Frasi
Frasi di Barack Obama
179 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 179 frasi di Barack Obama: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Barack Obama (politico e avvocato statunitense (1961-), 44º presidente degli Stati Uniti d'America). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Barack Obama – 2004
Non c'è un'America progressista e un'America conservatrice – ci sono gli Stati Uniti d'America. Non c'è un'America nera e un'America bianca, un'America latina e un'America asiatica: ci sono gli Stati uniti d'America. [...] Veneriamo un dio onnipotente negli stati blu [a maggioranza democratica] e non amiamo che gli agenti federali ficchino il naso nelle nostre biblioteche negli stati rossi [a maggioranza repubblicana]. Prepariamo il campionato di basket negli stati blu e abbiamo amici gay negli stati rossi. Alcuni patrioti si sono opposti alla guerra in Iraq e alcuni patrioti l'hanno sostenuta. Siamo un solo popolo, abbiamo tutti prestato giuramento di fedeltà alla bandiera, difendiamo tutto gli Stati uniti d'America. (dal discorso del luglio 2004 al convegno democratico)
Citazioni di Barack Obama – 2007
L'idea che non parlare a un paese sia una punizione – ovvero l'idea che ha guidato la sua amministrazione è ridicola. (durante la campagna elettorale per le presidenziali nel 2007)
Mi piace molto. È uno dei miei filosofi preferiti. Da lui traggo l'irrefutabile idea che nel mondo esistano il male grave, le avversità e il dolore. E che noi dobbiamo essere umili e modesti nella nostra convinzione di poter eliminare queste cose. Ma questo non deve servirci come giustificazione per il cinismo e per l'inazione. Ho tratto da lui... la percezione che dobbiamo compiere questi sforzi nella consapevolezza che sono duri, senza oscillare fra un idealismo ingenuo ed un amaro realismo.
Citazioni di Barack Obama – 2008
[I miei genitori mi hanno] dato un nome africano, Barack, che vuol dire "benedetto" pensando che in un'America tollerante il nome che si porta non sia un ostacolo al successo. Hanno immaginato che sarei andato nelle migliori scuole del paese anche se non erano ricchi, perché in un'America generosa non si ha bisogno di essere ricchi per realizzare le proprie potenzialità.
Quando abbiamo superato delle prove apparentemente insuperabili; quando ci hanno detto che non eravamo pronti o che non dovevamo provare o che non potevamo, generazioni di americani hanno risposto con una semplice frase che riassume lo spirito di un popolo.
Sì, noi possiamo.
Questa frase era scritta nei documenti fondatori che dichiaravano il destino di un paese.
Sì, noi possiamo.
È stata mormorata dagli schiavi e dagli abolizionisti, aprendo uno spiraglio di luce verso la libertà nella notte più buia.
Sì, noi possiamo.
Lo hanno cantato i migranti che lasciavano terre lontane e i pionieri che progredivano verso ovest nonostante una natura spietata.
Sì, noi possiamo.
È stato l'appello degli operai che si organizzavano in sindacati; delle donne che lottavano per il diritto di voto; di un presidente che ha fatto della Luna la nostra nuova frontiera; e di un re che ci ha portato in cima alla montagna e ci ha mostrato la strada verso la Terra promessa.
Sì, noi possiamo avere giustizia e uguaglianza. Sì, noi possiamo avere possibilità e prosperità. Sì, noi possiamo guarire questa nazione. Sì, noi possiamo riparare questo mondo.
Sì, noi possiamo. (dal discorso della campagna elettorale nel New Hampshire del 10 gennaio 2008)
Il mondo deve impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e lavorare per eliminare il programma nucleare nordcoreano. Nel perseguire questo obiettivo, non dobbiamo mai escludere l'opzione militare.
Il momento americano non è passato. Respingo quei cinici che dicono che questo nuovo secolo non possa essere un altro in cui, con le parole di Franklin Roosevelt, guideremo il mondo nella battaglia contro il male e nella promozione del bene. Io credo ancora che l'America sia l'ultima e migliore speranza sulla terra.
Nessun presidente deve mai esitare a usare la forza, unilateralmente se è necessario, per proteggere noi stessi e i nostri interessi vitali quando siamo attaccati o minacciati di essere attaccati.
Vai in queste piccole cittadine della Pennsylvania, e come in molte cittadine del Midwest i posti di lavoro se ne sono andati 25 anni fa e non sono stati rimpiazzati da niente. I cittadini passano attraverso l'amministrazione Clinton e poi quella Bush, e ogni governo che arriva dice che in qualche modo queste comunità risorgeranno, ma non succede niente. Non è sorprendente, allora, che diventino rancorosi e amareggiati, che si aggrappino alle armi o alla religione o all'antipatia verso chi non è come loro o a sentimenti anti-immigrazione o a opinioni contro il libero mercato, per spiegare le loro frustrazioni.
Questa sera, dopo cinquantaquattro combattutissime sfide, la nostra stagione delle primarie si è finalmente conclusa. Sono passati sedici mesi da quando ci siamo riuniti per la prima volta, sui gradini del vecchio palazzo del Parlamento statale dell'Illinois, a Springfield. Abbiamo percorso migliaia di miglia. Abbiamo ascoltato milioni di voci. E grazie a quello che voi avete detto, grazie al fatto che voi avete deciso che a Washington deve arrivare il cambiamento, grazie al fatto che voi avete creduto che quest'anno dovrà essere diverso da tutti gli altri anni, grazie al fatto che voi avete scelto di dare ascolto non ai vostri dubbi o alle vostre paure ma alle vostre speranze e aspirazioni più grandi, questa notte noi scriviamo la parola fine di uno storico viaggio con l'inizio di un altro viaggio, un viaggio che porterà un'alba nuova e migliore per l'America. Questa notte, io posso venire da voi e dire che sarò il candidato del Partito democratico alla presidenza degli Stati Uniti.
America, questo è il nostro momento. Questa è il nostro tempo. Il tempo di voltare pagina rispetto alle politica del passato. Il tempo di apportare una nuova energia e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte. Il tempo di offrire una direzione nuova al Paese che amiamo.
Ho scelto di fare il presidente solo perché non potevo essere Bruce Springsteen.
Per gli uomini e donne in ogni città e paese di questa nazione, per realizzare il loro sogno americano. E in Florida e in America, in quest'ultima settimana, se busserai ad alcune porte per me, Se farete delle telefonate per me, se andrete su barackobama.com e scoprirete dove votare e se resterete con me, al mio fianco, allora vi prometto che non solo vinceremo le elezioni, ma lo faremo insieme e insieme cambieremo questo paese e cambieremo il mondo. Grazie. Dio vi benedica e possa Dio benedire gli Stati Uniti d'America.
[...] se busserete alle porte per me – se farete telefonate per me – se andrete su BarackObama.com e scoprirete dove votare – se mi sosterrete, e se lotterete al mio fianco e voterete per me, allora vi prometto che non solo ci aggiudicheremo la Florida, ma vinceremo questa elezione e insieme cambieremo questo paese e cambieremo il mondo. Grazie! Dio Vi benedica e possa Dio benedire gli Stati Uniti d'America!
Se ancora c'è qualcuno che dubita che l'America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava.
Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.
Se qualcuno spedisse razzi nella mia casa dove dormono le mie due figlie la notte, farei tutto per fermarlo, e mi aspetto che Israele faccia lo stesso.
Citazioni di Barack Obama – 2009
Come unica potenza ad aver usato la bomba atomica, gli Stati Uniti hanno la responsabilità morale di agire. Per questo oggi annuncio con chiarezza e convinzione l'impegno dell'America a perseguire la pace e la sicurezza di un mondo senza armi atomiche. Non sono un ingenuo, so bene che questo obiettivo non sarà raggiungibile in tempi brevi e magari non vivrò abbastanza da vedere il completamento della missione. Ma oggi dobbiamo ignorare le voci che ci dicono che il mondo non può cambiare.
