Ritratto di Amelia Rosselli
Unknown authorUnknown author · Public domain

Frasi

Frasi di Amelia Rosselli

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 10 citazioni di Amelia Rosselli, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Amelia Rosselli (poetessa italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Amelia Rosselli

Cara vita che mi sei andata perduta / con te avrei fatto faville se solo tu / non fosti andata perduta. (da Documento)
Citato in Walter Siti, Amelia Rosselli nel nome dei padri, la Repubblica, 23 novembre 2014, p. 56.
Rocco morto / terra straniera, l'avete avvolto male / i vostri lenzuoli sono senza ricami / Lo dovevate fare, il merletto della gentilezza! (da Cantilena, in Le poesie)
Citato in Amelia Rosselli: «Una cantilena per Scotellaro», Corriere della sera, 24 novembre 1997, p. 27.
[...] v'è il poeta della scoperta, quello del rinnovamento, quello dell'innovamento... della ricerca. E quando non c'è qualcosa di assolutamente nuovo da dire, il poeta della ricerca non scrive. (da Una scrittura plurale)

Antologia poetica

Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho mai in realtà scisso le due discipline, considerando la sillaba non solo come nesso ortografico ma anche come suono, e il periodo non solo un costrutto grammaticale ma anche un sistema.
Ma se, degli elementi individuabili nella musica e nella pittura spiccano, nel vocalizzare, soltanto i ritmi (durate o tempi) ed i colori (timbri o forme), nello scrivere e nel leggere le cose vanno un poco diversamente: noi contemporaneamente pensiamo. In tal caso non solo ha suono (rumore) la parola; anzi a volte non ne ha affatto, e risuona soltanto come idea nella mente.
La lingua in cui scrivo volta a volta è una sola, mentre la mia esperienza sonora logica associativa è certamente quella di molti popoli e riflettibile in molte lingue.
[...] mi misi ad un certo punto della mia adolescenza a cercare le forme universali. [...] Premettevo che il discorso intero indicasse il pensiero stesso, e cioè che la frase (con tutti i suoi coloriti funzionali) fosse una idea divenuta un poco più complessa e maneggiabile, e che il periodo fosse l'esposizione logica di una idea non statica come quella materializzatasi nella parola, ma piuttosto dinamica e «in divenire» e spesso anche inconscia.
Quanto alla metrica poi, essendo libera essa variava gentilmente a seconda dell'associazione o del mio piacere. Insofferente di disegni prestabiliti, prorompente da essi, si adattava ad un tempo strettamente psicologico musicale ed istintivo.
Interrompevo il poema quando era esaurita la forza psichica e significativa che mi spingeva a scrivere; cioè l'idea o l'esperienza o il ricordo o la fantasia che smuovevano il senso e la spazio.
[...] la realtà è così pesante che la mano si stanca, e nessuna forma la può contenere.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026