Frasi

Frasi di Clemente Rebora

17 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 17 citazioni di Clemente Rebora, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Clemente Rebora (presbitero e poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Clemente Rebora

Ferma il mio dire, se non dico il vero.
Da Curriculum vitae, a cura di R. Cicala e G. Mussini, Interlinea.
[...] Gesù Signore, dammi il tuo Natale / di fuoco interno nell'umano gelo [...].
Da Avvicinandosi il Natale. Citato in "Dolce Amor, Cristo bello!" Clemente Rebora e l’incontro con Cristo 7 - Attraverso l'oscurità dolorosa l'incontro con l'Amato, CulturaCattolica.it, 13 luglio 2012.
La poesia è un miele che il poeta, / in casta cera e cella di rinuncia, / per sé si fa e pei fratelli in via; / e senza tregua l'armonia annuncia.
Da Canti dell'infermità, Scheiwiller.
Quando morir mi parve unico scampo, / varco d'aria al respiro a me fu il canto: / a verità condusse poesia.
Da Curriculum Vitae, Scheiwiller.
Quel che da lungi m'invita / va sempre più in là: / e nulla è mio al passaggio.
Da Le poesie, "Sempre più in là". Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X

Frammenti lirici

Del male è il bene più forte. (XVIII)
Cristo ha ragione e Machiavelli vince. (Libreria della "Voce", XXII)
Immane ferve / e di macchine suona e di monete / l'uman contrasto, / mentre in disparte l'umiltà dei vinti / geme. (XXXIV)
Se l'uom tra bara e culla / si perpetua, e le sue croci / son legno di un tronco immortale / e le sue tende frale germoglio / d'inesausto rigoglio, / questo è cieco destin che si trastulla? (V)
Sterile nulla è il cielo.
Da Frammenti lirici, Interlinea, 2008.

Lettere

Amici, studiatemi e ne caverete qualcosa di gustoso! (Vol. I e II)
Ed. di Storia e Letteratura. Citato in Arche di Noè: le prose fino al 1930, a cura di Carmelo Giovannini, Jaca Book, 1994.
Che solitudine in questa affollata città rombante! (vol. I, n. 100)
Io penso certe volte che devo forse, in questo stadio di esistenza, far da concime—io, che con irrefrenabile gioia mi sento fusto e fronde e fiore e frutto al cielo (lo dico perché lo sento, anche se non è modesto il dirlo); far da concime all'albero della Vita. (vol. I, n. 830)
La mia invocazione perenne è: Signore, concedi ch'io meriti tanto da poter capire con chiarezza cosa voglia questo impeto che m'urge dentro, così da trovare giusto posto e forza al mio dovere, comunque. (vol. I, n. 744)
La poesia, essenzialmente dopo che il Vivente, Amore infinito, si è fatto creatura, è uno scoprire e stabilire convenienze e richiami e concordanze tra il Cielo e la terra e in noi e tra di noi. (12 novembre 1950)
Dalle Lettere, a cura di Margherita Marchione, Edizioni di storia e letteratura.
Sono un cane da fiuto del divino nell'umano. (vol. I, n. 744)

Dicono di Clemente Rebora

La poesia dei Frammenti è come uno di quei relitti di automobili che, si dice in America, mettono su un piedistallo nel mezzo di un quadrivio battuto dalle macchine, per ricordare a chi corre troppo l'accidente probabile... La poesia di Rebora ha voluto essere così, ha preferito servire di più, che essere più bella.
Carlo Betocchi

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026