Frasi
Frasi di Auguste Comte
13 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 13 citazioni di Auguste Comte, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Auguste Comte (filosofo e sociologo francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
C'è soltanto una massima assoluta: non c'è niente di assoluto.
Dalla scienza deriva la previsione, dalla previsione l'azione.
È difficile immaginare esperimento più sterile di risultati scientifici della vivisezione [...].
Infine nello stadio positivo, lo spirito umano, riconoscendo l'impossibilità di avere delle nozioni assolute, rinuncia a indagare sull'origine e sul destino dell'universo, e a conoscere le intime cause dei fenomeni, per tentare di scoprire unicamente, mediante l'uso ben combinato della ragione e dell'esperienza, le loro leggi effettive, ossia le loro relazioni invariabili di somiglianza e di successione. La spiegazione dei fatti, ridotta allora in termini reali, altro non è che il legame stabilito tra i diversi fenomeni particolari e qualche fatto generale, il cui numero tende via via a diminire in seguito al progresso della scienza.
L'abitudine alla sottomissione è la prima condizione dell'ordine umano.
Le famiglie diventano tribù e le tribù diventano nazioni.
Le scienze, nel passato, hanno liberato la mente umana dalla tutela della teologia e dalla metafisica che, indispensabile nella sua infanzia, tendeva a prolungare tale infanzia indefinitamente. Nel presente, devono servire, sia con i loro metodi, sia con i loro risultati generali, a determinare la riorganizzazione delle teorie sociali. Nell'avvenire, costituiranno, una volta sistematizzate, la base spirituale permanente dell'ordine sociale, finché durerà sulla terra l'attività della nostra specie.
Non si conosce a fondo una scienza finché non se ne conosce la storia..
Sapere per prevedere, prevedere per potere.
Superiori per l'amore, meglio disposte a subordinare sempre al sentimento l'intelligenza e l'attività, le donne costituiscono spontaneamente degli esseri intermedi tra l'Umanità e gli uomini.
Vivere per gli altri gli sembrava la legge del dovere, senza offrirgli il modello della felicità.
Dicono di Auguste Comte
La religione dell'umanità , dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice Clotilde de Vaux. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione.
Uno di questi fondatori di religione fu Augusto Comte. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o positivismo: termini, per Comte, equivalenti.
Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026