Ritratto di Dan Simmons
Glen Engel-Cox · CC BY-SA 4.0

Frasi

Frasi di Dan Simmons

11 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Dan Simmons raccolte in un'unica pagina: 11 frasi, divise per libro e argomento.

Dan Simmons (scrittore e autore di fantascienza statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Dan Simmons

Tanto detesto la morte, le buie porte dell'Ade, quanto detesto un uomo che con le labbra dice una cosa e nel cuore ne cela un'altra. (da Ilium. La Rivolta, traduzione di G. L. Staffilano, Mondadori, 2004)

La mia carriera di scrittore

Qualche volta penso alle cose che mi piacerebbe scrivere. Vorrei fare un romanzo come un ologramma, un libro che, spaccato in quattro e aperto in ogni sua parte, continuasse a mostrare un'immagine intera e perfetta. [...] Detto in altri termini, il mio ideale sarebbe un romanzo "ipertestuale" senza il supporto tecnologico. (p. 5)
Se leggi un certo libro vuoi entrare in una certa atmosfera. [...] D'altra parte è molto piacevole sfidare regole e aspettative: non è una missione, ma personalmente provo una grande soddisfazione quando mi capita di leggere una pagina scritta da qualcuno che conosce perfettamente le regole del gioco e tuttavia le usa per scopi diversi, innovativi. Violare le convenzioni stabilite significa, in fondo, adoperarle in modo nuovo, e questo vale sia per il lettore che per lo scrittore. (p. 6-7)
La mia definizione dell'arte è semplice: è ciò che mi fa sentire inquieto, che in qualche modo mi provoca. (p. 7)
Penso che l'arte di un libro vada celata il più possibile, resa trasparente, in modo da non infastidire il lettore con la sensazione di una tecnica all'opera. Il primo livello di lettura dev'essere immediato, cristallino. Poi naturalmente viene il piacere di scoprire il "qualcosa in più" che c'è in ogni libro riuscito, il rombo sotterraneo della metropolitana, tanto per usare una metafora; ma il nostro piacere non dev'essere guastato dal fatto di non capire gli ulteriori livelli a cui l'autore lavora. E non alludo soltanto al simbolismo o all'allegoria, ma a livelli del tutto personali e poetici, ai quali magari non è facile arrivare. Ci basti intuire che esiste una vena più ricca, che volendo potremo tornarci, e ci sentiremo meglio. (p. 7)
A me dispiace terribilmente di dover morire perché so che non avrò ancora visto tutto. E del resto, anche chi ha visto tutto è ben lieto di ricominciare. (p. 9)
Di me si può dire questo: sono uno scrittore di fantascienza, uno scrittore dell'orrore e uno scrittore punto e basta. Mi rivolgo a tre tipi di pubblico che non s'incontreranno mai, e tuttavia ho cercato di presentarli l'uno all'altro perché si scambiassero almeno una stretta di mano. (p. 9)

Frasi da «Hyperion»

Mark Twain, nel suo modo familiare, espresse questa opinione: "la differenza fra la parola giusta e la parola quasi giusta è la differenza tra il fulmine e la lucciola". Una definizione azzeccata, ma incompleta. Durante quei lunghi mesi in cui su Porta del Paradiso iniziai i Canti scoprii che la differenza fra trovare la parola giusta e accettare la parola quasi giusta era la differenza fra l'essere colpito da un fulmine e assistere semplicemente alla sua caduta. (cap. 2, p. 174)

Scheda del libro «Hyperion»

Frasi da «La caduta di Hyperion»

"Fiori" mormorò Keats poco dopo, appena Hunt accese la lampada sul cassettone. Teneva gli occhi spalancati e fissava il soffitto, con un'espressione di pura meraviglia infantile. Hunt lanciò un'occhiata in alto e vide le sbiadite rose gialle dipinte in riquadri azzurri sul soffitto. "Fiori... sopra di me" mormorò Keats, fra gli sforzi di respirare. Hunt, fermo alla finestra, fissava le ombre al di là della Scalinata Spagnola, quando il respiro rauco e penoso vacillò, si bloccò, e Keats ansimò: "Severn... alzami! Muoio". Hunt si sedette sul letto, sollevò il poeta. Il calore fluì dal piccolo corpo che pareva pesare niente, come se la reale sostanza dell'uomo fosse stata bruciata via. "Non spaventarti. Fatti forza. E ringrazia Dio che sia giunta!" ansimò Keats. E il terribile respiro rauco cessò. Hunt aiutò Keats a distendersi in posizione più comoda, mentre il respiro tornava a un ritmo normale. Cambiò l'acqua nel catino, inumidì uno straccio pulito e tornò al letto, solo per trovare Keats morto. (cap. 43, p. 450)

Scheda del libro «La caduta di Hyperion»

Frasi da «Endymion»

I miei pensieri erano come mercurio... scivolavano sempre via, prima che potessi afferrarli o sagomarli in forma coerente.

Scheda del libro «Endymion»

Frasi da «Il risveglio di Endymion»

"Tu non capisci, Raul, ma loro capiscono! Già parlano di me come di un virus. Hanno ragione: è esattamente ciò che potrei essere per la Chiesa. Un virus, come l'antico ceppo HIV sulla Vecchia Terra o come la Morte Rossa che imperversò nei pianeti della Periferia dopo la Caduta. Un virus che invade ogni cellula dell'organismo e ne riprogramma il DNA... o almeno infetta un certo numero di cellule, per cui l'organismo crolla, vieno meno... muore." (cap. 8, p. 130)

Scheda del libro «Il risveglio di Endymion»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026