Frasi
Frasi di Domenico di Giovanni
10 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 10 citazioni di Domenico di Giovanni, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Domenico di Giovanni (poeta italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Sonetti – Citazioni
Nominativi fritti e mappamondi, / E l'arca di Noè fra due colonne / Cantavan tutti chirieleisonne / Per l'influenza de' taglier mal tondi. (X, vv. 1-4)
Ch'ognun non vuol mostrar le sue magagne. / E vidi le lasagne / Andare a Prato a vedere il Sudario / E ciascuna portava l'inventario. (X, vv. 14-17)
Novantanove maniche infreddate, / E unghie da sonar l'Arpa co i piedi, / Si trastullavan al ponte a Rifredi / Per passar tempo infino a mezza State. / Intanto vi passar le bruciate / Dicendo l'un'all'altra: che ne credi? / E 'l Turcimanno disse: Or tu non vedi, / Che 'nfino alle vesciche son gonfiate. (XVIII, vv. 1-8)
Va, leggi l'Alfabeco, / E troverai a un filar di forra, / Come le palle hanno il cervel di borra. (XVIII, vv. 15-17)
Ficcami una pennuccia in un baccello / ed empimi d'inchiostro un fiaschettino; / mandamel col mangiar, che paia vino, / ch'i ho di fantasia pieno il cervello. (CXLVIII, vv. 1-4)
Cimici, e pulci, con molti pidocchi / Ebbi nel letto, e al viso zanzale; / In buona fé, ch'io mi condussi a tale, / Che 'n tutta notte non chiusi mai occhi; / Pugnevan le lenzuola come brocchi, / I' chiamai l'oste, ma poco mi vale; / E dissigli vien qua se te ne cale / Col lume in mano, e fa ch'apra due occhi; / Un topo, ch'io aveva sotto l'orecchio / Forte rodea la paglia del saccone, / Dal lato manco mi tossiva un vecchio; / E giù da piede piangeva un garzone, / Qual Animal m'appuzza; qual morsecchio: / Dal lato ritto russava un montone. / Onde per tal cagione / Perdetti il sonno, e tutto sbalordito / Con gran sete sbucai, quasi finito. (CLIX, vv. 1-17)
Io fui in cento lire condennato, / Per voler insegnar cantar la Zolfa / Per madre a un minor fratel di Cristo. / Poi di dugento bando mi fu dato / Per una landra da Frati Criolfa, / Per odio, e 'nvidia d'un geloso tristo; / Che disse avermi visto, / Con la scala di notte a lei furare / Due cuffie poste al buio a rasciugare. (da Il Burchiello carcerato, CLXI, vv. 9-17)
Amore, e Carità suo fuoco accese / Dante a cantare i tristi, e lieti Regni, / Fior di virtù, e fior di tutti ingegni, / Che dall'empireo Ciel fra noi discese. / E se 'l Petrarca, alle leggiadre imprese / Pose mano alla penna, e ire, e sdegni / Facendo i versi suoi sì dolci, e degni / Nullo Elicona mai dir gli contese. / Nostro Boccaccio, che fingendo a caso / Dona al suo bell'Idioma tal diletto, / Qual gli promise il fonte di Parnaso: / Ma quel Burchiel, che Crotina ha or tolto / Chi ne concesse al suo dolce intelletto, / Tanto riso, e piacere in giuoco volto? / E Ircana, il suo volto / Gli volse, perch'io temo dar la fronda, / Che lieve Burchio mosse sì lieve onda. (da Per la morte del Burchiello, CLXX, vv. 1-17)
Fa traboccar all'appetito il sacco, / Viver sempre lascivo, e 'ncontinente; / Agresto, Aceto, Vino, e frutte a sbacco / In ogni cibo e continuamente, / Nondimen non lasciar l'uso di Ciacco; / Seguir Venere, e Bacco / T'ingegna, quando sei dal duolo afflitto / Con cioncar malvagìa, e chiavar ritto. (CLXXV, vv. 10-17)
Sonetti inediti – Citazioni
Un topo e una topa e un topetto / m'hanno, con lor assedio, consumato. / È, quand'io dormo, escono de l'agguato: / un va da piedi e l'altro dal ciuffetto, / L'altro mi piscia addosso per dispetto; / e quando senton ch'io sono svegliato, / l'un qua e l'altro là subito entrato / e' non li veggio, che sian benedetto. / E, per pigliar li topi maladetti, / trappole ho tese lor e risogallo, / arsenico con lardo ed altri archetti; / Ed ho due gatti, da fame constretti, / che non li piglian, vedendoli al ballo, / sì tosto d'imbucar par che s'affretti. / E con questi dispetti / io vivo: pensa se ho da consumarmi, / che da tre topi non posso aitarmi. (XLIV, vv. 1-17)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026