Ritratto di André Gide
Ottoline Morrell (1873-1938) · Public domain

Frasi

Frasi di André Gide

56 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di André Gide raccolte in un'unica pagina: 56 frasi, divise per libro e argomento.

André Gide (scrittore francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di André Gide

Benché sposi un punto di vista imparziale, il punto di vista del vero naturalista, M. Proust fa del vizio un ritratto più biasimevole di ogni invettiva. Bolla a fuoco ciò di cui egli parla e rende servizio ai buoni costumi più efficacemente di quanto possano fare i più stringenti trattati di morale. Egli ammette che certi casi di omosessualità siano guaribili. Se qualcosa può guarire un invertito è proprio la lettura di queste pagine dove attingerà il sentimento della sua propria riprovazione infinitamente più importante della riprovazione dell'autore.
Dalla lettera a Proust del 3 maggio 1921, fingendo di recensire Swann; citato in Alessandro Piperno, Alla recherche di Proust, in Il secolo gay, Diario del mese, gennaio 2006, p. 41.
Certo, non c'è niente di più sincero di queste pagine. Ma è appunto ciò a renderle spaventose: che tali tormenti, lotte, conflitti gratuiti, chimerici, possano diventare, per un credente, un'angoscia reale: che, con l'accento della verità, compianga noi di non conoscerla più, quell'angoscia, di esserle sfuggiti, di vivere felici!....
Riferito a un foglio di diario di Mauriac apparso nella N.R.F., numero del giugno 1931.
Ciò che sfugge alla logica è quanto v'è di più prezioso in noi stessi.
Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osservi arresta il proprio sviluppo. Il bruco che cercasse di «conoscersi bene» non diventerebbe mai farfalla.
Da Nouvelles nourritures.
Credi in coloro che cercano la verità. Dubita di coloro che la trovano.
Dubitate di tutto, ma non dubitate mai di voi stessi.
Il numero di stupidaggini che una persona intelligente può dire in un giorno è incredibile. E senza dubbio io ne direi quanto gli altri, se non tacessi più spesso.
Dai Diari.
L'arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente.
Da Poétique.
L'arte è sempre il risultato di una costrizione. Credere che si levi tanto più alta quanto più è libera equivale a credere che ciò che trattiene l'aquilone dal salire sia la corda.
Da Nuovi pretesti.
L'opera d'arte è l'esagerazione di un'idea.
L'umanità è complicata, bisogna riconoscerlo, e ogni tentativo di semplificazione, di irreggimentazione, ogni sforzo dall'esterno per ridurre ogni cosa e ogni persona allo stesso denominatore comune sarà riprovevole, pericoloso e sinistramente ridicolo.
Da Il dio che è fallito, Baldini Castoldi Dalai, p. 208.
La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d'assurdità.
La mia vecchiaia avrà inizio quando smetterò di indignarmi.
La poesia di questo giovane poeta italiano. , gustata leggendo il mito Pèrsite e Melasia, mi è parsa inventata ed espressa con quella patetica innocenza con cui i lirici greci inventavano i loro bellissimi canti.
Citato in Frammenti, La Fiera Letteraria, 14 agosto 1960; disponibile su fondazionemarinopiazzolla.it.
La responsabilità dell'uomo aumenta col diminuire di quella di Dio.
La santa degli esclusi.
Citato in Thomas R. Nevin, Simone Weil: Ritratto di un'ebrea che si volle esiliare, traduzione di Giulia Boringhieri, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, p. 421. ISBN 88-339-1056-3
Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché allora non si osa più cambiarle; ed è un'anticipazione della morte.
Da Pretesti.
Lungi dall'essere l'unico 'naturale', l'atto procreativo, in natura, fra la più sconcertante profusione, il più delle volte non è che un caso fortuito. [...] la voluttà che l'atto di fecondazione porta seco, nell'un sesso e nell'altro, non è necessariamente ed esclusivamente legata a quest'atto. [...] Non è la fecondazione che l'animale cerca, è semplicemente la voluttà. Cerca la voluttà – e trova la fecondazione per caso fortuito.
Da Corydon, Dall'Oglio, Milano, 1952, p. 83.
Meno è intelligente il bianco, più gli sembra che sia stupido il negro.
Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto.
Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce.
Da Se il grano non muore.
Non si avverte la propria catena quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto.
Da La porta stretta.
Peccato è tutto ciò che oscura l'anima.
Da La sinfonia pastorale.
Più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva, Ravello sorge su una balza scoscesa di fronte alla riva piatta e lontana di Paestum. Al tempo della dominazione normanna, era una città abbastanza importante; ora non è che un piccolo villaggio, dove noi eravamo, credo, i soli stranieri. L'albergo nel quale soggiornammo era stato un antico monastero; situato all'estremità della rupe, le sue terrazze e il suo giardino sembravano cadere a strapiombo nell'azzurro.
Da L'immoralista, in L'immoralista – La porta stretta, traduzione di G. Scarpellini, Garzanti, Milano, 1965. Citato in Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: , vol. I, Dalla fine dell'Ottocento alla S
Posso dubitare della realtà di tutto, ma non della realtà del mio dubbio.
Da Les faux-monnayeurs.
Se un filosofo vi dà una risposta, non siete più in grado di capire nemmeno la domanda che avevate posto.
Un'adolescenza troppo casta porta a una vecchiaia dissoluta. È più facile rinunciare a una cosa conosciuta che a una soltanto immaginata.
Da Diari, 21 gennaio 1929.
Un libro, Hubert, è chiuso, pieno, liscio come un uovo. Non ci si può far entrare niente, neanche uno spillo, se non a forza, e allora la sua forma si spezza.
Da Paludes.

