Ritratto di Antonio Machado
Unknown authorUnknown author · Public domain

Frasi

Frasi di Antonio Machado

15 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Antonio Machado raccolte in un'unica pagina: 15 frasi, divise per libro e argomento.

Antonio Machado (poeta e scrittore spagnolo). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Antonio Machado

Avendo a che fare con le persone di campagna, penso a tutto ciò che loro sanno e noi ignoriamo e al poco che a loro importa di sapere ciò che noi sappiamo.
Duero, la tua acqua scorre / e scorrerà finché le nevi bianche / di gennaio il sole a maggio / disciolga per dirupi e per vallate, / finché i monti abbiano il turbante / di neve e di tormenta / e brilli l'olifante / del sole uscendo dalla nube nera!... // E il vecchio romancero | fu il sogno di un giullare alla tua riva? / O forse come te e per sempre, Duero, / scorrerà verso il mare la Castiglia? (da Rive del Duero, Campi di Castiglia)
In Poesie, Newton 1996, pp. 105-106.
Io meditavo assorto, dipanando / i fili della noia e la tristezza, / e mi giunse all'orecchio / dalla finestra della stanza, aperta // ad una calda notte dell'estate, / il lamento di un verso sonnolento / infranto dagli oscuri tremolii / di magiche musiche del mio paese. // ... Era l'Amore, come rossa fiamma... / – Nervosa mano su vibrante corda / causava un dorato lungo sospiro, / che poi in sprazzo di stelle si mutava –. // ... Era la Morte, con la falce in spalla, / il passo lungo, scheletrica e torva. / – Così come bimbo la sognavo –. (da Cante hondo, Soledades)
In Poesie: , a cura di Claudio Rendina, Newton, Roma, 1996, p. 36. ISBN 88-8183-357-3
Comincio a credere, anche a rischio di cadere nel paradosso, cosa non di mio gradimento, che l'artista deve amare la vita e odiare l'arte. Il contrario di ciò che ho pensato fino ad ora.
Io vedo la poesia come un'incudine di costante attività spirituale, non come un laboratorio di formule dogmatiche rivestite di immagini più o meno brillanti. [...] Ma oggi, dopo aver meditato molto, sono arrivato alla conclusione: tutti i nostri sforzi devono tendere verso la luce, verso la coscienza. Ho ora l'idea che doveva unirvi tutti. Voi, con colpi di mazza, avete rotto, non c'e dubbio, la spessa crosta della nostra vanità, del nostro torpore. Io, almeno, sarei un ingrato se non reconoscessi che vi debbo l'aver saltato il muro del mio recinto o del mio orto. E oggi dico: È vero, bisogna sognare svegli.
La poesia quasi sempre è stata l'arte che non può convertirsi in attività unica, in professione. [...] un uomo consacrato alla poesia a me pare che non sará mai un poeta. Perché il poeta non otterrà mai la poesia dalla poesia stessa. Creare è ottenere una cosa da un'altra, convertire una cosa in altra, e la materia sopra la quale si opera non può essere l'opera stessa. Così, un'ape consacrata al miele — e non ai fiori — sarà piuttosto un parassita, e un uomo consacrando alla poesia e non alle mille realtà della sua vita, sarà il più grave nemico delle muse.
Non avere vizi nulla aggiunge alla virtù.
Da Juan de Mairena; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644
Per noi, la cultura non proviene né dall'energia che si degrada nel propagarsi, né dalla portata che si ricuce nel ripartirsi; la sua difesa, sarà opera di attività generosa che, porta impliciti in sé i due più grandi paradossi dell'etica: soltanto si perde ciò che si conserva, soltanto si guadagna ciò che si dà.
Sono classico o romantico? Non lo so. Desidererei lasciare il mio verso, come il capitano la spada, famosa per la mano virile che l'impugnò non per lo scopo che il costruttore si prefisse.
Dal prologo di Campos de Castilla, citato in Lorenzo Misuraca, Antologia della poesia religiosa spagnola. , traduzione di Lorenzo Misuraca, Edizioni Paoline, Roma, stampa 1962, p. 130.

Poesie

E poi, il treno, nel viaggiare, sempre ci fa sognare; e quasi quasi dimentichiamo il ronzino che montiamo. (1962, da Campi di Castiglia: in treno)
Ha l'uomo quattro cose / che non servono nel mare: / ancora, timone e remi, / e paura di naufragare. (1971, pp. 350-351)
Ho creduto spento il mio focolare, / e ho attizzato la cenere.... / Mi son bruciato la mano. (1962, da Proverbi e cantari)
Ho i miei amici nella mia solitudine; quando sto con essi, quanto sono lontani! (1962)
Ore di noia passano / nella stanza familiare, / l'ampio cantuccio oscuro / dove cominciai i miei sogni. (1971, pp. 116-117)
Viandante non c'è via, / la via si fa con l'andare. (da Campos de Castilla)
In Opera poetica, a cura di Oreste Macrì, Le Lettere, 1994.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026