So bene che alcune persone dubiteranno di un progetto così ambizioso. Alcune persone non credono a una reale collaborazione internazionale, sentono parlare di un mondo senza armi nucleari e pensano che non valga la pena porsi un obiettivo apparentemente irraggiungibile. Ma non lasciatevi ingannare, sappiamo bene dove porta quella strada.
Se noi crediamo che la diffusione delle armi nucleari sia inevitabile, allora stiamo ammettendo in qualche forma che l'uso delle stesse armi sarà inevitabile. (da un discorso tenuto a Praga il 5 aprile 2009)
Il Pontefice gode del mio massimo rispetto personale, come figura che unisce una grande cultura a una grande sensibilità. L'opera che ha svolto per il dialogo fra le fedi è notevole.
In un'epoca senza blogs, email, cellulari e satellite, LUI era la notizia. Il Paese ha perso un'icona e un amico caro. Walter fu sempre qualcosa in più di un conduttore: qualcuno a cui ci potevamo affidare perché ci guidasse attraverso i temi più importanti del giorno, la voce della certezza in un mondo incerto. Era come uno di famiglia. Ci invitava a credergli e non ci deluse mai.
Non siamo venuti qui per temere il futuro. Siamo venuti qui per crearlo.
Be', non è proprio il modo in cui pensavo di svegliarmi oggi. Dopo aver avuto la notizia, Malia è entrata e ha detto: papà, hai vinto il Nobel per la Pace ed è il compleanno di Bo (il cane). E poi Sasha ha aggiunto: e sta arrivando un week-end lungo. È bene avere bambini che mantengano le cose entro una prospettiva.
In una occasione come questa mi piace ricordare che io sarò anche il presidente, ma lui è e resta il Boss.
Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi attuale dibattito politico. Il rapporto tra Islam e Occidente ha alle spalle secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche di conflitto e di guerre di religione. In tempi più recenti, questa tensione è stata alimentata dal colonialismo, che ha negato diritti e opportunità a molti musulmani, e da una Guerra Fredda nella quale i Paesi a maggioranza musulmana troppo spesso sono stati trattati come Paesi che agivano per procura, senza tener conto delle loro legittime aspirazioni. Oltretutto, i cambiamenti radicali prodotti dal processo di modernizzazione e dalla globalizzazione hanno indotto molti musulmani a considerare l'Occidente ostile nei confronti delle tradizioni dell'Islam.
Fu l'Islam infatti – in istituzioni come l'Università Al-Azhar – a tenere alta la fiaccola del sapere per molti secoli, preparando la strada al Rinascimento europeo e all'Illuminismo. Fu l'innovazione presso le comunità musulmane a sviluppare scienze come l'algebra, a inventare la bussola magnetica, vari strumenti per la navigazione; a far progredire la maestria nello scrivere e nella stampa; la nostra comprensione di come si diffondono le malattie e come è possibile curarle. La cultura islamica ci ha regalato maestosi archi e cuspidi elevate; poesia immortale e musica eccelsa; calligrafia elegante e luoghi di meditazione pacifica. Per tutto il corso della sua Storia, l'Islam ha dimostrato con le parole e le azioni la possibilità di praticare la tolleranza religiosa e l'eguaglianza tra le razze.
Sin dalla fondazione degli Stati Uniti, i musulmani americani hanno arricchito il mio Paese: hanno combattuto nelle nostre guerre, hanno prestato servizio al governo, si sono battuti per i diritti civili, hanno avviato aziende e attività, hanno insegnato nelle nostre università, hanno eccelso in molteplici sport, hanno vinto premi Nobel, hanno costruito i nostri edifici più alti e acceso la Torcia Olimpica. E quando di recente il primo musulmano americano è stato eletto come rappresentante al Congresso degli Stati Uniti, egli ha giurato di difendere la nostra Costituzione utilizzando lo stesso Sacro Corano che uno dei nostri Padri Fondatori – Thomas Jefferson – custodiva nella sua biblioteca personale.
Ad Ankara ho detto chiaramente che l'America non è – e non sarà mai – in guerra con l'Islam. In ogni caso, però, noi non daremo mai tregua agli estremisti violenti che costituiscono una grave minaccia per la nostra sicurezza. E questo perché anche noi disapproviamo ciò che le persone di tutte le confessioni religiose disapprovano: l'uccisione di uomini, donne e bambini innocenti.
A differenza di quella in Afghanistan, la guerra in Iraq è stata voluta, ed è una scelta che ha provocato molti forti dissidi nel mio Paese e in tutto il mondo. Anche se sono convinto che in definitiva il popolo iracheno oggi viva molto meglio senza la tirannia di Saddam Hussein, credo anche che quanto accaduto in Iraq sia servito all'America per comprendere meglio l'uso delle risorse diplomatiche e l'utilità di un consenso internazionale per risolvere, ogniqualvolta ciò sia possibile, i nostri problemi.
Oggi l'America ha una duplice responsabilità: aiutare l'Iraq a plasmare un miglior futuro per se stesso e lasciare l'Iraq agli iracheni. Ho già detto chiaramente al popolo iracheno che l'America non intende avere alcuna base sul territorio iracheno, e non ha alcuna pretesa o rivendicazione sul suo territorio o sulle sue risorse. La sovranità dell'Iraq è esclusivamente sua.
Minacciare Israele di distruzione – o ripetere vili stereotipi sugli ebrei – è profondamente sbagliato, e serve soltanto a evocare nella mente degli israeliani il ricordo più doloroso della loro Storia, precludendo la pace che il popolo di quella regione merita.
Da decenni tutto è fermo, in uno stallo senza soluzione: due popoli con legittime aspirazioni, ciascuno con una storia dolorosa alle spalle che rende il compromesso quanto mai difficile da raggiungere. È facile puntare il dito: è facile per i palestinesi addossare alla fondazione di Israele la colpa del loro essere profughi. È facile per gli israeliani addossare la colpa alla costante ostilità e agli attentati che hanno costellato tutta la loro storia all'interno dei confini e oltre. Ma se noi insisteremo a voler considerare questo conflitto da una parte piuttosto che dall'altra, rimarremo ciechi e non riusciremo a vedere la verità: l'unica soluzione possibile per le aspirazioni di entrambe le parti è quella dei due Stati, dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e in sicurezza.
I palestinesi devono abbandonare la violenza. Resistere con la violenza e le stragi è sbagliato e non porta ad alcun risultato. Per secoli i neri in America hanno subito i colpi di frusta, quando erano schiavi, e hanno patito l'umiliazione della segregazione. Ma non è stata certo la violenza a far loro ottenere pieni ed eguali diritti come il resto della popolazione: è stata la pacifica e determinata insistenza sugli ideali al cuore della fondazione dell'America. La stessa cosa vale per altri popoli, dal Sudafrica all'Asia meridionale, dall'Europa dell'Est all'Indonesia. Questa storia ha un'unica semplice verità di fondo: la violenza è una strada senza vie di uscita.
Il conflitto israelo-palestinese non dovrebbe più essere sfruttato per distogliere l'attenzione dei popoli delle nazioni arabe da altri problemi. Esso, al contrario, deve essere di incitamento ad agire per aiutare il popolo palestinese a sviluppare le istituzioni che costituiranno il sostegno e la premessa del loro Stato; per riconoscere la legittimità di Israele; per scegliere il progresso invece che l'incessante e autodistruttiva attenzione per il passato.
Noi tutti condividiamo la responsabilità di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverrà quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sarà la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la città di pace nella quale tutti i figli di Abramo vivranno insieme in modo pacifico come nella storia di Isra, allorché Mosè, Gesù e Maometto (la pace sia con loro) si unirono in preghiera.
Da molti anni l'Iran si distingue per la propria ostilità nei confronti del mio Paese e in effetti tra i nostri popoli ci sono stati episodi storici violenti. Nel bel mezzo della Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno avuto parte nel rovesciamento di un governo iraniano democraticamente eletto. Dalla Rivoluzione Islamica, l'Iran ha rivestito un ruolo preciso nella cattura di ostaggi e in episodi di violenza contro i soldati e i civili statunitensi. Tutto ciò è ben noto. Invece di rimanere intrappolati nel passato, ho detto chiaramente alla leadership iraniana e al popolo iraniano che il mio Paese è pronto ad andare avanti. La questione, adesso, non è capire contro cosa sia l'Iran, ma piuttosto quale futuro intenda costruire.
