Ritratto di Carlo Flamigni
Brunokito · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Carlo Flamigni

15 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Carlo Flamigni raccolte in un'unica pagina: 15 frasi, divise per libro e argomento.

Carlo Flamigni (medico e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Carlo Flamigni

A me sembra che la cosa più interessante che risulta da queste ricerche è il riconoscimento della fondamentale importanza delle cellule staminali embrionali, comunque ottenute: la ricerca sulle cellule staminali embrionali è più importante di quella sulle staminali adulte.
Da L'embrione dell'avvenire, carloflamigni.it, novembre 2007.
Gli specialisti del tempo vedevano nella fine delle mestruazioni un rapporto con l'isteria. E fino al 1980 nel Dsm, un testo autorevole di psichiatria, la menopausa era annoverata tra le cause di psicosi. Ci sono teorie psicoanalitiche che la considerano una forma di nevrosi, legata alla privazione della femminilità. Il passaggio dall'analista al ginecologo non è bastato a vincere alcune delle credenze più radicate. I disturbi della menopausa, definiti in alcuni libri «l'inferno delle donne», dalla metà del XIX secolo furono studiati, classificati, analizzati, ma anche coperti di ridicolo. Nel 1857 un medico, Edward John Tilt, che non poteva conoscere l'esistenza degli ormoni (i primi estrogeni furono isolati nel 1923 e alla struttura del progesterone si arrivò 6 anni dopo), per alleviare le poverette con sintomi prescriveva sudorazioni, salassi e sedativi, soprattutto l'oppio.
Dall'intervista di Gianna Milano, Menopausa. Tutto può succedere, Panorama.it, 5 marzo 2004.
Il corpo vivente è mio nel senso che la sua storia mi costruisce. Nel corpo è il divenire dell'io ed è in questo senso che lo chiamo mio il mio corpo. Ciò che dico mio è interamente me. L'appartenenza si identifica inevitabilmente nell'identità.
Da La proprietà del corpo, carloflamigni.it, dicembre 2012.
Il Magistrato ha ritenuto che la dichiarazione della sentenza che sottolinea l'irreversibilità della condizione di Eluana sia scorretta perché esagerata in senso pessimistico. In realtà è quello che il consenso dei medici ritiene oggi di poter affermare. Il Magistrato dovrebbe ricordare che in medicina non esistono verità scientifiche, ma solo consensi, e che i consensi, per fallaci che siano, sono il risultato del massimo sforzo possibile alla luce delle conoscenze attuali. Dovrebbe anche ricordare che i consensi, in medicina, non tengono conto dei miracoli, ai quali si tende a attribuire credito solo in alcuni ospedali meridionali. Il Magistrato dovrebbe anche tener conto del fatto che alla maggior parte di noi un possibile ma assolutamente improbabile barlume di coscienza interessa poco, pochissimo. Siamo fatti così.
Da La dittatura del sacro embrione, carloflamigni.it, agosto 2008.
Il Vaticano ha il dente avvelenato contro tutto ciò che richiama alla mente il controllo delle nascite e non credo che vada molto per il sottile se trova un pertugio per le sue critiche. Non voglio essere troppo malevolo, ma credo che sarebbe meglio se controllasse la moralità dei suoi preti invece di continuare a mettere il naso nei cicli mestruali delle ragazze.
Da Carlo Flamigni sulla pillola Diane: prudenza e libertà di giudizio, uaar.it, 4 febbraio 2013.
In termini culturali, comunque, la laicità non dovrebbe essere considerata una ideologia e non dovrebbe essere giudicata usando lo stesso metro che si usa, appunto, per le ideologie. La laicità è invece un metodo, utilizzabile per mediare tra le ideologie, ma anche per smascherarle.
Da Laicità senza aggettivi, carloflamigni.it, luglio 2012.
La fine delle mestruazioni e della capacità riproduttiva può mettere in crisi l'identità femminile, perché è associata alla perdità di giovinezza, bellezza e fascino. Portano in questa direzione i forti condizionamenti socioculturali.
