Ritratto di Desmond Morris
Eric Koch for Anefo · CC BY-SA 3.0

Frasi

Frasi di Desmond Morris

30 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Desmond Morris raccolte in un'unica pagina: 30 frasi, divise per libro e argomento.

Desmond Morris (zoologo, etologo, biologo, illustratore, divulgatore scientifico e conduttore televisivo britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Desmond Morris

Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli uccelli sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle galline di batteria.
Citato in Jeffrey Moussaieff Masson, Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi, traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4
Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.
Citato in AA.VV., Il libro dell'ecologia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362

Il comportamento intimo – Citazioni

La carezza rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un sorriso non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
Per la società sessualmente tollerante la violenza, qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.

La scimmia nuda – Citazioni

Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a comunicare e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i primati. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
La nostra specie durante l'erezione possiede il pene più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
Il fatto che l'orgasmo femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
Sembra che la reazione del riso sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'assorbimento imitativo che avviene durante l'infanzia. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo comportamento si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
Gli animali combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'aggressività è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
Noi ben sappiamo che se il numero della popolazione continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'aggressività si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il sovraffollamento eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un dio. (cap. V, p. 193)
A prima vista, è sorprendente come la religione abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre abitudini alimentari da primati.
In sintesi, questo è il credo vegetariano (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
La prima legge sull'attrazione degli animali dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)

L'uomo e i suoi gesti – Citazioni

Con l'azione del salutare mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo sguardo, quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026