Non importa chi è al potere: è il governo del popolo ed eletto dal popolo a fissare l'unico parametro per tutti coloro che sono al potere. Occorre restare al potere solo col consenso, non con la coercizione; occorre rispettare i diritti delle minoranze e partecipare con uno spirito di tolleranza e di compromesso; occorre mettere gli interessi del popolo e il legittimo sviluppo del processo politico al di sopra dei propri interessi e del proprio partito. Senza questi elementi fondamentali, le elezioni da sole non creano una vera democrazia.
L'Islam ha una fiera tradizione di tolleranza: lo vediamo nella storia dell'Andalusia e di Cordoba durante l'Inquisizione. Con i miei stessi occhi da bambino in Indonesia ho visto che i cristiani erano liberi di professare la loro fede in un Paese a stragrande maggioranza musulmana. Questo è lo spirito che ci serve oggi.
È più facile dare inizio a una guerra che porle fine. È più facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. È più facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere è scegliere il cammino giusto, non quello più facile. C'è un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verità trascende nazioni e popoli, è un principio, un valore non certo nuovo. Non è nero, non è bianco, non è marrone. Non è cristiano, musulmano, ebreo. É un principio che si è andato affermando nella culla della civiltà, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. È la fiducia nel prossimo, è la fiducia negli altri, ed è ciò che mi ha condotto qui oggi.
Citazioni di Barack Obama – 2010
È facile cantare in tempi felici. Ma è duro farlo di fronte agli insulti, alle paure, alla minaccia della violenza, in mezzo all'odio o al silenzio dell'inazione: gli inni dei diritti civili aiutarono la causa di un popolo.
Io non faccio gli incontri con gli esperti perché penso che questo sia un corso universitario. Io parlo con gli esperti perché penso possono darci le risposte migliori, così so chi devo prendere a calci in culo.
Se dicessi che i pesci vivono nel mare, loro risponderebbero che non è vero.
Quando sento i democratici mugugnare e lamentarsi e dire “la riforma sanitaria non aveva la public option”, “la riforma finanziaria forse si poteva fare meglio”, “beh, sì, abbiamo chiuso la guerra in Iraq, ma c’è ancora quella in Afghanistan…”, questo e quell’altro, vorrei dire: ragazzi, sveglia. Questo non è un esercizio accademico. Come dice Joe Biden: non paragonateci all’Onnipotente; paragonateci all’alternativa.
Gli Stati Uniti non sono, e non saranno mai, in guerra contro l’Islam.
Citazioni di Barack Obama – 2011
Ho parlato con lui subito dopo il suo discorso, e gli ho detto che ha la responsabilità di dare un senso a quelle parole, di compiere passi e azioni concrete che adempiano a questa promessa. La violenza non è il modo per farsi carico delle lamentele del popolo egiziano. Il soffocare le idee non è mai riuscito a eradicarle. [...] Questo momento di instabilità deve risolversi in un momento di promessa.
Il popolo egiziano ha fatto sentire la sua voce, la sua voce è stata ascoltata, e l'Egitto non sarà mai più lo stesso. [...] Sono veramente pochi i momenti, nelle nostre vite, in cui abbiamo il privilegio di testimoniare il compiersi della storia. Questo è uno di quei momenti.
Il destino delle persone nel mondo arabo sarà deciso da loro stessi. In questi giorni abbiamo visto la gente della Libia esprimersi coraggiosamente contro un regime determinato a reprimere con brutale violenza i suoi stessi cittadini.
Qualunque cosa dica del nostro credito una qualche agenzia, noi siamo sempre stati e saremo sempre un paese da tripla A
Quando diciamo che non dimenticheremo mai, diciamo sul serio.
Ogni americano, gay, bisessuale e transgender, merita di essere uguale davanti alla legge e godere degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini.
Citazioni di Barack Obama – 2012
Alcuni hanno detto che do la colpa di molti problemi ai miei predecessori, ma non dimentichiamo che questa è una pratica introdotta da George W. Bush.
Nel corso degli anni ho potuto parlare e conoscere gente del mio staff con partner dello stesso sesso, che ha cresciuto i figli insieme. Quando penso ai nostri soldati, ai nostri aviatori, ai nostri marinai che hanno dovuto lottare tanto per i loro diritti. Sì, a un certo punto ho concluso che per me personalmente è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto di sposarsi.
Citazioni di Barack Obama – 2013
Sulla base della tecnologia acquisita finora, l'Iran necessita circa un anno o un po' di più per produrre armi nucleari. Ma noi ovviamente non vogliamo arrivare vicini a quel punto... Il nostro obiettivo è di accertarci che l'Iran non venga a dotarsi di armi nucleari che metterebbero in pericolo Israele ed innescherebbero una corsa agli armamenti nella Regione.
Ogni paese che riconosce il valore della giustizia deve definire Hezbollah per quello che è: una organizzazione terroristica.
Oggi è una giornata vergognosa per Washington. Ma non è finita qui. La mia amministrazione farà di tutto per proteggere la nostra comunità dalla violenza delle armi.
Sembra una persona così meravigliosa. Gli ho detto che non potrei essere più orgoglioso di lui. Uno dei modi per misurare il progresso di questo paese è il riconoscimento che la comunità LGBT meriti il pieno riconoscimento, non la semplice eguaglianza parziale, non solo la tolleranza, ma il riconoscimento che è parte integrante della famiglia americana. E data l'importanza dello sport nella nostra società, una persona che eccelle ai massimi livelli in uno degli sport più seguiti può ancora dire: "Questo è quello che sono e ne sono orgoglioso. Sono ancora un grande campione. Sono alto ancora più di 2 metri, posso battere Shaq ". Penso che per i giovani gay e lesbiche che sono alle prese con questi problemi, avere come modello di riferimento una persona che non ha paura, penso sia una grande cosa. E penso che gli americani dovrebbero essere orgogliosi che questo possa essere un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento che tutti possano essere trattati con equità e tutti siano parte di una famiglia e che giudichiamo le persone sulla base del loro carattere e di quello che fanno e non per il loro orientamento sessuale. Sono molto orgoglioso di lui.
Nessuno è più offeso di me dalla legislazione anti-gay e anti-lesbiche che stiamo vedendo in Russia.
Non ho tolleranza alcuna per i Paesi che tentano di trattare le persone gay o lesbiche o transgender in modo intimidatorio o che li danneggi.
Se la Russia non avrà atleti gay o lesbiche, il suo team sarà più debole.
Non sono morti invano. Sono degli eroi. Martin Luther King ha dato speranza a milioni di persone. L'America è divenuta più libera e giusta, non solo per gli afro-americani ma anche per i latinos e i gay. Grazie a loro sono cambiati i legislatori, il Congresso, e alla fine anche la Casa Bianca è cambiata. E ora noi abbiamo il dovere di continuare il loro sogno.
Il nostro territorio non può essere raggiunto da eventuali attacchi siriani con gas mortali, dobbiamo però evitare in ogni modo che armi chimiche possano essere usate contro di noi.
Non sarà un nuovo Iraq e non ci sarà un lungo conflitto qualora decidessimo di entrare in azione. In Siria possiamo utilizzare un approccio che non ci faccia ripiombare in una lunga guerra, o una ripetizione dell'intervento in Iraq.
Vogliamo che il regime di Assad comprenda che usare armi chimiche su larga scala contro il proprio popolo, contro donne, bambini, non infrange solo le norme internazionali, e ogni standard di decenza, ma crea anche una situazione in cui gli interessi nazionali degli Stati Uniti vengono colpiti e questo deve cessare.
Per la complessità della sua vita e per l'adorazione che giustamente si è guadagnato, c'è il tentativo di ricordare Nelson Mandela come un'icona, sorridente e serena, distaccata dalle terribili vicende umane di uomini normali. Ma Madiba stesso ha fortemente contestato questo suo ritratto. Ha insistito per condividere con noi i dubbi e le paure, gli errori di calcolo e le vittorie.
