Frasi
Frasi di Arrigo Boito
14 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Arrigo Boito raccolte in un'unica pagina: 14 frasi, divise per libro e argomento.
Arrigo Boito (poeta italiano, librettista e compositore d'opera, in particolare noto per i libretto delle opere di Verdi ''Otello'' e ''Falstaff''). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Arrigo Boito
A Milano, non a Lima.
Come ti vidi m'innamorai, e tu sorridi perché lo sai.
Ebro è Otel, ma Amleto è orbe.
Ora e per sempre addio, sante memorie!
Il libro dei versi
Arte nata da un raggio e da un veleno. (ed. Torino, 1877, p. 37).
Piangi, medita e vivi; un dì lontano / quando sarai del tuo futuro in vetta / questo fiero uragano / ti parrà nuvoletta.
Questa è la vita! l'ebete / Vita che c'innamora, / Lenta che pare un secolo, / Breve che pare un'ora; / Un oscillare eterno / Fra paradiso e inferno / Che non s'accheta più. (da Dualismo)
Mefistofele – Citazioni
Son lo spirito che nega / Sempre, tutto. (II)
Forma ideal purissima / Della bellezza eterna. (IV)
Giunto sul passo estremo / Della più estrema età (Faust; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 177)
Dicono di Arrigo Boito
Arrigo Boito ha fatto lirica e drammi.
La contenenza della lirica boitiana è tutta in un'antitesi tra la luce e le tenebre, tra la fede e la ribellione, tre il bene e il male. Non cerchiamo se questa antitesi sia nel Boito di spontanea origine, o s'egli non l'abbia invece accattata a quella tra le scuole romantiche che fu a lui più cara. Osserviamo piuttosto che, quando non sia vissuta come lo stato di un'anima dilacerata da forze avverse, l'antitesi mirabilmente si porge al facile prestigio delle opposizioni di concetti e di colori. Il Boito le prodiga con una ingegnosità d'immaginazione che non è consentita dall'impeto e dallo schianto di un'inspirazione commossa.
Arrigo Boito non si può chiamare soltanto musicista. La musica non era per lui un'arte a sé, ma il fiore, il sommo di tutte le arti. Perché la sua musica nascesse, fu necessario che egli fosse, prima, poeta, erudito, filosofo, e anche un po' mago; che la sua poesia avesse cercato di strappare, con i più arditi e bizzarri contrappunti di immagini e di parole quanto, più di impaccio pesante, di durezza restìa ha il verbo; che il poeta e l'erudito e il filosofo si fossero affaticati, sopra tutto, intorno alla tragedia del destino umano; che il mago avesse cercato di la faccia di questo destino nella antica guerra del Cielo e di Satana; che dopo aver schernito, ne lHomunculus – di un chimico demente, la propria acre impotenza a strappare il velo dell'Iside misteriosa, il filosofo, integrandosi nel musicista, emergesse dall'ombra con la sua pallida fronte per sollevarsi fino ai climi cristallini dell'armonia.
Beati, nel dolore quelli che, oltre all'arte di Arrigo Boito, hanno conosciuto la sua anima! Essi hanno respirato l'aria pura delle vette e cieli alti e vasti. In quel misto di fierezza e di condiscendenza, di secche ire generose e di robusti entusiasmi che gli era proprio, nel bagliore conciso e rotto delle sue idee, nel mordente della sua intellettuale passione che s'appigliava alle cose per farne quasi vaporare visibile e caldo lo spirito, nel suo lungo tacersi appartato, negli improvvisi confidenti abbandoni pieni di larga umana solidarietà, si rivelava ricca spontanea ingegnosa pensosa alata la continua perfettibilità del suo grande spirito.
Chi si contentasse a ciò che appare sarebbe facilmente indotto a credere che la parola del Boito aspiri a compiersi nella melodia, a integrarsi nelle armonie. Non è essa tutta vibrante di accenti, tutta ricca di variate sonorità? Ma questi sono i modi della musica: lo spirito della musica è altra cosa. Lo spirito della musica è intimità.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026