Frasi
Frasi di Andrea G. Pinketts
34 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 34 citazioni di Andrea G. Pinketts, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Andrea G. Pinketts (scrittore, giornalista e drammaturgo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Andrea G. Pinketts
L'amore, nella vita, è il raro momento in cui ci si incontra attendendo qualcun altro.
La stessa differenza che intercorre tra un mandante e un esecutore. Mandare è elegante, sia che si mandi un mazzo di fiori, sia che si mandi affanculo qualcuno. Il gesto è leggero, etereo, perché privo dell'abbruttimento inevitabile presente nella fisicità. L'intenzione si fa parola e la parola, sì, diverrà gesto, ma gesto altrui, di quello che porta i fiori, di quello che va a fare in culo. L'esecutore, diciamolo, è più volgare. Il fattorino del fiorista che porta le rose imprecherà toccandone le spine. Il tipo mandato a fare in culo si scontrerà con l'ingombrante opulenza del deretano.
Domanda: "Cosa c'è fuori dal bar?". Risposta: "Fuori dal bar c'è fuori dal bar". Non ci sono più bottiglie allineate sotto la specchiera. C'è il disordine e, se ti vuoi specchiare, devi farlo in una vetrina di un negozio. Le auto vanno chissà dove. Rallentano come belve domate da un semaforo... poi ripartono. I bambini escono dalle scuole dove li aspettano le mamme e i maniaci. Tra qualche anno li aspetteranno le fidanzate e gli spacciatori di droga. Meglio così. È bello avere qualcuno che ti aspetta. Fuori del bar c'è il resto del mondo con la sua colonna sonora di clacson e di "stronzo, io venivo da destra". Fuori dal bar sei più basso. Nel bar eri più alto del juke-box, fuori sei più basso del grattacielo di fronte. Fuori dal bar ci sono i mendicanti sciolti sugli angoli come pupù di cani dopo la pioggia. Fuori del bar c'è il sole o la luna, a seconda di a che ora esci dal bar, a testimoniarti che il tempo è passato mentre tu finivi la birra, e che diventerai vecchio, vecchio, coi capelli bianchi come la schiuma della birra che hai bevuto per non pensarci. Fuori dal bar ci sono i cani randagi, quelli che vorrebbero avere un collare e al momento, purtroppo, hanno solo le pulci. Fuori dal bar ci sono gli ubriachi: quelli che sono stati buttati fuori dal bar. Fuori dal bar c'è un deserto pieno di gente. Meglio stare nel bar.
Fuggevole Turchese
Dio non paga mai, va a scrocco. Aspetta solo che qualcuno gli offra da bere, o comunque, gli faccia delle offerte. Bel parassita, Dio.
Non c'è niente che galoppi come la fantasia di un cowboy
Del resto sono i gesti immotivati quelli per cui si cercano mille motivazioni.
Io ignoro la modestia. È troppo modesta per essere presa in considerazione.
Mi sento come un equilibrista su una moneta che non cade né a testa né a croce. Gesù Cristo ci ha giocato una sola volta ed è uscita croce.
Frasi da «Ho fatto giardino»
Qualcuno si chiede perché esistano nell'economia di una storia personaggi che appaiono e scompaiono come fossero stelle cadenti. Allora vi voglio confermare il fatto che nella vita ogni persona diventa prima o poi un personaggio che si rimuove da solo. Si rimuore da solo. Si muore da soli. Nonostante tanti amici.
Pasqua è una grandissima rottura di uova.
Nonostante il detto: " Natale con i cowboy... (per via del bue e l'asinello)... e "Pasqua con chi vuoi", non va esattamente sempre così. Se a Pasqua ti ritrovi con una fidanzata petulante e decidi di farti un viaggio esotico, di quelli che a Pasqua fanno solo gli imbecilli, sei costretto a portartela dietro. Così non è più "Pasqua con chi vuoi", ma Pasqua con chi devi.
Le donne, per quel che mi riguarda, si dividono in quattro categorie: quelle che ci sono state, quelle che ci stanno, quelle che ci staranno. E quelle brutte.
Non desiderare la donna d'altri. Prenditela!
Il culturismo fa malissimo, come la cultura del resto. In un caso o nell'altro ci si sente temporaneamente onnipotenti in via di miglioramento.