Mandela ha mostrato il potere in azione, la forza di rischiare in nome dei nostri ideali.
Ha accettato le conseguenze delle sue azioni, sapendo che ribellarsi alle ingiustizie e ai poteri che le garantiscono, ha un suo prezzo.
Ci sono troppi leader che sostengono la solidarietà con la lotta di Madiba per la libertà, ma non tollerano il dissenso dal loro stesso popolo. E ci sono troppi di noi che stanno in disparte, con un compiacimento confortevole o cinico, quando invece le nostre voci dovrebbero essere ascoltate.
Citazioni di Barack Obama – 2014
Come è stato ben documentato io ho fumato marijuana quando ero giovane, la considero un'abitudine sbagliata ed un vizio, ma non molto diverso dalle sigarette che ho fumato anche da grande. Ma non penso che sia più pericoloso dell'alcol.
Oggi, nel 2014, è finita da tempo l'epoca in cui i confini potevano essere ridisegnati passando sulla testa dei leader democraticamente eletti. Dobbiamo sostenere il popolo ucraino man mano che si avvicina la data delle elezioni a maggio. È questo il percorso da seguire. Il segretario Kerry sta discutendo con tutti i nostri alleati, incluse anche l'Ucraina e la Russia, per percorrere questa strada, ma, se le violazioni del diritto internazionale continueranno, la determinazione degli Stati Uniti e della comunità internazioanle rimarrà salda.
Nel 2008 il mio slogan era "Yes we can." Nel 2013 invece era "control-alt-canc".
I separatisti non possono abbattere gli aerei senza armi sofisticate e addestramento che viene dalla Russia. Siamo pronti, se necessario, a rafforzare le sanzioni contro Mosca.
Penso che sia troppo presto per noi cercare di capire quali possano essere state le intenzioni di chi ha lanciato missili aria terra, ci sono delle indagini in corso e vedremo quale sarà l'esito... la verità sara sicuramente stabilita. Sappiamo però che i separatisti filroussi hanno sicuramente lanciato questo missile che ha colpito l'aereo ... bisogna che chi ha commesso questo terribile attacco venga assicurato alla giustizia.
L'intelligence ci dice che sono stati i filorussi a lanciare il missile che ha abbattuto il Boeing 777 della Malaysia Airlines.
È un paese grande e sofisticato, con molto talento.
L'ISIS non è musulmano. Nessuna religione perdona lo sterminio di innocenti, e la maggior parte delle vittime dell'Isis sono stati dei musulmani. (da un discorso ufficiale del 9 settembre 2014)
Gli Stati Uniti non vedono l'Europa come un campo di battaglia tra Est e Ovest. Chi la pensa così ha una mentalità che sarebbe dovuta sparire con la fine della Guerra Fredda.
Il popolo ucraino non ha la necessità di scegliere tra Est e Ovest. Al contrario, è importante, significativo che l'Ucraina abbia buone relazioni con gli Stati Uniti, con la Russia e con l'Europa. Come ho già detto, dall'inizio: il futuro dell'Ucraina deve poter essere deciso dal popolo dell'Ucraina.
È fondamentale che la Russia capisca che la comunità internazionale non si piega di fronte alla violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina. E c'è dell'altro: se la Russia continuerà su questa strada, le misure punitive, la pressione sull'economia russa e l'isolamento diplomatico dovranno e potranno soltanto aumentare.
La Nato resta l'alleanza più forte ed efficace nella storia dell'umanità. Noi non dovremmo mai abbandonare il valore della nostra difesa collettiva. E non è tutto: ci unisce anche qualcosa di più delle questioni della sicurezza, seppure importanti. Milioni di americani hanno le loro radici in Europa. Anch'io ne ho. Eh già: io sono nato alle Hawaii e ho trascorso la mia gioventù in Indonesia, ma tramite mia madre sono legato all'Europa, all'Irlanda e al Regno Unito.
Ai tempi della Guerra Fredda, l'Europa era la fonte di molte questioni di sicurezza che minacciavano il mondo. Oggi, la nostra alleanza è un pilastro della sicurezza mondiale. Per questo, il ruolo oggi maggiore degli Stati Uniti in Asia non va affatto interpretato come una tendenza ad affievolire il nostro impegno in Europa.
In tutti i miei colloqui con i leader europei, il mio messaggio è che la Russia deve capire che le sue azioni in Ucraina non possono restare senza conseguenze economiche e politiche. Noi non possiamo permettere che un Paese violi la sovranità e l'integrità territoriale di altre nazioni.
Citazioni di Barack Obama – 2015
Quarantadue anni fa la Corte Suprema degli Stati Uniti emise la sua sentenza nel caso "Roe contro Wade", una decisione che protegge la libertà di una donna di fare le proprie scelte sul suo corpo e sulla sua salute, e che riafferma un valore americano fondamentale, e cioè che il governo non dovrebbe intromettersi nella nostre più private e personali faccende familiari.
Gruppi come al Qaida e ISIS sfruttano la rabbia crescente tra la popolazione quando questa sente che ingiustizia e corruzione non lasciano possibilità di migliorare la propria vita.
Provano a dipingersi come leader religiosi, come guerrieri santi che difendono l'Islam. È per questo che l'ISIS presume di potersi dichiarare lo Stato islamico. Propagandano l'idea che l'America, e in generale l'Occidente, è in guerra con l'Islam. In questo modo riescono a reclutare. In questo modo riescono a rendere i giovani dei fondamentalisti. Non dobbiamo accettare la loro premessa perché è una bugia. E non dobbiamo neanche concedere a questi terroristi la legittimazione religiosa che cercano. Non sono leader religiosi. Sono terroristi. E non siamo in guerra con l'Islam. Siamo in guerra con chi ha corrotto l'Islam. (da un discorso fatto a un summit contro il terrorismo a Washington D.C. il 18 febbraio 2015)
L'istinto americano che spinse quei giovani uomini e donne ad assumersi le proprie responsabilità e attraversare questo ponte è lo stesso che portò i patrioti a ribellarsi contro la tirannia. È lo stesso istinto che attira immigrati dall'altra parte degli oceani e del Rio Grande; che condusse le donne a conquistare il diritto di voto e i lavoratori a organizzarsi contro uno status quo ingiusto; che ci portò a piantare una bandiera a Iwo Jima e sulla Luna. (dal discorso del 7 marzo 2015 a Selma per il 50° anniversario della Bloody Sunday)
Noi siamo gli schiavi che costruirono la Casa Bianca e l'economia del Sud. Noi siamo i braccianti e i cowboy che conquistarono l'Ovest, e la moltitudine di operai che realizzarono le ferrovie, innalzarono grattacieli e si riunirono in sindacati per tutelare i propri diritti. (dal discorso del 7 marzo 2015 a Selma per il 50° anniversario della Bloody Sunday)
L'ISIS è un'emanazione diretta di Al Qaida in Iraq che è stata generata dalla nostra invasione. È un esempio di conseguenza indesiderata, ed è per questo che dovremmo in generale prendere bene la mira prima di sparare.
Nessuno è mai stato più veloce di questo qui, nessuno, di tutti i miliardi di persone.
La Guerra fredda è finita da molto tempo e francamente non ho voglia di combattere una battaglia cominciata molto prima della mia nascita.
Purtroppo non ho antenati italiani ma mi considero un italiano onorario perché amo tutto dell'Italia.
Qualche settimana fa Dick Cheney ha detto che pensa che io sia il peggior presidente di tutta la sua vita. Interessante, perché io penso che Dick Cheney sia il peggior presidente di tutta la mia vita.
è un bello show, ma devo dare alla ABC un avvertimento: essere "quasi nero" ti rende popolare, ma solo per un po' di tempo. Credetemi, c'è una data di scadenza per queste cose.
Ted Cruz ha detto che negare l'esistenza del mutamento climatico l'ha reso come Galileo. Non è un paragone molto appropriato. Galileo credeva che la Terra girasse intorno al Sole. Ted Cruz crede che la Terra giri attorno a Ted Cruz. E vorrei far notare che quando uno che ha la faccia su un poster che recita "Hope" ti dice che sei egocentrico, sai di avere un problema.
