Ritratto di Arthur Schnitzler
Ferdinand Schmutzer · Public domain

Frasi

Frasi di Arthur Schnitzler

40 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 40 citazioni di Arthur Schnitzler, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Arthur Schnitzler (scrittore, drammaturgo e medico austriaco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Aforismi

Credo alla tua saggezza solo se viene dal cuore, credo alla tua bontà solo se viene dalla ragione.
È difficile decidere quando la stupidità assume le sembianze della furfanteria e quando la furfanteria assume le sembianze della stupidità. Perciò sarà sempre difficile giudicare equamente i politici.
Fin quando ogni pazzo, ogni teologo, ogni baciapile e ogni gazzettiere potrà permettersi di intendere e di applicare la parola di Dio secondo come gli garba al momento, qualsiasi discussione su questioni religiose rimarrà sterile.
I tre criteri dell'opera d'arte: coerenza, intensità, continuità.
I tuoi peggiori nemici non sono affatto coloro che hanno un'opinione diversa dalla tua, bensì coloro che concordano con te, ma che per motivi diversi, per prudenza, prepotenza, viltà non sono in grado di professarsi di quell'opinione.
L'umanitarismo come idea politica è un luogo comune, come idea religiosa un equivoco, come idea etica un'illusione.
La cosa migliore che due amanti possono diventare nel corso del tempo è questa: surrogati dei loro sogni o simboli del loro desiderio.
La verità si troverebbe nel mezzo. Nient'affatto. Solo nella profondità.
Le virgolette non sono spesso altro che un pigro pretesto per mezzo del quale l'autore cerca di addossare al cattivo gusto dei suoi contemporanei la responsabilità per una banalità che gli sfuggì dalla penna.
Miserabile chi vive non la propria vita ma la propria autobiografia.
Nel cuore di ogni aforisma, per quanto nuovo o addirittura paradossale esso possa apparire, pulsa un'antichissima verità.
Nell'amore ci accorgiamo per lo più troppo tardi se un cuore ci è stato dato solo in prestito, se ci è stato donato oppure se ci è stato addirittura sacrificato.
Nessun viso è brutto se i suoi tratti esprimono la capacità di una vera passione e l'incapacità di una menzogna.
Quando l'odio diventa codardo, se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia.

Al pappagallo verde – Citazioni

Grasset: Guarda, sono gli ultimissimi opuscoli che sono stati appena distribuiti a Palazzo Reale. Qui ce n'è uno del mio amico Cerutti, ecco, Memoriale per il popolo di Francia, qui un altro di Desmoulins... che certo, detto fra noi, è assai più bravo a parlare che a scrivere... eccolo qui, La Francia libera. (p. 92)
Oste: Mio caro, io amo la libertà come te, ma amo soprattutto il mio lavoro. (p. 93)
Una giovinezza che non si gode è come un volano che si lascia per terra, nella sabbia, invece che lanciarlo in aria. (p. 126)

Frasi da «Doppio sogno»

– Cosa dobbiamo fare, Albertine?
Lei sorrise, e dopo una breve esitazione rispose: – Ringraziare il destino, credo, di essere usciti indenni da tutte le avventure, da quelle reali e da quelle sognate.
– Ne sei proprio sicura? – domandò Fridolin.
– Così sicura, come intuisco che la realtà di una notte, anzi, persino quella di un'intera vita umana non rappresenta la sua più intima verità.
– E nessun sogno, – aggiunse lui con un lieve sospiro, – è soltanto un sogno. (2011, p. 112)
Lei gli prese la testa fra le mani e la adagiò affettuosamente sul proprio petto. – Ora siamo svegli, – disse, – e lo resteremo a lungo.
Per sempre, avrebbe voluto correggerla Fridolin, ma prima che potesse pronunciare quelle parole lei gli posò un dito sulle labbra e mormorò, come tra sé: – Mai indagare il futuro. (2011, p. 112)

Scheda del libro «Doppio sogno»