Frasi da «I nutrimenti terrestri»

Famiglie, io vi odio! focolari chiusi; porte sprangate; possessi gelosi della felicità.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644
Il presente sarebbe pieno di tutti i futuri, se il passato non vi proiettasse già una storia.
Saggio è colui che si stupisce di tutto.
Solo dappertutto mi trovo a casa mia; e sempre il desiderio mi caccia via.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X

Scheda del libro «I nutrimenti terrestri»

I sotterranei del Vaticano – Citazioni

In questo mondo, era importante non avere troppo l'aria di quello che si è veramente.
Tutto capita al tempo giusto. In questo mondo, basta sapere attendere.

Frasi da «I falsari»

A volte mi sembra che scrivere impedisca di vivere, e che ci si possa esprimere meglio coi fatti che con le parole.
Chiunque ama veramente rinuncia alla sincerità.
La crudeltà è il principale attributo di Dio.
Le azioni più decisive della nostra vita [...] sono il più delle volte azioni avventate.
Se si potesse recuperare l'intransigenza della gioventù, la cosa che ci indignerebbe maggiormente sarebbe il vedere quello che siamo diventati.
Va bene seguire la propria inclinazione, purché sia in salita.
Vi sono strane possibilità in ciascun uomo. Il presente sarebbe pieno di ogni possibile avvenire, se già il passato non vi proiettasse una storia.

Scheda del libro «I falsari»

Incontri e pretesti

Allora perché raccontarlo? Vi rendete conto che tutto ciò non ha nessun interesse? Dovete capire che vi sono due mondi: quello che è senza che se ne parli, e lo si chiama mondo reale, perché non si ha nessun bisogno di parlarne per vederlo. L'altro è il mondo dell'arte, e di questo bisogna parlarne, perché altrimenti non esisterebbe [...].
Credono che tutti i pensieri nascano nudi... Non capiscono che io non posso pensare che sotto forma di racconto. Lo scultore non cerca di tradurre in marmo il proprio pensiero: egli pensa direttamente come se già tutto fosse di marmo, egli pensa in marmo.
Oh, ciò si ricollega al fatto che adesso fuggo l'opera d'arte. Voglio adorare soltanto il sole... Avete notato come il sole detesti il pensiero? Lo fa sempre indietreggiare, lo costringe a rifugiarsi nell'ombra. Prima, il pensiero dominava nell'Egitto; il sole ha conquistato l'Egitto. Poi è stato a lungo in Grecia e il sole ha conquistato la Grecia; poi l'Italia e poi la Francia. Adesso il pensiero, tutto, si vede risospinto in Norvegia e in Russia, là dove il sole non arriva mai. Il sole è geloso dell'opera d'arte. [...] Niente felicità! Soprattutto niente felicità! Il piacere! E bisogna sempre volere il più tragico...

Frasi da «L'immoralista»

Bisogna lasciare che gli altri abbiano ragione, [...] che almeno questo li consoli per non avere altro a cui pensare.
Che cosa sarebbe il racconto della felicità? Nient’altro che ciò che la prepara, e poi ciò che la distrugge.
È a se stessi che ognuno vorrebbe somigliare meno.
Ho l'abitudine di essere riservato solo per quello che mi si confida; per ciò di cui vengo a conoscenza da solo, la mia curiosità, lo ammetto, è senza limiti.
Il futuro toglie incanto all'ora presente, più ancora di quanto il presente non tolga fascino al passato.
Le più belle opere dell'uomo sono ostinatamente piene di dolore.
Nulla impedisce di essere felici come il ricordo della felicità.
Non posso esigere da tutti le mie stesse virtù. È già bello se ritrovo in loro i miei vizi...
Non si può allo stesso tempo essere sinceri e sembrare tali.
Sapersi liberare non è nulla; la cosa difficile consiste nel sapere essere libero.
Vicino a Salerno, lasciando la costa, avevamo raggiunto Ravello. Là, l'aria più pungente, la seduzione delle rocce piene di anfratti e sorprese, la profondità misteriosa dei precipizi, accrescendo le mie forze e la mia gioia, favorirono nuovi slanci.
Più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva, Ravello sorge su una balza scoscesa di fronte alla riva piatta e lontana di Paestum.
Da L'immoralista, traduzione di Eugenia Scarpellini, La biblioteca di Repubblica, 2003.

Scheda del libro «L'immoralista»

Dicono di André Gide

Mio caro Andrè,
Mi avete rimproverato un giorno di essere troppo teso, di non saper lasciarmi andare con noncuranza, e, come esempio di noncuranza, citavate con noncuranza una mia nota del «Gallo e l'Arlecchino», nella quale descrivevo il primo jazz-band.
Ci avete anche insegnato a viaggiare.
Dopo questi appunti di viaggio, che vi offro con cuore fedele, non potrete più rimproverarmi d'essere incapace di facile abbandono. J. C.
Jean Cocteau

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026