Frasi da «Il senso della frase»
C'è un gioco sottile nel risveglio. Una fase in cui la morte ti corteggia, lusingandoti, per protrarre il sonno e convincerti a non svegliarti mai più. La morte ha la prima mano. Ti presenta caleidoscopicamente ciò che ti attende non appena avrai aperto gli occhi. Di che sudare freddo in un letto caldo. Poi, ti fa una controproposta: ti invita a tenere gli occhi chiusi, come se tu fossi il testimone di un imminente delitto mafioso. Quindi, gioca la carta del torpore: un asso pigliatutto che si porta via i tuoi progetti per il passato, ramazza l'angoscia di un presente onnipresente come Dio, ti assicura che nel futuro, per tua fortuna, non ci sarai.
Frasi da «Il vizio dell'agnello»
Il giorno dopo è sempre così. Il giorno dopo qualsiasi cosa. Un anno bisestile, una passione non corrisposta, una sbornia di liquore dolce. Non riesci ad abituarti all'idea di essere già al giorno dopo. Ti ritrovi nel tuo primo pomeriggio del tuo primo di gennaio a metà novembre e ti accorgi di essere stonato, perché fuori tempo. Per gli altri è un giorno come un altro. Per te, è un giorno come te. Sei in ritardo. Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano oggi.
Nei cimiteri, per quanti fiori ci siano, non è mai primavera.
Cos'è il rimorso? La paura della responsabilità di ciò che hai fatto o le manette a un attimo vissuto perché vivo? Il rimorso è una tomba su cui piangere lacrime di coccodrillo.
L'assenza dell'assenzio
Il dolore è sordo, il dolore è muto. Il dolore è sordomuto. Sordo perché ascolta solo se stesso, muto perché non ci sono parole che possano parlarne.
La noia. La noia andrebbe calpestata con scarpe con la para. Diventerebbe paranoia, una malattia mentale meno pericolosa.
Una casa senza libri è come una pornostar senza vagina.
In Molise, violente bufere avevano costretto la Polstrada a consigliare l'uso di catene per raggiungere i comuni di Capracotta e Pescopennataro. E chi voleva raggiungerli? Gli abitanti cercavano di andarsene da una vita. (p. 266)
L'ultimo dei neuroni
Alice si innamorò così, come scoppiava a ridere o a piangere. Scoppiò ad amare.
No. Begonia non era una ninfomane. Cercava semplicemente un pezzo di lego che combaciasse con la sua anima, passando per la vagina.
Per Dirk, del saloon di Laigueglia, che è stato il Penultimo dei Neuroni e mi ha lasciato, oltre a un'immortale amicizia, una grossa responsabilità il cui nome indiano è traducibile in: "Gatta da pelare".
Frasi da «Lazzaro, vieni fuori»
La maturità è un'invenzione dell'uomo che non può ammettere di non essere migliorato.
Mai attaccare bottone con una sarta: conosce il trucco.
Il passato è bello perché è passato, prima era bello perché era presente. Se cercate di far diventare presente il vostro passato, come minimo sbagliate la coniugazione dei verbi.
L'uscita, qualsiasi uscita, è il momento più importante della vita di un uomo. Puoi sempre riscattare una cattiva entrata con una buona permanenza, puoi sfondare la porta del prossimo e costruirgliene una blindata, puoi iniziare con lo schiaffeggiare una donna e se sai rallentare la mano puoi improvvisare una carezza. Ma l'uscita è la cosa più definitiva di te. Non la puoi rimediare neanche con un ritorno.
Mia madre era costantemente preoccupata per me; ciò la tranquillizzava. Quando non era preoccupata, cominciava a preoccuparsi. La missione delle madri non è la procreazione, quanto la preoccupazione. Anche le amebe partoriscono, ma, per quanto ne so, se ne fregano.
Intendiamoci, niente di cui vergognarmi, ma la vergogna ha una metratura squisitamente personale.
Frasi da «Nonostante Clizia»
Diffidare esclude il conforto di una bugia – regalo. Le bugie sono sempre regali. Le verità si pagano.
Non c'è niente di peggio che tentare di rimediare una gaffe (oddio, qualcosa c'è. Gli snuff movie, per esempio).
Dicono di Andrea G. Pinketts
Quello tra noi che aveva avuto più successo era Pinketts [...]. Nei primi anni Novanta scriveva sulle riviste, era in libreria con libri pubblicati da editori importanti come Feltrinelli e Mondadori, e andava spesso in tv in un paese in cui la presenza su uno schermo avrebbe potuto garantire la pubblicazione anche a un analfabeta. [...] Le sue erano opere postmoderne che trascendevano il giallo e che qualche critico definiva pulp, quando in realtà appartenevano a un genere unico, personale e inimitabile.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026