Frasi
Frasi di Alfred Tennyson
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Alfred Tennyson raccolte in un'unica pagina: 21 frasi, divise per libro e argomento.
Alfred Tennyson (poeta inglese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Alfred Tennyson
Anche gli Dei non possono privarti dei loro doni.
Berrò / la vita fino al fondo.
L'autorità dimentica un re morente.
La voce dei morti per me era la tua viva voce.
Non ha amici l'uomo che non si è mai fatto dei nemici.
Tieniti al lato più luminoso del dubbio.
Venite, compagni, / non è troppo tardi per andare in cerca di nuovi mondi. / Salpate, e seduti ciascuno al suo remo fendete / i flutti che risuonano; perché voglio navigare / oltre la linea del sole, e dove si bagnano / tutte le stelle a occidente, fino alla morte. / [...] / Molto abbiamo fatto, ma molto ci resta; e benché / la nostra forza non sia adesso quella che un tempo / smuoveva i cieli e la terra; ciò che siamo, siamo; / un'unica tempra di eroici cuori, / indeboliti dal tempo e dal fato, ma forti nel desiderio / di lottare, di cercare, di trovare, senza resa.
Frasi da «In Memoriam A.H.H.»
Non lasciarci nella polvere; / tu creasti l'uomo, egli non sa il perché, / egli pensa che non fu creato per perire; / e tu l'hai creato: tu sei giusto. (Prologo)
Ne sono certo, qualunque cosa accada; / lo sento quando il dolore è più acuto; / è meglio avere amato e perduto / che mai e mai avere amato. (XXVII)
Il Tempo un folle che spargerà polvere, / e la Vita una Furia che sputerà fiamme. (L)
La Natura, rossa nelle zanne e con gli artigli / conficcati nella preda. (LVI)
Esiste più fede in un dubbio onesto, / credimi, che nelle mezze certezze. (XCVI)
Dicono di «In Memoriam A.H.H.»
Nessuna poesia o romanzo, dopo In Memoriam, ne ha più cantato le lodi. (Clive Staples Lewis)
Locksley Hall
Avanza il sapere, ma indugia la saggezza.
Il tintinnare delle ghinee acuisce il dolore dell'Onore.
Meglio cinquanta giorni d'Europa che un ciclo del Catai.
Dicono di Alfred Tennyson
Il Tennyson ha, per consenso (credo) di tutti gli scrittori inglesi contemporanei, meriti grandi incontestati ed incontestabili verso la odierna letteratura poetica della sua nazione. Pur trattando argomenti da gradire all'universale, allargò il campo della poesia, piegò a nuove forme la lingua, perfezionò la struttura del verso e della strofa, fu e rimase e rimane ancora in alcune poesie un perfetto modello d'artista. Tutti i critici riconoscono la sua influenza grande e benefica; tutti i poeti di tutte le scuole lo ammirano e riveriscono come maestro, perché tutti sentono di dovere a lui qualche cosa.
La poesia del Tennyson è meno alta di quella dello Shelley e del Byron, ma è più sobria e più pura.
Parlandone insieme, abbiamo concordato che Blake non valeva niente perché aveva imparato l'italiano a sessant'anni per studiare Dante, e sapevamo che Dante non valeva niente perché era così affezionato a Virgilio, e Virgilio non valeva niente perché Tennyson lo esaltava; e quanto a Tennyson... be', di Tennyson è inutile anche solo parlarne.
Quando a Balaklava, presso Sebastopoli, dove era quartier generale della missione inglese, l'11º cavalleggeri ussari fu mandato a infrangersi contro le batterie russe e fu decimato, il poeta di corte Alfred Tennyson lo esaltò con un trascinante poema, The charge of the light brigade.
Stavamo dicendo quanto fosse una piacevole disposizione della Provvidenza che le persone di successo scrivano le proprie memorie. Speravamo che anche Tennyson stesse scrivendo le sue.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026