Abbiamo avuto l'opportunità di discutere della situazione in Ucraina e dell'atteggiamento sempre più aggressivo della Russia. Sosteniamo che la Nato sia il pilastro non soltanto della sicurezza transatlantica, ma sotto molti aspetti, di quella globale.
Bisogna contrastare con fermezza l'aggressione all'Ucraina.
Quello che è importante della Gran Bretagna è l'influenza positiva della sua leadership nell'Ue e nel mondo.
Devo ammettere che quando Angela Merkel mi ha parlato per la prima volta del G7 in Baviera, ho sperato che fosse in ottobre, perché coincidesse con l'Oktoberfest.
La mia città, Chicago, non sarebbe la stessa senza il contributo di tanti migranti tedeschi, inclusi molti bavaresi.
La cosa più frustrante per me è che gli Stati Uniti continuano a essere l'unico Paese avanzato che non ha leggi di buon senso per il controllo delle armi.
Gli Stati Uniti rafforzeranno la propria collaborazione con il Kenya nella lotta ai jihadisti di al Shabaab, perché, seppure "indeboliti, continuano a fare danni. Abbiamo sistematicamente ridotto il territorio controllato dagli Shabaab in Somalia, abbiamo indebolito le reti che operano in Africa orientale, ma il problema non è risolto, perché continuano a fare danni. [...] È importante continuare il lavoro per sradicare la capacità degli Shabaab di operare in Somalia. Dobbiamo continuare a fare pressioni, rafforzando al contempo il governo somalo, che è credibile e che sta collaborando con la comunità internazionale su diverse questioni. E dobbiamo anche rafforzare la collaborazione sul fronte dell'intelligence per scongiurare nuovi attacchi.
Per quanto riguarda i diritti dei gay, l'ho ripetuto in tutta l'Africa, credo che le persone non debbano essere discriminate dalle legge sulla base del loro orientamento sessuale.
Penso di essere un buon presidente, e credo che se mi ricandidassi vincerei. Però non posso. La legge lo vieta e nessuno è al di sopra della legge, neppure il presidente.
Cerchiamo di non usare mezzi termini, la scelta è tra la diplomazia o qualche forma di guerra. [...] rifiuto del Congresso dell'accordo lascia una sola opzione: un'altra guerra in Medio Oriente. [...] Coloro che dicono che possiamo mollare l'accordo e continuare le sanzioni vendono solo una fantasia.
C'è qualcuno che ci dice che dovremmo sostenere dei tiranni come Assad, perché l'alternativa è molto peggio. Bashar al-Assad ha brutalizzato il suo popolo: una soluzione in Siria deve essere la transizione a un nuovo leader.
Citazioni di Barack Obama – 2016
Per distruggere lo Stato islamico stiamo conducendo i raid aerei più precisi della storia militare.
Dobbiamo fare di più per sradicare questi network del terrore, in particolare con l'intelligence [...] Ma dobbiamo anche ricordarci che, mentre l'Isis non è in grado di sconfiggere gli Stati Uniti o l'Europa, potremmo sconfiggerci da soli, dando spazio al panico e facendo così vincere l'ideologia dei terroristi.
Nonostante il declino dell'Is, in Siria e in Iraq ha ancora la capacità di ispirare attacchi, anche negli Stati Uniti. Ma noi continueremo a combatterli senza sosta, in modo implacabile, e su tutti i fronti.
...a volte sono confuse e controverse e fanno arrabbiare la gente. Ma preferisco che ci siano giovani impegnati e che pensano a come possono essere parte del processo democratico, invece che persone che semplicemente se ne stanno sedute in disparte indifferenti.
Dobbiamo resistere alla tentazione del tribalismo e dell'autoreferenzialità, proprio quando l'odio brucia più forte.
I nostri astronauti non hanno avuto molto tempo per decidere cosa fare, per fortuna avevano Margaret Hamilton.
L'ISIS è Joker. Ha la capacità di infiammare l'intera regione. Questo è il motivo per cui dobbiamo combatterlo.
Tutto quello di cui ho bisogno in Medio Oriente sono pochi autocrati svegli. [...] Se tutti fossero come gli scandinavi, sarebbe tutto più facile.
La verità è che in tutti i nostri incontri Putin è stato meticolosamente gentile, molto schietto. I nostri incontri sono molto professionali. Non mi ha mai fatto aspettare due ore come fa con un mucchio di altre persone. È sempre interessato a essere visto come un nostro pari e come uno che collabora con noi, perché non è stupido. Sa che l'influenza della Russia nel mondo è diminuita significativamente. E il fatto che abbia invaso la Crimea o che stia cercando di sostenere Assad non lo rende improvvisamente un attore così significativo. [...] Non c'è una sola riunione del G20 dove i russi abbiano stabilito l'agenda delle questioni importanti.
Quando sento la gente dire cose di questo genere – forse si dovrebbe far entrare solo i cristiani ma non i musulmani – quando ascolto leader politici suggerire che dovrebbe esserci un "test di ammissione" per le persone che sono scappate da un paese in guerra, penso che tutto ciò non sia americano. Non è quello che siamo. Non facciamo test religiosi prima di dare la nostra compassione.
L'ISIS non è una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti. Il cambiamento climatico, invece, è una potenziale minaccia esistenziale per il mondo intero, se non facciamo qualcosa.
Citazioni di Barack Obama – 2017
[...] siamo soltanto inquilini temporanei di questo studio. Questo fa di noi dei guardiani di quelle istituzioni e tradizioni democratiche – tipo lo stato di diritto, la separazione dei poteri, l'uguaglianza dei diritti e le libertà civili – per le quali hanno combattuto e sono morti i nostri predecessori. Indipendentemente dalle questioni della politica quotidiana, spetta a noi lasciare questi strumenti della nostra democrazia forti almeno quanto li abbiamo trovati.
Dobbiamo avere cura di questo giardino della democrazia perché le cose possono precipitare velocemente. Come è successo in Germania negli anni '30, dove nonostante la democrazia della Repubblica di Weimar e secoli di progresso culturale e scientifico Adolph Hitler è arrivato a dominare.
La libertà di stampa è vitale per una democrazia.
Citazioni di Barack Obama – 2018
Qualcuno diceva che le divisioni politiche basate sul colore della pelle sono completamente artificiali. E che quando sarebbero scomparse, sarebbe scomparso anche il dominio di un’etnia sull’altra. Era Nelson Mandela. Lo diceva nel 1964, quando io avevo tre anni. Quello che era vero allora, è vero anche oggi. Le verità fondamentali non cambiano. È una verità che può essere abbracciata dagli inglesi, dagli indiani, dai messicani, dai Bantu, dai Luo, dagli americani. È una verità che sta alla base di tutte le grandi religioni del mondo: che dovremmo trattare gli altri come vorremmo che gli altri trattassero noi, che dovremmo vedere noi stessi nel prossimo, che dovremmo riconoscere che abbiamo speranze e sogni comuni. È una verità incompatibile con ogni forma di discriminazione per ragioni di etnia, di religione, di genere o di orientamento sessuale. Ed è una verità che, una volta abbracciata, fornisce vantaggi concreti a tutti: perché permette alla società di godere a pieno dei talenti e delle energie e delle capacità di tutte le persone. Se avete ancora dei dubbi, chiedete alla nazionale francese di calcio che ha appena vinto i Mondiali. Non tutti quei ragazzi somigliano ai galli. Ma sono francesi. Sono francesi.
Altri, durante questa settimana e anche ora, hanno parlato del suo tormento profondo e del suo profondo coraggio nelle celle di Hanoi, quando giorno dopo giorno, anno dopo anno, quel ferro giovanile veniva temprato fino a diventare acciaio. E questo riporta alla mente una cosa che ha scritto Hemingway, un libro a cui ha fatto riferimento sua figlia Meghan, il suo libro preferito (Per chi suona la campana). «Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma quello che accadrà in tutti gli altri giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi».
