Ritratto di Anne Rice
Anne Rice · Public domain

Frasi

Frasi di Anne Rice

18 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 18 citazioni di Anne Rice, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Anne Rice (scrittrice statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «La regina dei dannati»

Ora ucciderai in mio nome per la mia causa ed io ti darò la libertà più grande data all'uomo: io ti dico che è giusto uccidere tuo fratello.
Certo Dio non è necessariamente antropomorfo. O ciò che nel nostro egoismo sentimentale e gigantesco chiamiamo "una persona per bene". Ma probabilmente c'è un Dio. Satana, però, è un'invenzione dell'uomo, un nome per la forza che cerca di sovvertire l'ordine civile delle cose. Il primo uomo che fece le leggi, fosse Mosè o l'antico re egizio Osiride, creò anche il Diavolo. Il Diavolo era colui che ti tentava per indurti a violare le leggi per la protezione dell'uomo. Dunque perché non distruggere veramente? Perché non creare un grande rogo del male che consumi tutte le civiltà della Terra? (Gabrielle)
Si tratta di una verità spaventosa: il dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai nostri colori e una risonanza più ricca alle nostre parole. Questo avviene se non ci distrugge, se non annienta l'ottimismo e lo spirito, la capacità di avere visioni e il rispetto per le cose semplici e indispensabili. (Lestat)

Scheda del libro «La regina dei dannati»

Frasi da «Pandora»

Una notte vedrai ciò che io vidi quando per la prima volta arrivai ad Antiochia, prima che tu mi trovassi, prima di questa trasformazione che avrebbe dovuto spazzare via ogni cosa sul mio cammino. Vedrai un'oscurità, un'oscurità così assoluta che la natura non conoscerà mai sulla Terra, in nessun luogo, in nessuna epoca! Solo l'anima umana può conoscerla. Ed essa continua per sempre. Ed io prego che, quando alla fine non potrai più fuggirla, quando ti accorgerai che ti avvolge completamente, prego che la tua logica e la tua razionalità ti diano la forza di combatterla.

Scheda del libro «Pandora»

Frasi da «Scelti dalle tenebre»

La bellezza non era il tradimento che lui aveva immaginato; era piuttosto una terra inesplorata dove si potevano commettere mille errori fatali, un paradiso selvaggio e indifferente senza nulla che indicasse la presenza del male e del bene. Nonostante tutti gli affinamenti della civiltà che cospiravano per creare l'arte, la perfezione inebriante del quartetto d'archi, e la grandiosità distesa delle tele di Fragonard, la bellezza era selvaggia. Era pericolosa e senza leggi come lo era stata la terra molti millenni prima che l'uomo avesse un solo pensiero coerente o scrivesse codici di comportamento sulle tavolette d'argilla. La bellezza era un Giardino Selvaggio. (Lestat)
"Hai in te una sorta di luminosità, Lestat. E attira tutti. È presente anche quando sei furioso o scoraggiato."
"Poesia. Siamo stanchi tutti e due."
"No, è vero. Hai in te una luce quasi accecante. In me, invece, c'è soltanto tenebra. A volte penso che sia simile alla tenebra che ti ha contagiato quella notte nella locanda. Eri così indifeso, così impreparato! Io cerco di tenerti lontana la tenebra, perché ho bisogno della tua luce. Ne ho un bisogno disperato, mentre tu puoi esistere anche senza la tenebra."
"Il matto sei tu. Se tu potessi vederti e ascoltare la tua voce, la tua musica... che naturalmente suoni per te stesso... non vedresti la tenebra, Nicki. Vedresti una luce tutta tua. Cupa, sì; ma luce e bellezza si congiungono in te in mille modi diversi."

Scheda del libro «Scelti dalle tenebre»

Frasi da «Intervista col vampiro»

