Ritratto di Camille Flammarion
Eugène Pirou · Public domain

Frasi

Frasi di Camille Flammarion

12 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Camille Flammarion raccolte in un'unica pagina: 12 frasi, divise per libro e argomento.

Camille Flammarion (astronomo, editore e divulgatore scientifico francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Camille Flammarion

Astro supremo del sogno e del mistero, fiaccola destinata a illuminar le notti terrestri, ebbe sempre il fascino di attrarre gli sguardi e i pensieri. Sembra che regnando sull'impero del silenzio, della pace, sia più misterioso, più solitario d'ogni altro: la sua luce bianca e gelida torna sempre a rinnovare la prima impressione: resta nel pensiero come rappresentante la notte stessa. Sin dalle più remote età, gli antichi avevan chiamata sovrana delle notti Diana dalla mezzaluna d'argento, Febea dalle bionde chiome.
Da Le meraviglie celesti; citato in Domenico Ciampoli, Dizionari di citazioni italiane e tradotte: citazioni francesi, § 4277, Carabba, Lanciano, 1912, p. 390.
Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto. (da Le stelle e le curiosità del cielo, Sonzogno, 1904, p. 95)
Gli scienziati sono forse le persone più facilmente ingannabili, perché le osservazioni scientifiche sono sempre oneste, perché con la natura – si tratti di un astro o di una molecola – non c'è da stare in guardia, e perché gli scienziati sono abituati a constatare semplicemente i fatti che si presentano.
Citato in Massimo Polidoro, Quando lo scienziato si fa ingannare, massimopolidoro.com, 21 maggio 2010.
Lo spettacolo dell'universo esterno è, infatti, la grande unità colla quale dobbiamo metterci in rapporto per conoscere il vero posto da noi occupato nella natura; e senza questa specie di studio comparativo, viviamo alla superficie di un mondo sconosciuto, ignorando dove siamo né chi siamo, relativamente al complesso delle cose create. Sì, l'astronomia dev'essere ormai la bussola della filosofia; essa deve camminare dinanzi a sé come un fanale illuminatore, rischiarando le vie del mondo. Troppo a lungo l'uomo è rimasto isolato nella sua valle, ignaro del passato, dell'avvenire, del proprio destino; troppo a lungo fu addormentato in una vaga illusione sul suo stato reale, in un giudizio falso ed insensato sul creato immenso. Si risvegli oggi dal suo torpore secolare, contempli l'opera di Dio e ne riconosca lo splendore, dia orecchio all'insegnamento della natura, e scompaia il suo isolamento per lasciargli vedere nella estensione dei cieli le umanità vaganti e succedentesi nei lontani !
Dall'introduzione a La pluralità dei mondi abitati, traduzione di C. Pizzigoni, Simonetti, Milano, s.d., pp. 10-11.
O notte, quanto è sublime il tuo linguaggio per me! Quali anime non sentono l'eloquenza di una notte stellata? Quali non si son fermate talora al cospetto de' mondi radianti librati sul nostro capo e non han cercato la parola del grande enigma della creazione? Le ore solitarie della notte son veramente le più belle, quando abbian la facoltà di metterci in intima comunicazione con la vasta e sacra natura. Invece di gettar veli, come dicono, sull'universo, esse dissipan quelli che il sole spande nell'atmosfera. L'astro del giorno ci asconde gli splendori del firmamento; invece durante la notte ci si aprono i panorami del cielo.
Da Le meraviglie celesti; citato in Domenico Ciampoli, § 5046, p. 468.
Osiamo sperare che verrà il giorno in cui mezzi sconosciuti alla nostra scienza attuale ci daranno testimonianze dirette circa l'esistenza di abitanti di altri mondi. (La Planète Mars et ses conditions d'habitabilité, Paris: Gauthier-Vallars et Fils, 1892)

Frasi da «L'astronomia popolare»

Coloro che si appoggiano sulla differenza che esiste fra la Luna e la Terra per negare la possibilità di qualunque specie di vita lunare, fanno, non un ragionamento da filosofo, ma (mi perdonino l'espressione) un raziocinio da pesce... Qualunque pesce avvocato è naturalmente convinto che l'acqua è l'elemento esclusivo della vita, e che fuori dell'acqua non vi sono viventi. D'altra parte, un abitante della Luna si annojerebbe di certo scendendo nella nostra atmosfera così pesante e così densa (ciascuno di noi sopporta un peso d'aria di 15 000 chilogrammi). Affermare che la Luna è un astro morto perché non somiglia alla terra, è proprio di una mente ristretta, presumente di tutto conoscere e convinta che la scienza abbia detto la sua ultima parola. (Libro II. La Luna, p. 196)

Per la scienza dell'anima – Citazioni

Lo scopo della scienza non è la credenza, ma l'investigazione. (p. 18)
L'uomo è un atomo pensante in seno dell'infinito e dell'eternità, vivente sulla Terra tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. (p. 28)
Che diviene l'anima dopo la vita terrestre? Esiste essa intrinsecamente? Ovvero essa è, come pretendono i materialisti, una funzione del cervello che nasce e cresce con esso e si estingue all'ultimo respiro? (p. 41)
Che divengono le anime? Come esse vivono? Dove esse sono? La pluralità delle esistenze è il corollario normale della pluralità dei mondi? Nel 1865 un filosofo francese, Andrea Pezzani, laureato all'Istituto, pubblicò un'opera: La Pluralità delle esistenze dell'anima, facendo seguito nel suo pensiero alla mia opera: «La pluralità dei mondi abitati» – e in questo libro, al Capitolo intitolato «Jean Reynard, Henri Martin, Flammarion» egli presenta tale dottrina come scientificamente stabilita. Eccoci presso a sessant'anni da allora, vi ho sempre pensato dopo e mi pare che la dimostrazione non siasi ancora raggiunta. (p. 43)

Film tratti da sue opere

La fine del mondo (1931)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026