John capì, come aveva capito JFK, come aveva capito anche Ronald Reagan, che una delle cose che rendono grande il nostro Paese è che la nostra unione non si basa sui legami di stirpe, sul nostro aspetto, sui nostri cognomi, sul luogo di provenienza dei nostri genitori o dei nostri nonni, né da quanto tempo siano arrivati, ma sull’adesione al credo comune che siamo tutti stati creati uguali. Dotati dal nostro creatore di diritti inalienabili.
Citazioni di Barack Obama – 2020
Alla fine la pandemia ha sollevato del tutto il sipario su ciò che molte delle persone al comando stanno facendo. Molti di loro non stanno neanche facendo finta di essere al comando.
Quando sono entrato alla Casa Bianca nel 2008 la situazione era difficile. C'era la depressione, una forte crisi finanziaria, che i dieci anni precedenti non avevano aiutato, mancavano risorse e compassione da parte delle istituzioni. Non amavo ciò che aveva fatto il mio predecessore, ma di una cosa potevo star sicuro, che lui aveva riguardo per le leggi di questo paese. L'America aveva ideali e valori, ci importava di paesi oppressi, della democrazia, della dignità delle persone. Si parlava di aiuti per paesi sottosviluppati, di diritti umani, oltre ad una economia che dovevamo rimettere in sesto. C'era ancora il senso dell'ideale americano. In questi ultimi anni la White House ha sradicato le fondamenta di chi siamo. Improvvisamente la scienza non ha più importanza, si parla di un virus mortale come di fake news. Si vede il dipartimento di giustizia come un prolungamento del potere del presidente. Prevale la divisione, per cui alcune persone in America vengono considerano meno americane di altre. Questo non lo avevamo mai visto prima.
Speravo che Trump potesse mostrare qualche interesse nel prendere sul serio la carica, che potesse arrivare a sentire il peso dell'ufficio e scoprire qualche riverenza per la democrazia affidata alle sue cure ma non lo ha mai fatto. [...] Le conseguenze di questo fallimento sono gravi: 170 mila americani morti, milioni di posti di lavoro persi, i nostri peggiori istinti liberati, la nostra orgogliosa reputazione nel mondo ridotta e le nostre istituzioni democratiche minacciate.
Donald Trump non ha mostrato alcun interesse nel mettersi al lavoro, nel trovare un terreno comune, nell'usare l'eccezionale potere del suo ufficio per aiutare qualcuno tranne se stesso e i suoi amici. Nessun interesse nel trattare la presidenza come tutto fuorché un altro reality show che può usare per ottenere l'attenzione che desidera.
Questa amministrazione ha dimostrato che distruggerà la nostra democrazia se è quello che serve per vincere.
Joe e Kamala proteggeranno il vostro Obamacare, state tranquilli. I repubblicani dicono da anni che lo sostituiranno con un nuovo programma sanitario, ma non ne hanno mai presentato uno. Ora dicono di volerlo fare, nelle ultime due settimane prima del voto ma per dieci anni non lo hanno saputo fare. La verità è che non hanno nessun piano per sostituire il mio.
Io vi dico una cosa, Joe Biden non chiamerà mai le donne e gli uomini delle nostre forze armate sfigati e perdenti.
Potete immaginare cosa sarebbe accaduto se avessi avuto io un conto segreto in Cina mentre correvo per la Casa Bianca? Lui ha pagato più tasse ad un Paese straniero che negli Usa, io stesso ho pagato più tasse di lui quando avevo 15 anni e distribuivo gelati.
La democrazia non può funzionare con un presidente che mente tutti i giorni. Non è un comportamento normale per un presidente, non potremmo tollerarlo dal preside di un liceo, non potremmo tollerarlo dall'allenatore di una squadra sportiva, non potremmo tollerarlo da un collega. Non potremmo tollerarlo nella nostra famiglia, eccetto forse per qualche zio pazzo. Non lasciamo che questa elezione ci lasci rimpianti perché, voi tutti lo sapete, il presidente l'ha già detto diverse volte: 'se il risultato sarà incerto, mi inventerò qualcosa'. Attenzione, lui è già pronto a farlo, per questo non dobbiamo lasciare nessun dubbio, non dobbiamo essere compiacenti. Non mi interessano i sondaggi. Andate a votare e convincete gli altri a farlo.
Questo è qualcosa che fa un dittatore da quattro soldi, se credi nella democrazia vuoi che ogni voto sia contato.
È molto difficile per la nostra democrazia funzionare se operiamo su una serie di fatti completamente diversi, dove tutti lottano uno contro l'altro.
Quando il tempo tuo tempo è scaduto, bisogna lasciare l'ufficio. Il compito di un Presidente è di mettere il Paese al primo posto e pensare al di là del suo ego, del suo interesse e delle sue delusioni. Il mio consiglio al presidente Trump è che se vuole essere ricordato come qualcuno che ha messo il Paese al primo posto, è ora si faccia da parte.
Non ho intenzione di lavorare all'improvviso nello staff della Casa Bianca o qualcosa del genere... Michelle mi lascerebbe.
Citazioni di Barack Obama – 2021
La storia ricorderà a ragione la violenza di oggi al Campidoglio, incitata da un presidente in carica che ha continuato a mentire senza fondamento sul risultato di un'elezione legittima, come un momento di grande disonore e vergogna per la nostra nazione. Ma ci staremmo prendendo in giro se la considerassimo una totale sorpresa. [...] Per due mesi un partito politico e il sistema mediatico che lo accompagnava non ha spesso voluto dire ai suoi seguaci la verità - che questa non era un'elezione particolarmente sul filo di lana e che ci sarà l'inaugurazione di Joe Biden il 20 gennaio. [...] Questa narrazione di fantasia si è allontanata sempre più dalla realtà ed è costruita sulla semina di anni di risentimento. Ora ne stiamo vedendo le conseguenze, avvolte in un violento crescendo. (Sull'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021)
Citazioni di Barack Obama – 2024
Ora, a parte qualche comune sangue irlandese, Joe e io proveniamo da contesti diversi. Ma siamo diventati fratelli. E mentre lavoravamo insieme per otto anni a volte piuttosto difficili, ciò che ho imparato ad ammirare di più di Joe non era solo la sua intelligenza, la sua esperienza, ma la sua empatia e la sua resilienza acquisita con fatica, la sua incrollabile convinzione che tutti in questo paese meritano una giusta opportunità.
In un momento in cui milioni di nostri concittadini erano malati e morenti, avevamo bisogno di un leader con il carattere per mettere da parte la politica e fare ciò che era giusto. In un momento in cui la nostra economia era in crisi, avevamo bisogno di un leader con la determinazione di guidare quella che sarebbe diventata la ripresa più forte del mondo - 15 milioni di posti di lavoro, salari più alti, costi sanitari più bassi. E in un momento in cui l'altro partito si era trasformato in un culto della personalità, avevamo bisogno di un leader che fosse stabile, che unisse le persone, e che fosse abbastanza altruista da fare la cosa più rara in politica: mettere da parte le proprie ambizioni per il bene del paese.
La storia ricorderà Joe Biden come un presidente straordinario che ha difeso la democrazia in un momento di grande pericolo. Sono orgoglioso di chiamarlo mio presidente, ma sono ancora più orgoglioso di chiamarlo mio amico.
Ecco un miliardario di 78 anni che non ha smesso di lamentarsi dei suoi problemi da quando è sceso dalla sua scala mobile dorata nove anni fa. È stato un flusso costante di lamentele e rancori che in realtà sta peggiorando ora che ha paura di perdere contro Kamala. Ci sono i soprannomi infantili, le teorie cospirazioniste folli, questa strana ossessione per le dimensioni della folla. Continua all'infinito. L'altro giorno, ho sentito qualcuno paragonare Trump al vicino che continua a far funzionare il suo soffiatore di foglie fuori dalla tua finestra ogni minuto di ogni giorno.
Da un vicino sarebbe estenuante. Da un presidente è semplicemente pericoloso.