Le verità di papa Benedetto XVI stanno diventando sempre più numerose, e tenendo consto dello spazio che trovano sui nostri giornali e sulle televisioni sarà sempre più difficile contestarle tutte: qualcuna finirà per sfuggirci e a quel punto sarà tutto finito, lui andrà trionfalmente a dama e a noi poveri laici resterà solo la consolazione del suo inevitabile, odioso perdono. Per il momento, però, la parola d'ordine è ancora "resistere, resistere...".
Da Il Papa e la Verità, carloflamigni.it, settembre 2007.
Ma gli esempi di scarsa serietà dei medici e dei bioeticisti cattolici non finiscono qui. Continua, ad esempio, la sputtanatura della pillola abortiva, l'RU486, accusata di tutto, abigeato incluso: ho sotto gli occhi l'ultimo Up To Date della letteratura medica americana che afferma che chi fa queste accuse è evidentemente un terrorista, temo che da costoro scuse non ne arriveranno. Ed è ancora in corso una campagna assurda, che accusa la legge 194 di consentire le interruzioni di gravidanza giunte ad epoche che prevedono la sopravvivenza del feto, un'accusa stupida e ingiusta, la legge 194 è molto chiara in proposito e ammette l'interruzione solo in condizioni di emergenza, quando è a rischio la vita della madre. Mentire, per sostenere le proprie ragioni: che vergogna!
Da La pseudoscienza degli integralisti, carloflamigni.it, aprile 2008.
Mi stupisce invece – invecchiare evidentemente non mi ha insegnato molto – l'idea che esista qualcuno che vuol costringere le donne a comportarsi secondo i propri principi morali sottoponendole al giudizio umiliante e intimidatorio di un tribunale religioso, sgradevole e dogmatico quanto è possibile esserlo, anche se mascherato da laboratorio di buoni consigli e di buone intenzioni. Credo di sapere perché mi stupisco: in fondo, l'idea che mi sono fatto dei cattolici è molto migliore.
Prendo ad esempio Calogero: laicità è un metodo di convivenza di tutte le ideologie e di le filosofie possibili, che debbono rispettare, come regola primaria, il principio che nessuno può pretendere di possedere la verità.
Da La scienza non ha bisogno di nessun dio, il manifesto, 11 settembre 2007.
Siamo padroni della nostra esistenza, fino al punto di decidere di non lasciarla continuare quando ci concede solo sofferenza e quando ci ha privato di tutta la dignità della quale potevamo disporre.
Tutto sommato, dai messaggi che ci stanno arrivando da molti paesi, dalle loro esperienze e dai successi che vi ha ottenuto il processo di accettazione delle nuove acquisizioni scientifiche, credo che si possa concludere che si può aver fiducia nella scienza e si può contare sulla nostra capacità collettiva di dettarne le regole. Sinceramente non vedo, con buona pace del pontefice, alcun bisogno di dio.

Diario di un laico – Citazioni

Secondo me l'etica cristiana dovrebbe fondarsi sulla compassione, mentre tende a esprimersi con sempre maggior vigore come etica della verità. [...] La compassione è dentro di noi, si nutre di amore e non può essere discussa, la verità è di per sé causa di conflitti. La compassione è libera e non si può normare, la verità crea vincoli, impacci e regole, tanto da aver bisogno di stabilizzarsi alla fine delle istituzioni. (p. 35)
L'arroganza e l'aggressività mostrate dalla Chiesa cattolica sembrano ancora più gravi oggi, nel momento in cui si chiede perdono per le colpe del passato. La perdita di credibilità sarà drammatica, anche perché dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa sembrava aver cambiato atteggiamento, e molti (anche tra i laici) credevano che davvero si fosse voltata pagina. Costoro si dovranno ricredere: il lupo cambia il pelo ma non il vizio. (p. 56)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026