Ritratto di Antonio Labriola
Wikimedia Commons · Public domain

Frasi

Frasi di Antonio Labriola

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Antonio Labriola raccolte in un'unica pagina: 8 frasi, divise per libro e argomento.

Antonio Labriola (filosofo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Antonio Labriola

A Milano non c’è che un uomo, che viceversa è donna, la Kuliscioff.
Da una lettera a Friedrich Engels del 1890. Citato in Furio Bacchini, Un laico dell'Ottocento: , La Mandragola, Imola, 2001, p. 158.
Eleveremo il monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori, in atto di espiazione delle colpe dei nostri avi, la cui morale ignavia fu cagione del nostro ritardato progresso politico, perché serva come da simbolo alle moltitudini della libertà di coscienza, che avranno col tempo viva e potente, quando cresceranno di coltura, e perché sia monito salutare a tutti gli abili e a tutti i tiepidi, che parlano di conciliazione senza arrossire.
Da Per una commemorazione di Giordano Bruno (1888), in Scritti politici e filosofici, Einaudi, p. 70.
Giuseppe Garibaldi fu uomo di popolo, e di quella parte del popolo, che, per abito di schiettezza, per sobrietà di vita e per onestà di costumi, è la più incorrotta. Nei suoi popolari istinti di amante della giustizia, di odiatore dei privilegi, di difensore degli oppressi, di persecutore d'ogni tirannide, rimarrà in perpetuo, e come in effigie, il più nobile e semplice e persuasivo esempio di verace democrazia.
Discorso del 3 giugno 1888, in A. Labriola, Democrazia e socialismo in Italia, a cura di L. Carfagna, Milano, 1954, p.8.
La dottrina del materialismo storico, dati i due elementi della articolazione economica e degli attriti di classe, diventa la chiave per intendere le vere e proprie rivoluzioni; cioè quelle mutazioni dello stato complesso della società da cui sono derivate le innovazioni del diritto, i nuovi indirizzi politici e le nuove disposizioni morali.
Da Storia, filosofia della storia, sociologia e materialismo storico, in Scritti : editi e inediti di filosofia e politica, raccolti e pubblicati da Benedetto Croce, Giuseppe Laterza & Figli, Bari, 1906, cap. 5, p. 2

Dicono di Antonio Labriola

Alla memoria di Labriola [...] l'organo teorico della socialdemocrazia tedesca , allora la più autorevole rivista del socialismo europeo, dedicava un ampio editoriale, non firmato, ma scritto da Franz Mehring. Nel rendere omaggio a colui che non esitava definire «capo spirituale del socialismo italiano», l'articolo sottolineava due caratteristiche per indicare il peculiare rapporto di Labriola con il marxismo
nel suo spirito, era intimamente affine allo spirito di un Marx o di un Engels. Del tutto indipendentemente da loro, Labriola avevo avuto lo stesso loro sviluppo intellettuale
perfino se esistesse un'ortodossia marxista, e non esiste, Labriola non ne sarebbe mai stato un seguace. Questo spirito sottile era uno spirito troppo libero e indipendente per diventarlo.
Valentino Gerratana
La critica di Antonio Labriola ha inteso di rilevare non soltanto il difetto, ma l'errore, ma il vizio delle dottrine storiche moderne, alcune delle quali ambiscono alla gloria vertiginosa e suprema di definitive. La rara acutezza della sua mente si è portata soprattutto sulla vuotaggine celantesi al disotto di quel facilismo positivista, di quell'ultrapositivismo spenceriano che, riguardo alla storia, è nulla più di un verbalismo evasore scansafatiche.
Paolo Orano

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026