La verità è che Donald Trump vede il potere come nient'altro che un mezzo per i suoi fini. Vuole che la classe media paghi il prezzo per un altro enorme taglio fiscale che aiuterebbe principalmente lui e i suoi amici ricchi. Ha ucciso un accordo bipartisan sull'immigrazione scritto da alcuni dei repubblicani più conservatori del Congresso che avrebbe contribuito a garantire il nostro confine meridionale perché pensava che cercare di risolvere il problema avrebbe danneggiato la sua campagna.
Non abbiamo bisogno di altri quattro anni di arroganza e caos. Abbiamo visto quel film - e sappiamo tutti che il sequel è di solito peggiore.
L'America è pronta per un nuovo capitolo. L'America è pronta per una storia migliore.
Siamo pronti per una presidente Kamala Harris.
E Kamala Harris è pronta per il lavoro.
Citazioni di Barack Obama – 2025
Ovviamente non conoscevo Charlie Kirk, ero a conoscenza di alcune delle sue idee. Penso che fossero sbagliate. Ma ciò non nega il fatto che quanto accaduto sia stato una tragedia e che ho pianto per lui e la sua famiglia. È un giovane uomo con due bambini piccoli, una moglie e un gran numero di sostenitori che tenevano a lui. Quando sento, non solo il nostro attuale Presidente, ma i suoi collaboratori, che hanno l'abitudine di definire gli avversari politici "parassiti", nemici che devono essere presi di mira, questo riflette un problema più ampio che abbiamo attualmene, e qualcosa che dovremo affrontare tutti noi, che siamo democratici, repubblicani, indipendenti. Dobbiamo riconoscere da entrambe le parti, ci sono persone che sono estremiste e che dicono cose contrarie a quelli che ritengono essere i valori fondamentali dell'America. Ma devo dire che quelle opinioni estreme non erano nella mia Casa Bianca.
Citazioni di Barack Obama – 2026
L'uccisione di Alex Pretti è una tragedia straziante. Dovrebbe anche essere un campanello d'allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di appartenenza, poiché molti dei nostri valori fondamentali come nazione sono sempre più sotto attacco.
Le forze federali e gli agenti dell'immigrazione hanno un lavoro difficile. Ma gli americani si aspettano che svolgano i loro compiti in modo legale e responsabile e che collaborino con le autorità statali e locali, anziché agire contro di esse, per garantire la sicurezza pubblica. Non è ciò che stiamo vedendo in Minnesota. Anzi, vediamo l'esatto contrario.
Da settimane persone in tutto il Paese sono giustamente indignate per lo spettacolo di reclute mascherate dell'Ice e altri agenti federali che agiscono impunemente, adottando tattiche che sembrano progettate per intimidire, molestare, provocare e mettere in pericolo i residenti di una grande città americana. Queste tattiche senza precedenti - che persino l'ex massimo legale del Dipartimento per la Sicurezza Interna nella prima amministrazione Trump ha definito imbarazzanti, illegali e crudeli - hanno ora portato alla morte di due cittadini statunitensi.
Una terra promessa – Citazioni
Mentre scrivo queste parole, il Paese si dibatte nella morsa di una pandemia globale e della crisi economica che ne è derivata, con più di 178.000 americani morti, aziende costrette al fallimento e milioni di persone rimaste senza lavoro. In tutta la nazione, individui di ogni ceto sociale si sono riversati nelle strade per protestare in seguito all'uccisione da parte della polizia di uomini e donne di colore disarmati. E, cosa forse ancora più preoccupante, la nostra democrazia sembra sull'orlo della crisi, una crisi che affonda le sue radici nel conflitto fondamentale tra due visioni opposte di ciò che l'America è e di ciò che dovrebbe essere; una crisi che ha lasciato il corpo politico lacerato, arrabbiato e diffidente, e che ha permesso una continua violazione delle norme istituzionali, delle garanzie procedurali e del rispetto di quelle nozioni fondamentali che repubblicani e democratici davano un tempo per scontate. (p. 13)
Sono infatti dell'idea che la pandemia che stiamo vivendo sia al tempo stesso una conseguenza e una momentanea interruzione della marcia incessante verso un mondo interconnesso, un mondo in cui popoli e culture non potranno fare a meno di entrare in collisione. In un mondo simile - un mondo di reti di approvvigionamento globali, trasferimenti istantanei di capitali, social media, organizzazioni terroristiche transnazionali, cambiamenti climatici, migrazioni di massa e complessità crescenti - o impareremo a convivere, a cooperare e a riconoscere la dignità degli altri o soccomberemo. Ed è per questo che il mondo guarda all'America - l'unica grande potenza nella storia composta da persone di ogni razza, fede, cultura provenienti da ogni angolo del pianeta - per capire se il nostro esperimento di democrazia può funzionare. Per capire se riusciamo a fare quello che nessun'altra nazione ha mai fatto. Per capire se davvero possiamo vivere all'altezza del nostro credo e di ciò che significa. (p. 14)
So che talvolta, ai tempi delle superiori, iniziavo a fare domande: sull'assenza di mio padre e sulle scelte di mia madre; su come mai mi fossi ritrovato a vivere in un posto dove solo in pochi avevano il mio aspetto. Un sacco di domande avevano a che vedere con la razza: perché i neri giocavano nel basket professionistico ma non allenavano? Che cosa intendeva quella compagna di scuola quando diceva di non considerarmi un nero? Perché nei film i neri erano tutti degli squilibrati sempre pronti a brandire il coltello a serramanico, a eccezione dell'unico rispettabile - il comprimario, guarda caso - che però finiva immancabilmente per farsi ammazzare? (p. 25)
A distanza di quasi tre anni dall'invasione guidata dagli Stati Uniti, l'amministrazione non poteva più negare il disastro in cui era sfociata la guerra. Smantellando l'esercito iracheno e consentendo alla maggioranza sciita di rimuovere con metodi aggressivi un gran numero di sunniti dagli incarichi di governo, le autorità statunitensi avevano creato una situazione caotica e sempre più pericolosa, un sanguinoso conflitto fra fazioni caratterizzato da un crescendo di assalti suicidi, ordigni esplosivi piazzati sul ciglio delle strade e autobombe che scoppiavano nei mercati affollati. (p. 85)
Ho paura che il destino possa servire a incoraggiare la rassegnazione nei disperati e l'autocompiacimento tra i potenti. Sospetto che il progetto di Dio, qualunque esso sia, operi su una scala troppo ampia per considerare le nostre tribolazioni mortali; e che il massimo che possiamo fare è tentare di allinearci con ciò che sentiamo giusto e dare un significato alla nostra confusione, giocando con grazia e coraggio le carte che ci sono toccate. (p. 87)
Dicono di Barack Obama
A Bush tiravano le scarpe, a Obama i libri: mi pare che facciamo progressi.
Alcuni pensano che fosse cauto fino alla timidezza. Non sono affatto d’accordo. L’incremento delle armi di distruzione di massa rende possibile lo scoppio di una terza guerra mondiale. Viviamo in un mondo estremamente precario che richiede equilibrio e attenzione. Lo ha dimostrato nell’incredibile impresa di catturare Osama bin Laden. È necessario un leader cauto, di buoni principi, ed efficace per autorizzare un’operazione del genere come segnale al mondo che non si commette questo tipo di atrocità senza aspettarsi ripercussioni. È servito coraggio. Le persone obiettarono che fu omicidio extragiudiziale. Lo trovo davvero ridicolo. È stato un crimine globale e Obama ha preso provvedimenti. Allo stesso tempo, tuttavia, l’ecumenismo, possiamo dire, di Obama, il suo senso di dedizione per l’uguaglianza delle culture, a volte lo ha condotto sulla strada sbagliata. Ad esempio, credo che la sua affermazione al Cairo sia stata un disastro in termini di liberazione dell’umanità – quando ha parlato del suo, non proprio assenso, ma sostegno al diritto di qualsiasi cultura di costringere le donne ad indossare il velo. Questo genere di discorso ha reso quello di umanità un concetto relativo. Per me, c’è un’unica umanità o non c’è affatto. Nessuna cultura ha il diritto di umiliare la femminilità.
