Frasi
Frasi di Cesare Battisti
8 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 8 frasi di Cesare Battisti: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Cesare Battisti (patriota, giornalista, geografo, politico socialista e irredentista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Cesare Battisti
Sostengo d'essere cittadino italiano perché sono stato nominato ufficiale nell'esercito italiano. Devo però ammettere che non ho avuto lo svincolo dalla sudditanza austriaca. Ammetto inoltre di aver svolto, sia anteriormente che posteriormente allo scoppio della guerra con l'Italia, in tutti i modi – a voce, in iscritto, con stampati – la più intensa propaganda per la causa d'Italia e per l'annessione a quest'ultima dei territori italiani dell'Austria; ammetto d'essermi arruolato come volontario nell'esercito italiano, d'esservi stato nominato sottotenente e tenente, di aver combattuto contro l'Austria e d'essere stato fatto prigioniero con le armi alla mano. In particolare ammetto di avere scritto e dato alle stampe tutti gli articoli di giornale e gli opuscoli inseriti negli atti di questo tribunale al N. 13 ed esibitimi, come pure di aver tenuto i discorsi di propaganda ivi menzionati. Rilievo che ho agito perseguendo il mio ideale politico che consisteva nell'indipendenza delle province italiane dell'Austria e nella loro unione al Regno d'Italia.
Il Trentino
Di più avrei potuto fare, specialmente nel campo statistico, se non ci fosse nel nostro paese, e nei privati e negli enti morali, una tal quale ritrosia a confidare al dominio del pubblico dati, fatti e notizie. (Prefazione; p. VII)
La figura del Trentino è poligona; potrebbe assomigliarsi, ad un cuneo colla punta smussata, o forse meglio, specialmente se si tien conto dell'andamento del limite nordico, a due ali di farfalla. (Capitolo III; p. 26)
Dicono di Cesare Battisti
Cesare Battisti è stato un repubblicano nobilissimo che è morto per l'Italia quando l'Italia era retta in Monarchia.
Era morto per l'Italia; voleva essere di tutti gli italiani.
Era uomo di poche parole, quasi timido e impacciato. Non aveva nulla del tribuno. Anche la sua oratoria era disadorna, ma così spontanea e onesta. Si sentiva in lui una grande fede, a cui una non meno grande bontà toglieva ogni arroganza e ogni acredine.
Lo catturarono fra i suoi monti, che erano un tempo la sua Patria e il suo esilio; lo giudicarono come un fuori legge; lo fecero salire alla gloria del patibolo. E nell'ucciderlo — come sempre è accaduto e come sempre dovrà accadere per i giusti — lo hanno immortalato.
Mi pare ancora di vederlo, con quel suo fare apparentemente stordito, alto, magro, sottile, pallido, con quella barbetta a punta e quei capelli diritti sulla fronte che gli allungavano straordinariamente il viso, dandogli una linea quasi ascetica, e quel suo occhio franco e fermo in cui si leggeva tutta la serenità della sua nobile anima.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026