Ritratto di Antonio Ghislanzoni
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Frasi

Frasi di Antonio Ghislanzoni

20 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 20 citazioni di Antonio Ghislanzoni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Antonio Ghislanzoni (librettista, poeta e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Antonio Ghislanzoni

Angelo Mariani è oggigiorno considerato, oltrecché un distintissimo suonatore di violino e un compositore elegantissimo di pezzi di da camera, il più eccellente direttore di orchestra che possegga l'Italia.
dalla Gazzetta di Milano, 1867; citato in Studi verdiani, Parma 2002
Angelo Mariani fu per avventura il primo in Italia che accoppiando l'ufficio di maestro concertatore a quello di direttore d'orchestra, insegnasse coll'esempio il miglior mezzo per ottenere, nelle grandi esecuzioni musicali, una vera unità di concerto.
Se è lecito dire, con termine gallico, che una cantante o un attore, chiamati ad interpretare sulla scena una nuova produzione, si fanno in certo modo creatori di quella, a nessuno meglio che ai concertatori e direttori d'orchestra di uno spartito musicale, spetta questo titolo insigne. [...] Sotto questo aspetto, il maestro concertatore e direttore d'orchestra cav. Angelo Mariani, merita, primissimo in Italia, il titolo di creatore.

Abrakadabra: storia dell'avvenire – Citazioni

Abrakadabra! ibis! redibis! Ciò che ieri era il bene, oggi rappresenta il male; ciò che pei nostri predecessori era la meta, per noi diviene il punto di partenza. Sarebbero dunque, anche il bene e il male, una illusione del convenzionalismo? Il principio della nazionalità, che rappresenta il non plus ultra del liberalismo contemporaneo, come dovrà apparire meschino e puerile fra un secolo, quando nel pensiero della comunanza e della fratellanza naturale, l'uomo si dirà cosmopolita; quando le frontiere delle Alpi, dei fiumi e dei mari, scompariranno, insieme ai pregiudizi di razza; e l'umanità, che oggi pone il suo vanto nel suddividersi in cento fazioni nemiche, si riunirà tutta per formare una sola famiglia!
Il Concorso di bellezza è una istituzione del ventesimo secolo, la quale ha per iscopo il miglioramento della specie umana. Tutte le giovani donne appartenenti alla Unione Europea, dai diciotto ai venticinque anni possono presentarsi ai Concorsi annuali, che hanno luogo nelle città più importanti dei singoli Dipartimenti. Una commissione composta di cento matrone scelte dalle più illustri e rispettabili famiglie del Dipartimento, esamina e giudica le prerogative delle singole concorrenti, decretando premi per maggioranza di voti. Le ragazze premiate al Concorso sono le più ricercate da chi aspira alla vita coniugale. Questa istituzione ha raddoppiata nelle giovani donne del ventesimo secolo la cura della propria bellezza, assai osservata nei secoli addietro pel sotterfugio troppo comodo delle lunghe gonnelle e del crinolino.
I moderati per essere al centro dei due partiti estremi, non hanno altro vantaggio che di essere più prossimi alla ghigliottina di questi e alla forca di quelli.
Il più simpatico degli esercizii viene a noja quando sia imposto rigidamente dalla legge.
In un governo ben ordinato, libero, popolare... tutti siamo in dovere di fare la spia...!
LAbrakadabra è la storia perenne del movimento umano riflessa in un'epoca sconosciuta all'universale, in un'epoca a venire. [...] L'istoria del passato e del presente sono una conseguenza logica dell'istinto umano, che non può mutarsi. Studiate in voi stessi le leggi di questo istinto, e avrete la istoria dell'avvenire
La libertà di stampa fu utile e buona ai tempi in cui l'istruzione era privilegio di pochi. A quell'epoca, l'audacia dello scrivere quasi sempre andava accompagnata alla coscienza del sapere. La falange degli scrittori pessimi non era tanto compatta da chiudere il varco agli intelligenti ed agli onesti, e la voce solitaria del genio poteva ancora soverchiare il raglio collettivo delle plebi. Ma oggi? Tutti leggono, tutti scrivono.
Tutte le opinioni politiche sono rispettabili quando si ispirino ai grandi interessi della patria.
Uomini di genio, appiccatevi! Il mondo non ha più orecchio per voi, dacché la stampa è in balia dell'ebete maggioranza.

Gli artisti da teatro

Marietta Alboni, esordì sulle scene della Scala in Milano, nellAssedio di Corinto poi nella Borgia e nella Linda di Donizetti. Dapprima ebbe voce di contralto, voce di timbro oltremodo aggradevole; poi si diede a cantare anche parti di mezzo soprano, e perdendo alquanto la sonorità delle note basse, acquistò maggior estensione nelle acute. Lasciò l'Italia ancor giovanissima, e recatasi in Spagna, quindi a Parigi e a Londra, in poco tempo eclissò le antiche celebrità e guadagnò tesori. (vol. VI, Cantanti, p. 53)
L'Alboni ottenne, al teatro dell'Opera in Parigi, paghe favolose, circa tremila franchi per rappresentazione. Nessun'altra cantante può rivaleggiare con lei per facilità di vocalizzo, nelle fioriture dell'antica scuola. La sua voce conserva tuttora una freschezza, una soavità invidiabile, sebbene abbia molto perduto dell'antica potenza. Non è attrice da sbracciate; ella cerca esprimere colla fisionomia più che col gesto, e spesso colla sola dolcezza del canto riesce a commuovere. (vol. VI, Cantanti, pp. 53-54)
L'Alboni ha accumulato tesori, e possiede a Parigi, ai Champs Elisées, un palazzo principesco. (vol. VI, Cantanti, p. 54)
Erminia Frezzolini dotata d'una bellezza veramente italiana, di una voce oltremodo simpatica, estesa, facile nelle note acute, di un sentire eminentemente drammatico, di un gusto e metodo di canto squisito, parecchie stagioni cantò alla Scala di Milano con favoloso successo. (vol. VI, Cantanti, p. 54)
Vi hanno degli artisti, anche fra i più cospicui e i più illustri, che non isdegnarono ricorrere alla claque ed alla reclame piuttosto per mire di lucro, anziché per istinto di ambizione. A tal classe appartenne anche il celebre Paganini, il quale, per mezzo della stampa, aveva accreditate certe fiabe miracolose, dov'egli figurava come un essere soprannaturale. Prima ch'egli si presentasse a Parigi per dare il suo primo concerto all'Opera, correvano sul di lui conto le più strane novelle, e parecchi giornali aveano perfino avvalorata la credenza popolare ch'egli avesse segnato un patto con satanasso; che il ministro delle tenebre gli avesse regalate le corde pel suo violino, che il di lui archetto fosse magnetizzato da una strega. Paganini godeva di tali dicerie, ed egli stesse ne andava spargendo, come quelle che gli davano maggior voga, e stuzzicavano oltremodo la pubblica curiosità. (vol. VI, cap. VII, pp. 139-140)

Libro proibito – Citazioni

Un uom che prende moglie / l'imagine mi dà / d'un inter che diventa una metà. (da Il matrimonio)
Di penoso nei debiti / non v'ha che il pagamento. (da Risposta ingenua, vv. 5-6)
Ei con tua moglie giacque, / lo sorprendesti in letto, / da ciò una sfida nacque, / fosti ferito al petto. // Del düello la fama / volò pel mondo; ed ecco, / ei gentiluom si chiama, / tutti te chiaman becco. (da Vantaggi del duello)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026