Lestat ne era colpito, quasi commosso. Che quadro faceva di lei, la morte bambina, la chiamava; sorella morte e dolce morte; e per me, per canzonarmi, aveva coniato un'espressione che accompagnava con un largo inchino, morte misericordiosa! E lo pronunciava come una donna che batte le mani e strilla a un eccitante pettegolezzo: "Oh, cielo misericordioso!" tanto che volevo strangolarlo. (Louis)
"Sicché Louis stava per lasciarci" continuò Lestat, con lo sguardo che si spostava dal mio viso a quello di lei.
"Stava per andare via. Ma adesso ha cambiato idea: vuole restare per prendersi cura di te e farti felice".
Mi guardò. "Non te ne vai, vero, Louis?"
"Sei un bastardo" gli sussurrai. "Un demonio!"
"Che linguaggio di fronte a tua figlia" mi rimproverò Lestat.
Non innamorarti della notte così follemente da non riuscire più a trovare la strada. (Lestat)
«Mentre succhiavo il sangue non vedevo nulla tranne quella luce... e subito dopo sentii un... suono: dapprima un cupo mormorio, poi come dei colpi di tamburo sempre più forti, come se qualche gigantesca creatura si avvicinasse lentamente attraverso una foresta oscura e sconosciuta percuotendo un enorme tamburo. Poi giunse il suono d'un altro tamburo: un altro gigante che avanzava qualche metro dietro di lui; e pareva che ogni gigante, concentrato sul suo tamburo, non badasse affatto al ritmo dell'altro. Sentii il suono crescere sempre più, fino a riempirmi non solo l'udito ma tutti i sensi, a pulsarmi nelle labbra e nelle dita, nelle tempie, nelle vene. Soprattutto nelle vene; un tamburo e poi l'altro; poi Lestat liberò improvvisamente il suo polso, io aprii gli occhi e sentii subito l'impulso di riafferrarglielo e riportarmelo di forza alla bocca, a tutti i costi; mi frenai perché mi resi conto che quel tamburo era il mio cuore, e che l'altro tamburo era il suo». Il vampiro sospirò. «Capisci?» (Louis)
La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos'è la "fine del mondo", se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos'è il mondo stesso? Ormai ho già vissuto due secoli e ho visto le illusioni dell'uno completamente distrutte dall'altro, sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d'argento che batte nel vuoto: il quadrante dipinto, le lancette intagliate, che nessuno guarda, e che non guardano nessuno, illuminate da una luce che non era luce, come la luce alla quale Dio creò il mondo prima di aver creato la luce. Tic-tac, tic-tac, tic-tac, la precisione dell'orologio, in una stanza vasta come l'universo.
«'Tu vuoi che io sparisca! Tu!' sghignazzò. Stava costruendo un castello di carte sulla tavola da pranzo con delle bellissime carte francesi. 'Tu codardo piagnucoloso d'un vampiro, che strisci di notte per i vicoli a caccia di gatti e di topi, che fissi le candele per ore come se fossero persone e stai sotto la pioggia come uno zombi finché non hai i vestiti fradici, puzzi come quei vecchi bauli dei solai e sembri un idiota allo zoo'. (Lestat)
Sopra la lunga, bassa fila dei tetti a punta si ergevano le sagome imponenti delle querce, grandi forme oscillanti e sonore sotto le stelle basse nel cielo. Il dolore per il momento era sparito; la confusione sparita. Chiusi gli occhi e udii il vento e il suono dell'acqua che scorreva dolcemente, velocemente nel fiume. Mi bastò, per un momento. Ma sapevo che non sarebbe durato, che questa pace sarebbe volata via come se mi venisse strappata dalle braccia, e io l'avrei inseguita, io, la più disperatamente sola tra tutte le creature di Dio, per riportarla indietro. (Louis)
Ma io combatto per la mia vita. (Claudia)
«'Ma tu non ti lasceresti mai vincere da un simile stato d'animo' mi trovai a rispondergli. 'Se anche non restasse più una sola opera d'arte al mondo... e ce ne sono migliaia... se non ci fosse più una sola bellezza naturale... se il mondo si riducesse a una sola cella vuota e una sola fragile candela, non posso fare a meno di vederti là a studiare quella candela, assorto nel tremolio della sua luce, nel cambiamento dei suoi colori... per quanto tempo potrebbe sorreggerti... che possibilità potrebbe creare? Mi sbaglio? Sono un pazzo idealista?' (Louis)
"No. Io devo entrare in contatto con quest'epoca" insistette con tono calmo. "E posso farlo grazie a te... non per imparare da te delle cose che posso vedere in una galleria d'arte o leggere nei libri più densi... tu sei lo spirito, tu sei il cuore."
"No, no". Levai di scatto le mani. Ero sul punto di scoppiare in una risata amara, isterica. "Non capisci? Io non sono lo spirito di nessuna epoca. Sono in lotta contro tutto e lo sono sempre stato. Non ho mai avuto legami con nessun posto, con nessuno, in nessun momento!" Era troppo penoso, troppo vero.
Ma per tutta reazione il suo viso s'illuminò d'un sorriso irresistibile. Sembrava che stesse per ridermi in faccia, poi le sue spalle si scossero di questa risata. "Ma Louis" disse piano. "E proprio questo lo spirito del tuo tempo. Non capisci? Tutti provano quello che provi tu. La tua caduta dalla grazia e dalla fede è la caduta di un secolo."
Alla maggior parte di noi è più gradito vedere qualcuno morire che essere fatto oggetto di scortesie sotto il nostro tetto.
Chi ha smesso di credere in Dio o nel bene continua lo stesso a credere nel diavolo. Non so perché. No, anzi, lo so: il male è sempre possibile. E il bene è eternamente difficile. (da "Intervista col Vampiro")

Scheda del libro «Intervista col vampiro»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026