Ritratto di Angelo Mazza
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Frasi

Frasi di Angelo Mazza

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 9 frasi di Angelo Mazza: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Angelo Mazza (poeta e letterato italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Angelo Mazza

Son io forse poeta? oppur m'inganna / un error che mi piace? Aprimi il vero, / celeste Euterpe. O dea, ben sai tu quanti, / nati a l'ombre e a garrir, corvi importuni, / nome usurpan di «cigno»; e, l'ale empiendo / di nebbioso vapor, credon sul dorso / d'amica aura febèa l'azzurre immense / strade varcar de lo stellato Olimpo, / mentre con riso de le aonie dèe / radon, forzati dal pesante volo, / l'umile arena e la natal palude. (da All'abate Carlo Innocenzo Frugoni, in Poeti minori del Settecento, a cura di Alessandro Donati, Gius. Laterza & Figli, Bari, 1913, p. 3)
Sorgon tre fiori sul medesmo stelo, / Di vario genio e di color diverso. / Arde l'un d'ostro, e di rugiada asperso / Non par che tema impura nebbia e gelo: A sé facendo di se stesso velo / Tingesi l'altro fra l'azzurro e 'l perso. L'ultimo albeggia al vital sole avverso, / Di sua vaghezza innamorando il cielo. (da Le tre castità, in Poesie)

Dei dolori di Maria Vergine – Citazioni

Ti veggo, o Donna, trangosciando ascendere; / Ed ecco, ahi vista! dall'infame stipite / Vìttima immaculata il Figlio pendere. (Canto I, p. 4)
E per forza d'amore incomprensibile / Nel Figlio è assorta, e quasi in lui trasanima / Tutte con lui le pene ama dividere, / E nelle pene sue se stessa ancidene. (Canto I, p. 5)
Se duri chiodi i nervi a lui disunano, / Lo spirto a lei di trapassar non lasciano: / Se acute spine il capo al Figlio imprimano, / Acuti spasmi il sen materno fasciano; / E per fiera d'amor vicenda gli animi / Doppian l'affanno agonizzando unanimi. (Canto I, p. 5)
Non è, Madre, non è, credil, possibile / (E fortezza ti vesta il petto e l'anima) / Al disusato incrudelir terribile / De' perfidi Giudei starti magnanima. / Se languisti al pensier, come al visibile / Scempio durar potrai? Se amor t'inanima / Dal reo servaggio il seme uman redimere, / Perché veder tu stessa il Figlio opprimere? (Canto II, p. 12)
Specchiati, o Madre; e la feral tristizia / Vinca il pensier che da quel legno orrevole / Pende la speme e la cornun letizia. / Quivi affisse Pietà lo spaventevole / Decreto, che segnaro Ira e Giustizia, / Che or or vedrai con Pace in un congiungere. (Canto III, p. 25)
Te cerca ei sol, te aspetta sol, te chiamano / Quanti veggon beati 'l Divin Essere: / Te del Ciel donna, te regina acclamano, / E tue belle virtuti amari ritessere. / Plaudon le Stelle gareggiando, e bramano / Folgorante al tuo crin corona intessere; / Sarà scanno al tuo piè la vaga ed emula / Del Sol, che in manto a te si volge, e tremula. (Canto III, p. 27)

Dicono di Angelo Mazza

Angelo Mazza fu tartassato fieramente dal Baretti, che lo pose accanto dei Frugoni e dei Vicini. Non si invilì per questo, ma nutrito da un'assidua lettura di Dante, fu chiamato il Poeta dell'Armonia perché si mostrò tutto intento a cantarla. Si perdette però nelle più astruse dottrine Platoniche, e vestì spesse volte con sonori versi i sublimi delirii di quel filosofo. Levandosi a quanto di più alto hanno la metafisica, la poesia e la musica, egli smarrì non rade volte la via nell'altezza verso la quale aveva spiccato il volo.
Ambrogio Levati

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026