Ritratto di Cesare Zavattini
Paolo Monti · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Cesare Zavattini

17 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 17 frasi di Cesare Zavattini: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Cesare Zavattini (sceneggiatore, giornalista e commediografo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Cesare Zavattini

Alatri è un vecchio paese, che ha le mura ciclopiche addirittura e io ho passato lì tre anni della mia vita estremamente interessanti, a mio modo.
Da Io. Un'autobiografia, a cura di Paolo Nuzzi, Einaudi.
Alida porta gli abiti di Titina Rota come una diva e cammina con leggiadrissima sicurezza: un'attrice che cammina così ha le carte in regola per l'avvenire.
Costumista del film Manon Lescaut (1940), con protagonista Alida Valli.
Allora ascolta bene cosa mi piace: pane comune, insomma panòn, salame mantovano quello agliato, spalla cotta bollente, polenta abbrustolita che mi tinga la bocca per tanto che è abbrustolita. Taiadèli con brodo di terza, cioè gallina, manzo e maiale; riso e zucca, mi raccomando che sia all'onda con tanto burro, grana e una spruzzata di brandy. Servito fumante, quando si alza il coperchio dalla zuppiera deve uscire il vapore; le rane fritte, croccanti, lo stufato di manzo di somarina con un sugo ristrettissimo. Il sugolo d'uva anche con zabaione flambé. Lambrusco sempre nei tre tipi. Chiaro, amabile, scuro. Preferisco quello del Viadanese, nerissimo e che faccia tanta schiuma. Da bambino mio padre mi diceva che se bevevo la schiuma diventavo più furbo...
Citato in Salvatore Gelsi, Ciak, si gira da Nizzoli Il menu di Zavattini «Arneo, ascolta cosa mi piace mangiare», Gazzetta di Mantova, 18 dicembre 2021, p. 30.
Dategli 22 palloni, così la smettono di litigare.
Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 42. ISBN 88-8598-826-2
Il mio sogno è questo: si alza il sipario, ci sta la sedia e ci sto io.
Citato in Luce d'Eramo, Conversazione con Cesare Zavattini.
L'arte, io non lo so se sia eterna o provvisoria, se la forma d'arte nella quale viviamo per molti secoli ci si sia connaturata come sangue, ma so che questa carica, che noi abbiamo oggi, è una carica di comprensione della vita.
L'azione è la grande novità del linguaggio: "Fare ciò che si sa". L'arte, sarà tanto più libera quanto più sarà antiletteraria.
La mia rabbia è la rabbia dei vecchi molto più forte di quella dei giovani: voglio conoscere me nel rapporto con gli altri, perché un vecchio ha tutti i dati necessari.
Oggi siamo scontenti del modo in cui finora abbiamo fruito di noi stessi, perché vogliamo fruirne meglio, per comprometterci sempre di più.
Per me "cultura significa creazione di vita".
Un conto è demitizzare e un conto è demolire. Il problema è di scrivere atti di cultura per cui ogni uomo sia portato alla consapevolezza quotidiana di se stesso. E poi, creda, l'autobiografismo affrontato sul serio è uno dei pochi modi rimastici per conoscere gli altri.

Dicono di Cesare Zavattini

Mi sento afferrata dal dramma di quest'artista, geniale animatore d'idee e suscitatore di movimenti, dissacratore personalissimo, lui ch'è stato il grande «intruppone» della cultura italiana, il quale ora, «alla fine dell'esperienza» si vede cadere addosso non solo la mediazione dell'arte umanistica che aveva voluto togliere di mezzo. ma anche le strutture che lui stesso aveva rispettate, e raccomanda ai giovani di muoversi piano, nel momento in cui ormai essi girano a folle.
Luce d'Eramo
Non piangete / per / Cesare Zavattini, / ha già pianto / lui per tutti noi.
Indro Montanelli
Ogni incontro, discorso, paesaggio si trasforma attraverso la voce di Zavattini in categoria della sua anima che agisce in armonia con la natura e la società.
Salvatore Quasimodo
Una cosa strana con Zavattini: ascoltandolo si ha l'impressione che rincorra mille spunti, che salti i passaggi e si svii continuamente; la sua pare una conversazione intuitiva, dove ogni concetto ruzzola in primo piano, subito scontrato da un altro che lo scansa, come nel gioco delle bocce.
Luce d'Eramo
Zavattini aveva il fisico massiccio di un contadino, con mani bellissime, lunghe, agili, che muoveva in continuazione a commento del discorso. Aveva un buffo modo di parlare, e occhi azzurri e sporgenti, con i quali io sostenevo che ipnotizzasse i produttori.
Suso Cecchi D'Amico
Zavattini era affascinante, coinvolgente, estroverso, parlava in maniera alluvionale. Si entusiasmava per tutto ciò che faceva. Anche per le cazzate. Mi piacevano il suo modo di raccontare, la sua ingenuità, i suoi stupori. Aveva una visione fanciullesca della vita.
Enrico Vaime

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026