Ritratto di Dante Graziosi
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Frasi

Frasi di Dante Graziosi

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 10 frasi di Dante Graziosi: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Dante Graziosi (politico e scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Dante Graziosi

«Ci sono ancora i suoi genitori?» mi chiese il contadino. «Certo che ci sono», risposi, «a Granozzo e stanno benone, grazie a Dio». «Dicevo così», mi ribatté, «perché io voglio darle un po' di miele particolare, quello spremuto con la pappareale, basta un cucchiaino ogni mattina per mantenersi giovani e sani. Io lo prendo sempre e poi ci bevo dietro un bicchiere di vino della mia collina».
Da Una Topolino amaranto, in Le storie della risaia.
Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto» di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.
Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica.
Da Le mele maturavano al sole, Camunia editrice, Milano, 1990, p. 17. ISBN 88-7767-402-5
Il babbo frequentava volentieri il Mulino della Baraggia: vi andava quando voleva fare una passeggiata in bicicletta, magari con un sacchetto di granoturco sul manubrio per riportarne farina da polenta. [...] Il mugnaio, là dentro, quando tutte le macine giravano, sembrava un patriarca felice nel centro del suo mondo; per cavargli di bocca qualcosa, il babbo doveva toccare due soli argomenti, la guerra sul Carso o la pesca delle trote nello slargo della gora.
Da Storie di brava gente, Rusconi, Milano, 1982.
La gente di campagna a quei tempi non andava in ferie, neanche un'ora, anzi nel pieno dell'agosto i contadini restavano padroni del campo, mentre i cittadini se ne andavano in vacanza; la domenica assolata li vedeva a crocchi nella grande piazza o sotto i portici o nei caffé, con i loro vestiti di fustagno, a parlare senza fretta; per loro infatti il tempo non lo segna l'orologio, ma il percorso del sole nell'arco del cielo.
Da Una Topolino amaranto, Rusconi, Milano, 1980.
Le danze ripresero in attesa della cena, che cominciava con il brodo del bollito e continuava con quella carneficina di volatili rimasti in abbondanza dal pranzo, i formaggi, tra cui il nostro gorgonzola, e frutta fin che se ne voleva.
Da Nando dell'Andromeda, in Le storie della risaia.
Per il piatto forte venne al tavolo l'albergatore: «Sciur Erculin, il bollito gras o magar?» «Tant!» fu la risposta impressionante del babbo che, a distanza di sessant'anni, mi suona ancora nelle orecchie; non importava che il bollito fosse grasso o magro, purché fosse tanto, a dimostrazione che c'era una fame secolare da saziare, e che il bollito misto non era cosa di tutti i giorni.
Da Storie di brava gente, in Le storie della risaia.

La terra degli aironi

A marzo e aprile è tutto un grande lago da noi, e gli aironi cinerini dal lunghissimo collo, in compagnia di altri cugini primi, più piccoli, ma più belli, gli aironi bianchi o garzette e dei tarabusi un po' goffi, fanno casa nelle garzaie; a Casalino le costruiscono sui pini e i platani nel castello del Conte, a San Bernardino di Briona nel fitto bosco di conifere, di robinie e di pioppi ai margini del Sesia e della riserva di Sant'Uberto: sono ormai centinaia!
[...] la riposante confidenza della chiesetta di Gionzana, cui vengono ancora le puerpere a pregare la Madonna del latte; tutt'intorno l'acqua della risaia è trattenuta appena da una siepe di bosso.
Nel silenzio la pianura parla con la sua voce che viene da lontano.
Un giorno di fine ottobre, quando a Monticello s'era celebrata la festa patronale e come di consueto al pomeriggio gli uomini si radunavano all'osteria del Sole a bere un bicchiere, erano giunti verso le 4 pomeridiane il Biondino con un compagno. Avevano ordinato… La padrona del Sole s'era messa di buona lena a pestare il lardo col salame vecchio della "duja", mentre sull'ampio camino crepitava un annoso tronco di gelso sotto la pentola..."

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026