Frasi
Frasi di Andrea Palladio
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 9 citazioni di Andrea Palladio, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Andrea Palladio (architetto, teorico dell'architettura e scenografo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Dicono di Andrea Palladio
Andrea Palladio, vicentino, [...], misurando in Roma più volte, e ne togliendo in disegno le principali antiche fabbriche, vi apparò l'ottimo, che si manifesta nelle molte sue opere, e vi notò quelle leggi, delle quali si fe' sovrano maestro ne' preziosi suoi scritti. Accadeva al Palladio, contemplatore di que' vetusti edifizii, ciò che avviene a chiunque studia a fondo in Dante: di scoprirci in ogni sua nuova lettura nuove bellezze. Semplicità e grazia negli ornati, nobiltà e maestà ne' prospetti, e decoro non mancano giammai agli edifizii, che Palladio architettò; i quali consolano l'occhio e saziano la mente e il cuore di modo, che meglio non si poteva soprannominarlo, che dicendolo il [[Raffaello Sanzio| degli architetti.
Conoscere Palladio, la Basilica, la Loggia del Capitanio e gli altri attraverso gli studi è una conoscenza imperfetta. Bisogna vederlo a Vicenza.
Come il fauno alita la sua felicità nel flauto, così la natura esala il suo trionfo in un luogo, nel sogno del Palladio. Ora essa ha deposto lo zufolo, lo lascia imputridire al margine dello stagno. Con dolce violenza riprende la Rotonda dal cerchio delle creazioni umane nella trama mobile e ombrosa del proprio regno. Ciò che incorona la collina di Vicenza non è più un tempio, non più una casa, e più dell'uno e dell'altra. Un sogno immortale, una meta di meravigliosa forma, verso cui sembra tendersi l'anelito delle lontane montagne, l'anelito delle acque possenti, e che esso raggiunge, il cui cerchio circonda, alle cui quattro scale si stringe, placato, redento da un simbolo.
Edifici che sembrano un pensiero architettonico piuttosto che opere compiute, che si impongono come l'elaborazione più completa del pensiero dell'uomo rispetto alla natura, chiaramente distinti dalla natura e dal paesaggio, eppure ad esso legati da un rapporto indissolubile, così che anche la natura sembra pensata dall'architetto.
L'estremo gesto creativo di Palladio, l'Olimpico di Vicenza è un atto che testimonia, alle soglie del silenzio, la fedeltà alla lunga promessa; e vale, al di là delle circostanze dialettiche che ne avevano prodotto la formulazione e consentito l'esercizio al di là, anche, dell'umana volontà che con "amore" ne aveva sopportato la "fatica" –, l'offerta di un'emozione ignara d'usura e una lezione risonante nel tempo.
[...] M. Andrea Palladio Vicentino Architetto [...] ha con incredibile profitto [...] acquistato la vera Architettura, non solo intendendo le belle, e sottili ragioni di essa, ma anco ponendola in opera, sì nei sottilissimi e vaghi disegni delle piante, degli alzati et de i profili, come ne lo eseguire e far molti e superbi edifizj, ne la patria sua, et altrove, che contendono con gli antichi, danno lume a moderni, e daran meraviglia a quelli che verranno.
Nelle Fabbriche di sua invenzione si trovano combinate tutte le proprietà, le doti, e le qualità, che richiede la buona Architettura, cioè la Solidità, la Comodità, la Decenza, l'Ordine, la Disposizione, la Proporzione, e costantemente la desiderabile e pregiabile Bellezza; e se si farà la dovuta attenzione, si rileverà, che non vi manca né meno una discreta Economia.
Palladio aveva una missione: trasformare, sostituire l'architettura scomoda, malsana, brutta con architettura di gusto, dove fosse bello vivere, permettendo alle persone di vivere meglio [...] aveva anche una mente da urbanista [...] direi che quando creava un edificio, generava un ordine, creava collegamenti, riposizionava una strada, creava uno spazio che non c'era: penso a Palazzo Chiericati che genera una piazza su uno spazio difforme.
Soltanto al cospetto di queste architetture se ne apprezza il grande valore, perché esse sono intese a colmare l'occhio con la loro reale grandezza e corposità, e ad appagare lo spirito con la bella armonia delle loro dimensioni, non solo sotto forma di astratti disegni, ma con tutte le sporgenze e le rientranze della loro prospettiva; perciò io dico che il Palladio è stato davvero un grand'uomo sia nel sentire che nell'operare.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026