Frasi

Frasi di Angelo Iannelli

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 9 frasi di Angelo Iannelli: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Angelo Iannelli (scrittore, attore e cantautore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «Bar Binario»

«Io sono un nichilista, è vero che non credo in nulla, ma se tu credi in qualcosa allora insegnami come si fa. Io vorrei tanto credere in qualcosa».
«Perché la chiamano il Principe?».
«È una domanda del tutto nuova» mi disse ironicamente. «Tanti anni fa facevo l’attore,» aggiunse, «diventai famoso per una tournée con l’Amleto. Io, naturalmente, interpretavo Amleto. All’inizio mi chiamavano tutti il principe di Danimarca, poi con il tempo sono diventato semplicemente il Principe».
Accesi una sigaretta, feci la prima tirata e seguii con lo sguardo il fumo che usciva dalla mia bocca. La nuvola di fumo si dissipò e scoprì l’insegna luminosa del Bar Binario. Abbassai lentamente lo sguardo e vidi lei, nonna Lia, che con i suoi occhi illuminava le buie nottate delle persone che frequentavano i dintorni della stazione. Era lei la vera insegna luminosa di quel bar.
«Ho sempre pensato che Dio ci tiene in pugno. Quando realizzai questo dipinto, mi chiedevo perché la donna avesse le mestruazioni. Vedevo le mestruazioni come il più grande simbolo che Dio avesse creato: Dio fa sanguinare la donna nei momenti in cui non procrea. Cavolo, ci rifletta anche lei: perché fino ai dodici - tredici anni la donna non sanguina? Perché non può ancora procreare. Perché non sanguina più dopo i cinquant'anni? Perché non può e non deve più procreare. Perché ogni mese Dio fa sanguinare tutte le donne? Perché non stanno facendo le brave, non stanno procreando. È una punizione, caro mio. Ci rifletta un po’, mi darà ragione. Perché durante la gravidanza la donna non sanguina? Perché Dio non deve punirla di nulla. Dio ci obbliga a procreare, ragazzo mio. E la Chiesa ci farebbe venire le mestruazioni anche a noi uomini, se solo potesse. Non si faccia ingannare dalla medicina, caro mio, la medicina è un trucco, è un imbroglio, la Chiesa ha bisogno della medicina solo quando le fa comodo, e sul discorso delle mestruazioni le fa molto comodo. Perché non chiediamo agli uomini di Chiesa cosa pensano gli scienziati riguardo la nascita del mondo?».
«I suoi quadri sono molto particolari, ma lei non ha la più pallida idea di cosa sia il simbolismo, mi scusi se glielo dico, ma lei non ne ha la più pallida idea. Il simbolismo è una cosa seria, va analizzato prima di mettersi all’opera, non si può dipingere senza conoscere il simbolismo, proprio non si può».
Non sapevo che rispondere, così gli diedi la possibilità di continuare.
«Lei sa chi sono i formalisti russi?» mi domandò.
«No, non li conosco, ma non vedo cosa possano c’entrare con la pittura, credo che i formalisti russi non c’entrino nulla con la pittura» gli risposi.
«Lo vede, si è risposto da solo, se non conosce i formalisti allora non conoscerà l’organicità, l’immaginità e neanche la linea serpentina di Hogarth» mi disse.
«Io sono un artista, non sono un teorico» replicai.
«Cambi lavoro, credo che lei debba cambiare lavoro, perché un artista che dice le cose che dice lei è soltanto uno squilibrato, un pazzo, un megalomane. Lei non ha proprio il concetto di forma; se non conosce i formalisti russi, non saprà mai cos’è la forma nell’arte. Cambi mestiere e si faccia anche delle domande sulla sua salute mentale, un artista che non sa cos’è la forma va rinchiuso in manicomio, va tenuto lontano dal mondo».
Me ne andai disperato e la mia carriera finì lì, in quell’ufficio.

Frasi da «L’Io diviso. Dai medici-filosofi alla letteratura, al teatro e al cinema del Novecento»

Con Bernheim e Charcot la psichiatria cessava di limitarsi allo studio della psicosi: anche la nevrosi diventava oggetto di studio della psicologia medica. Quest’ultima si avvicinava sempre più alla psicologia applicata e a quella accademica. Fu questo il periodo in cui iniziò un processo che raggiunse l’acme nell’istituzione di cattedre universitarie di Psicopatologia.

Citazioni tratte da canzoni – Vicini margini

Tra il dolore e il nulla tu scegli te / E non ci pensi più (da Elettronica, n. 1)
E cammino per strada solo come un cane, solo come un cane / con la sigaretta, almeno c'è una cosa accesa accanto a me (da DAG, n. 2)
Te le ricordi quelle notti? / Raccontavo che l'arte è tutta un fuori fuoco / mentre scrivevo al fuoco me / mentre piangevo fogli / mentre vivevo... fogli (da Chissà, n. 4)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026