Ritratto di Anna Andreevna Achmatova
Kuzma Petrov-Vodkin · Public domain

Frasi

Frasi di Anna Andreevna Achmatova

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 10 citazioni di Anna Andreevna Achmatova, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Anna Andreevna Achmatova (poetessa russa). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Anna Andreevna Achmatova

Bevo alla casa devastata, / alla mia cattiva vita, / alla solitudine in due / e a te; alla menzogna / delle labbra che mi tradirono, / al morto gelo degli occhi, / al mondo sguaiato e crudele, / al Dio che non ci ha salvati. (da L'ultimo brindisi)
La vita ha tutti noi ospitato un poco, / Vivere è soltanto un'abitudine. (da VIII – Noi quattro, 1961, in Serto ai defunti, in Io sono la vostra voce...)
Loda soltanto / la quinta stagione dell'anno: / respira l'ultima libertà, / poiché questo è l'amore. / Il cielo è svettato in alto, / i profili delle case sono leggeri / e il corpo non celebra più / l'anniversario della sua malinconia. (Loda soltanto)
In Lo stormo bianco, prefazione di Silvio Riolfo Marengo, traduzione di Gene Immediato, Fabbri, Milano, I grandi classici della poesia, stampa 1997, p. 153.
Quando la notte attendo il suo arrivo, / la vita sembra sia appesa a un filo. / Che cosa sono onori, libertà, giovinezza / di fronte all'ospite dolce / col flauto nella mano? Ed ecco è entrata. / Levato il velo, mi guarda attentamente. / Le chiedo: «Dettasti a Dante tu / le pagine dell'Inferno?». Risponde: «Io». (La musa)
Da La corsa del tempo, traduzione di M. Colucci, Einaudi, Torino, 1992; riportato in Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: autori e testi scelti, Volume 1, Città Nuova, 2002, p. 284. ISBN 8831192639
Sapevo che tu mi sognavi. / Perciò non potevo dormire. (da Il sogno)

Dicono di Anna Andreevna Achmatova

Le voci della sua poesia sono pietosamente limitate, è la poesia di una dama indemoniata che si sposta dal boudoir all'inginocchiatoio. È basata su temi erotici di lutto, malinconia, morte, misticismo e isolamento... mezza suora, mezza prostituta, o meglio, sia suora sia prostituta, con la sua insignificante, meschina vita privata, le sue futili esperienze e il suo erotismo mistico-religioso. La poesia dell'Achmatova è completamente estranea al popolo.
Andrej Aleksandrovič Ždanov
Rejn appartiene alla cerchia di giovani autori raccoltisi intorno alla poetessa pietroburghese Anna Achmatova nei primi anni Sessanta – gli ultimi della vita di lei.
Mirella Meringolo
L'Achmatova si sentiva molto rincuorata quando stava con gli amici, e appena poteva raccogliere i soldi per il viaggio andava a Mosca. Insieme, lei e Mandel'štam creavano un'atmosfera di grande eccitazione; la Gerštejn ricorda addirittura che una volta, quando l'Achmatova ripartì accompagnata alla stazione da Lev, Mandel'štam esclamò: «Meno male che se n'è andata, c'era troppa elettricità per una casa sola».
Punin ricordava di aver saputo dell'inizio della guerra dall'Achmatova, la quale corse da lui scarmigliata, nella vestaglia cinese di seta nera, a riferirgli il discorso di Molotov alla radio. In casa di misero ad attaccare strisce di carta a croce sui vetri delle finestre perché le bombe provocassero meno schegge.
L'Achmatova affermò spesso che il suo incontro con Berlin aveva causato la guerra fredda, il che pare frutto di megalomania, e comunque già nel marzo del 1946 Churchill aveva parlato della cortina di ferro che calava sull'Europa. È invece certo che i rapporti della poetessa con il regime si fecero nuovamente densi di pericoli. Stalin in persona aveva chiesto, leggendo la relazione della polizia: «E così la nostra suora adesso riceve le visite di spie straniere?»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026