
Tippi Hedren
Il regista era rigoroso come un matematico (usava storyboard meticolosi), spietato come un sadico (gli attori erano le sue vittime), misogino con perfidia, ironico e (mentalmente) macabro.
Fernaldo Di Giammatteo
Quando un uomo da trent'anni, e attraverso cinquanta film, racconta grossomodo sempre la stessa storia – quella di un'anima alle prese con il male – e mantiene lungo questa linea unica lo stesso stile fatto essenzialmente di un modo esemplare di spogliare i personaggi e immergerli nell’universo astratto delle loro passioni, mi sembra difficile non ammettere che ci si trova per una volta di fronte a ciò che appare sempre più raro in questa industria: un autore di film.
Alexandre Astruc
Sembrava un uomo tranquillo [...] e invece aveva quello sguardo che ti attraversava da parte a parte, inquietante. Un uomo difficile da capire [...] il suo sguardo, sin dalla prima volta che l'ho incontrato, lo rivelava chiaramente: era lo sguardo di un uomo che si considerava visibilmente superiore, che vedeva nella donna un bell'oggetto, ma non molto di più.
Claudia Cardinale
Hitchcock ha innovato il cinema facendogli fare un passo così gigantesco che un suo vecchio film del muto ci appare girato tecnicamente oggi. I suoi bisogni espressivi fecero infatti progredire la tecnica, non il contrario.
Io gli volevo tanto bene. Ogni volta che facevo un film pensavo: chissà se Hitchcock lo vedrà. Chissà se gli piacerà.
Io non mi sento l'erede di Hitchcock. Forse ho ereditato il suo pubblico, ma non certo le sue tematiche. [...] Hitchcock è puritano mentre io sono libertario fino ai limiti dello sberleffo, il mio cinema è trasgressivo.
Mi telefonano: è morto Hitchcock. Ma come? È impossibile. Era vecchio, mi dicono, aveva ottantun anni. Lo so, ma poteva ancora vivere moltissimo, perché non centocinquanta, duecento anni? Io ancora non lo accetto. Perché lui non era un maestro del cinema, era il maestro.
Rivendico ad Hitchcock il grande artigianato fatto progredire e volare fino a diventare genio del cinema. Inventore dei tempi. Dei movimenti di macchina che raccontano da soli una storia interna alla storia del film e ancora più interna nei sogni del regista che l'ha realizzata. Inventore, insomma, del cinema moderno.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026