Barack Obama, premio Nobel per la Pace, ha dichiarato di "non escludere un attacco militare all'Iran". Il presidente israeliano Shimon Peres, premio Nobel per la Pace, ha affermato: "L'attacco all'Iran è sempre più vicino". Perché non diamo anche un bel premio Nobel per la Pace, alla memoria, al vecchio Adolf Hitler?
Berlusconi e Sarkozy si muovono sulla stessa rotta, individualismo e liberismo sfrenati. Non mi riconosco in quei governi. Il mio presidente è Obama. Ho tifato per lui alle primarie, ho brindato alla sua vittoria.
Credo che quel che è successo sia molto importante e poteva accadere solo in America. Inoltre non sarebbe potuto accadere senza Internet perché è stato il web a fornire la capillarità necessaria. YouTube da solo ha giocato un enorme ruolo. Piace dire che Kennedy fu eletto grazie alla televisione. Se è così, allora Obama è stato eletto grazie a YouTube.
D'istinto vedo molte analogie fra Obama e Berlusconi. Rompono entrambi gli schemi precostituiti: non sono per nulla ideologici, fondano le loro leadership su un carisma comunicativo personale unico.
È stato un eccellente stratega della propria campagna elettorale. Ha battuto Hillary Clinton, una professionista della politica. Barack Obama sarà ricordato per avere ridestato la passione politica in America.
Ho detto al Presidente che Obama ha tutto per poter andare d'accordo con lui: perché è giovane, è bello e anche abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione.
Insegnavo alla Columbia quando Obama era studente. Da giovane, da "più giovane", era un lavativo. […] Dai miei corsi, che erano corsi temuti, ha girato alla larga, non l'ho mai visto. Sul fronte di questo candidato siamo nel buio perché il nuovo, il giovane ed il fresco sono contenitori vuoti, non vogliono dire nulla.
In più il presidente americano mi ha... eeeh... Lo devo leggere? Mi ha offerto di essere il suo collaboratore più vicino. Questo per me vuol dire essere un grande onore, perché io e Obama siamo diventati amici per la pelle: lui sente me e io sento lui, nel senso che c'è un connubio molto molto forte.
L'ho incontrato alla Casa Bianca. È incredibile che un afro-americano sia arrivato in quella posizione, specie dopo le sofferenze che abbiamo subito, dopo quello che succedeva in America solo 40 anni fa. Volevo incontrarlo a tutti i costi, è stato emozionante.
La sua visione di umanità, di dignità, di dialogo. Il suo insegnamento è utile per le nostre battaglie, quelle per una giustizia sociale, per l'uguaglianza, per una genuina democrazia che includa l'istruzione per tutti, la parità tra uomini e donne, i diritti umani.
Mi scuso con il presidente Obama e gli altri presenti. Ho detto al presidente Obama che mi emoziono molto a parlare della rivoluzione. Mi scuso con lui perché il presidente Obama non ha responsabilità per questo. Io credo che il presidente Obama sia un uomo onesto.
Nella nostra era balcanizzata, Obama è un colosso della cultura pop.
Obama crede nella libertà e nello stato di diritto. Putin nel denaro, negli affari e nel potere.
Obama è un capo di governo chiamato a fare i conti con una società pluralista. Questo è un dato da tener presente se si vogliono davvero capire le sue parole.
Obama si preoccupa troppo di piacere, è la sua ossessione. Ma il nuovo presidente deve capire che un conto è fare pubbliche relazioni, un altro credere di potere veramente seguire una politica bipartisan, perché in questo caso sta perdendo tempo.
Obama è un grande fautore della pace eccetera, e anche dei droni. Lui pensa che la maniera di curare qualcuno di al Qaida è di mandargli un missile da un drone, mentre Gino Strada con me ha detto in televisione che avrebbe curato gli SS, se era in tempo di guerra, perché Emergency non fa differenze. Quindi tu curi le SS, lui esce e uccide altre trenta persone.
Obama ha fatto una scelta coraggiosa. In Italia siamo talmente indietro che credo sarà premiato chi sarà capace di aprire questa partita dei diritti in modo concreto. A parole, ad esempio, c'è una grandissima intesa sul tema delle unioni civili, però nessuno ha il coraggio di trasformare questi progetti in qualcosa di concreto. Tutto ciò che riguarda la sfera dei diritti delle persone, da noi, non arriva mai ad una conclusione pratica. Per questo dovremmo prendere esempio da Obama. In un momento in cui puoi garantire poco alle persone sui temi sociali, del welfare e dell'assistenza, perché c'è la crisi, ci sono dei diritti immateriali che garantiscono alle persone più felicità, che non costano niente, ma che cambiano la vita delle persone.
Obama ha potuto conquistare la Casa Bianca capitalizzando la figura di King, le cui conquiste storiche non si cancellano. Ma al tempo stesso ha spaventato una parte dei bianchi. C'è un pezzo d'America che si è sentito insicuro di fronte allo spettacolo di un nero troppo bravo, troppo competente.
Per come mi ha influenzato personalmente quando detenevo la green card ed ero un residente permanente di questo paese, posso dire grazie al cielo per la Obamacare nei tempi duri per la mia famiglia. Quindi capisco il suo valore, il suo significato per la gente normale. E mi rivolgo a chiunque cominci a smantellarla: per me equivale ad un crimine contro l’umanità. Per quanto riguarda la politica estera, ovviamente Obama è stato risoluto se necessario.
Per i neri di tutto il mondo la sua elezione è un'apertura per il futuro. Un meticcio alla guida della più potente nazione del mondo fa cambiare colore, metaforicamente, alla questione razziale.
Quest'uomo offre cambiamento e speranza. Le due cose in cui avevamo smesso di credere. Per la prima volta dopo otto anni mi sento di nuovo orgogliosa di essere americana.
Sono d'accordo con la sua linea politica ma la sua impostazione riguardo l'istruzione è davvero deludente. La logica scelta è quella di puntare sulle materie scientifiche, con la convinzione che queste possano garantire un posto di lavoro, a scapito dell'insegnamento delle materie umanistiche. Credo che sia uno sbaglio poiché la grande scienza e la grande letteratura vanno di pari passo e sono sorpresa che Obama non lo capisca.
Sul piano della lotta al terrorismo internazionale, dovremo vedere Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. L'America è la democrazia di riferimento per quanti vogliano affermare i valori della libertà, minacciati dal fondamentalismo, dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta.
Ha fatto un appello serio per il disarmo nucleare, che noi applaudiamo. Ha anche detto che l'America da sola non può risolvere i problemi che dobbiamo affrontare e che il mondo intero dovrebbe unirsi insieme per riuscirci. Ha detto che dobbiamo fare di più di quanto stiamo facendo ora, cioè fare di più che non soltanto semplici discorsi. Siamo d'accordo con questo e lo applaudiamo. Ha detto che dobbiamo venire alle Nazioni Unite per poter parlare uno contro l'altro. É vero che quando veniamo qui, dovremmo comunicare con gli altri in condizioni di parità. Ed egli disse che la democrazia non dovrebbe essere imposta dall'esterno. Fino a poco tempo, i presidenti americani hanno detto che la democrazia deve essere imposta in Iraq e in altri paesi. Ha detto che si trattava di un affare interno. Ha detto il vero quando ha detto che la democrazia non può essere imposta dall'esterno.
Questo è un evento storico. Ora, in un paese dove un tempo i neri non potevano mescolarsi con i bianchi, in bar o ristoranti, o sedersi accanto a loro su un autobus, il popolo americano ha eletto come loro presidente un giovane nero, Obama, di origini del Kenya. Questa è una cosa meravigliosa, e ne siamo orgogliosi. Ciò segna l'inizio di un cambiamento. Tuttavia, per quanto mi riguarda, Obama è un sollievo temporaneo per i prossimi quattro o otto anni. Ho paura che dopo torneremo al punto di partenza. Nessuno può garantire come l'America verrà governata dopo Obama.
Saremmo contenti se Obama potesse rimanere Presidente degli Stati Uniti d'America per sempre. L'affermazione che ha appena fatto dimostra come egli è completamente diverso da qualsiasi presidente americano che abbiamo visto.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026