Il libro dei motti e delle riflessioni

Chi sono i tuoi nemici più irriducibili? Sconosciuti che immaginano quanto tu li disprezzeresti se li conoscessi. (Motti brevi, n. 30)
Ciò che logora più rapidamente e nel modo peggiore la nostra anima è perdonare senza dimenticare. (Motti brevi, n. 34)
Coscienza di classe: così definiamo un gruppo ben circoscritto di pregiudizi, ognuno dei quali va fiero non solo di se stesso ma anche degli altri, e che sono soliti accrescersi automaticamente e reciprocamente fino a un livello da cui conseguono una parziale incapacità di intendere e di volere e un pericolo per l'ambiente sociale. (Garbugli quotidiani, corso dei tempi, 39, 2002, p. 154)
Dilettante è chi non è all'altezza delle proprie idee, ma ne va orgoglioso. (Motti brevi, n. 28)
È così facile scrivere i propri ricordi quando si ha una cattiva memoria. (Motti brevi, n. 46)
Guardati dalle persone modeste: non immagini con quale commosso orgoglio coltivano le loro debolezze. (Motti brevi, n. 15, 2002, p. 194)
Il feuillettonista ha una scrittura naturalmente facile. Perché solo l'obiettività ha un effetto ritardante, solo l'obiettività si aspetta obiezioni, le va a cercare, le costringe a uscire dalla propria anima. Il momento personale è invece sempre caratterizzato dall'accelerazione, e il feuillettonista scrive tanto più rapidamente in quanto, a livello conscio o inconscio, sta sempre fuggendo dalla propria coscienza. (Creazione e risonanza, 65, 2002, p. 180)
In ogni aneddoto veramente indovinato si nasconde il germe di un mito, ogni allegoria poetica prende la direzione del simbolo. (Creazione e risonanza, 50, 2002, p. 174)
L'essenza del feuillettonismo: considerare l'effetto momentaneo in ogni caso più importante di obiettività, verità e conseguenze. Sarebbe ingiusto dire che l'autore di feuilleton bada soprattutto al vantaggio personale. Al contrario: è quello che è, spesso a proprio danno, e a volte sa anche rendersene conto.
Il fatto che appunto il feuilleton offra il terreno più adatto allo sviluppo dello spirito o, per meglio dire, dello stato d'animo feuillettonistico, si basa sulla necessità giornalistica dell'effetto immediato. Ci sono però dei feuilleton, e non certo i peggiori, che non sono stati scritti affatto da feuillettonisti nel senso corrente del termine, come d'altra parte ci sono libri e drammi creati con spirito assolutamente feuillettonista.
Ma il feuillettonismo è un elemento che si tradisce da sé [...]. (Creazione e risonanza, 65, 2002, pp. 178-179)
Nessuno spettro ci assale in travestimenti più svariati di quelli con cui si camuffa la solitudine, e una delle sue maschere più impenetrabili è l'amore. (Relazioni e solitudini, 64, 2002, p. 122)
Perché l'ultima goccia si dà tante arie per aver fatto traboccare il calice? Anche la prima non è stata meno colpevole: ma lo stolto calice, allora, non l'aveva presagito. (Responsabilità e coscienza, 34, 2002, p. 102)
Quante volte – e nei nostri riguardi ancor più spesso che nei riguardi degli altri – riteniamo forza di carattere ciò che alla fine è soltanto debolezza di sentimento. (Motti brevi, n. 4)
Se ti senti incline alla riconciliazione, chiediti anzitutto cosa ti ha reso così malleabile: cattiva memoria, indolenza o codardia. (Relazioni e solitudini, n. 33)
Una cosiddetta mezza verità, pur con tutte le arie che riesce a darsi, non diventerà mai una verità intera. Anzi, se la guardiamo negli occhi con sufficiente intensità, vedremo sempre una completa menzogna. (Responsabilità e coscienza, 46, 2002, p. 104)

La contessina Mizzi – Citazioni

Noi miseri mortali non possiamo mai pretendere di sapere come si giudichi lassù una vicenda umana. (p. 52)

Frasi da «La signorina Else»

Potrei uscire anch'io, augurar loro la buonanotte e poi inoltrarmi tra i prati, nel bosco, salire, inerpicarmi sempre più in alto, sul Cimone, sdraiarmi, addormentarmi, morire assiderata. Misterioso suicidio di una fanciulla dell'alta società viennese. Trovata morta in un punto inaccessibile del Cimone della Pala. Il nero mantello da sera copriva appena il ben corpo nudo... Forse non mi troverebbero mai. Forse l'anno venturo. O forse ancora più tardi. Solo lo scheletro. Meglio restare qui, nel tepore della hall, e non morire tra i ghiacci.
Da Signorina Else, traduzione di Enrico Groppali, Feltrinelli, edizione digitale, 2018. ISBN ebook 9788858832363 https://books.google.it/books?id=KUZGDwAAQBAJ&pg=PT56&dq=La+signorina+Else+Cimone&hl=it&sa=
Vorrei gridare il mio saluto al cielo prima di tornare giù in mezzo alla gente. Ma dove andrà il mio saluto? Sono così sola. Terribilmente sola, tanto che nessuno può immaginare la mia solitudine. Amore mio, io ti saluto. Chi sei? Ti saluto mio promesso sposo! Ma chi sei?... (p. 27)

Scheda del libro «La signorina Else»

Dicono di Arthur Schnitzler

Schnitzler è il tipico scrittore che fonde compassione e nichilismo in una visione desolata, in una cartella clinica della condizione umana in cui anche la storia e la politica appaiono maschere illusorie degli istinti e del destino.
Claudio Magris
Sebbene capace di questa visione unitaria dell'uomo, Schnitzler s'ispira a un desolato pessimismo. La vita gli appare un gioco di forze irrazionali e una giostra d'inganni senza senso; vivere significa tradire. L'insistito tema dell'adulterio, della delusione o della crudele umiliazione amorosa è il simbolo del suo "scettico determinismo", come diceva Freud, che lo spinge a vedere nella forza vitale un cieco desiderio di sopraffazione.
Claudio Magris
Impossibile trovare un altro scrittore che abbia una simile comprensione dell'animo umano e una simile capacità di analizzare i nostri meccanismi mentali.
Stanley Kubrick
Il Suo determinismo come il Suo scetticismo – che la gente chiama pessimismo – la Sua penetrazione delle verità dell'inconscio, della natura istintiva dell'uomo, la Sua demolizione delle certezze convenzionali della civiltà, l'adesione dei Suoi pensieri alla polarità di amore e morte, tutto ciò mi ha commosso come qualcosa di incredibilmente familiare.
Sigmund FreudSigmund Freud, Lettere 1873-1939, Bollati Boringhieri, 1960

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026