Ritratto di Donato Carrisi
Lega Nerd · CC BY 3.0

Frasi

Frasi di Donato Carrisi

27 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 27 frasi di Donato Carrisi: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Donato Carrisi (scrittore, sceneggiatore e regista italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Donato Carrisi

Il 18 settembre del 1931, in un elegante appartamento nel centro di Monaco, viene ritrovato il corpo di una ragazza di soli 23 anni. Tutto sembra lasciar intendere che Angelika Raubal, conosciuta come Geli, si sia suicidata. Per la precisione, si sia sparata con una pistola Walther calibro 6.35 millimetri. Ma niente è lineare come appare. E non solo perché la morte di Geli Rabaul è a tutti gli effetti quello che i giallisti chiamano «enigma della casa chiusa». Il punto cruciale, che vedrà scatenarsi i quotidiani tedeschi locali e nazionali, è l'identità del proprietario dell'appartamento di lusso in cui viveva Geli, l'uomo che era anche il suo tutore legale, nonché suo zio. Adolf Hitler. Un astro nascente della politica tedesca [...]
Da, L'enigma di Angelika Fabiano Massimi rievoca la misteriosa morte della nipote (e forse amante) di Hitler, Corriere della Sera, 2 gennaio 2020.
Oggi tutti ci ricordiamo di Eva Braun: ma il suo nome è diventato di dominio pubblico soltanto dopo la fine della guerra. Prima di allora, negli anni dell'ascesa di Hitler, esisteva solo una donna per lui. Proprio sua nipote, Geli. L'inquieta Geli, l'attraente Geli, la chiacchieratissima Geli, pessima studentessa e cantante talentuosa, sempre al fianco del potentissimo zio, circonfusa da un sorriso tanto luminoso quanto impenetrabile. Eppure, oggi di lei nessuno si ricorda.

Frasi da «Il suggeritore»

Il Male alle volte ci inganna, assumendo la forma più semplice delle cose. (p. 14)
«Li chiamiamo mostri perché li sentiamo lontani da noi, perché li vogliamo 'diversi'», diceva Goran nei suoi seminari. «Invece ci assomigliano in tutto e per tutto. Ma noi preferiamo rimuovere l'idea che un nostro simile sia capace di tanto. E questo per assolvere in parte la nostra natura. Gli antropologi la definiscono 'spersonalizzazione del reo' e costituisce spesso il maggior ostacolo all'identificazione di un serial killer. Perché un uomo ha dei punti deboli e può essere catturato. Un mostro no.» (p. 27)
Mila pensava che ognuno di noi ha una strada. Una strada che porta a casa, alle persone più care, a ciò cui siamo maggiormente legati. Di solito la strada è sempre quella, la s'impara da piccoli, e ognuno la segue per tutta la vita. Ma capita che quel cammino si spezzi. A volte ricomincia da un'altra parte. O, dopo aver disegnato un percorso tortuoso, ritorna al punto in cui si era spezzato. Oppure rimane come sospeso. A volte, però, si perde nel buio. (p. 30)
I bambini non vedono la Morte. Perché la loro vita dura un giorno, da quando si svegliano a quando vanno a dormire. (p. 37)
La sofferenza ha un compito. Serve a ricomporre i legami tra le cose dei vivi e quelle dei morti. È un linguaggio che sostituisce le parole. Che cambia i termini della questione. (p. 63)
Perché tornare indietro si può, si deve. C'è sempre un momento in cui, a forza di procedere e di guardare solo avanti, si percepisce qualcosa – un richiamo – e ci si volta un poco per vedere se laggiù ogni cosa è rimasta uguale, o se invece è cambiato qualcosa in chi ci siamo lasciati alle spalle, e in noi. (p. 116)
Il dolore non esiste. Come tutta la gamma delle emozioni umane d'altronde. È solo questione di chimica. L'amore è questione solo di endorfine. Con una siringa di Pentothal posso toglierti ogni esigenza affettiva. Siamo solo macchine di carne. (p. 171)
Dio è silenzioso, il Diavolo sussurra. (p. 237)
Non ti aiuta sapere come. Non ti serve capire perché. Non ti basta capire chi. Lui è già un passo avanti. (in copertina)
Perché è dal buio che vengo. Ed è al buio che ogni tanto devo ritornare.
«Una volta ho sentito qualcuno dire che il male può essere sempre dimostrato. Il bene mai. Perché il male lascia tracce di sé al suo passaggio. Mentre il bene lo si può solo testimoniare.» Nicla sorrise, finalmente. «È una sciocchezza», disse subito. «Vedi Mila, il fatto è che il bene è solo troppo fugace per poter essere registrato in qualche modo. E al suo passaggio non produce scorie. Il bene è pulito, il male invece sporca. Però io lo posso provare, il bene, perché lo vedo tutti i giorni. Quando uno dei miei poveri si avvicina alla fine, cerco di stare con lui il più possibile. Gli tengo la mano, ascolto le cose che ha da dirmi, se mi racconta le sue colpe io non lo giudico. Quando capiscono cosa gli sta accadendo, se hanno condotto una buona vita e non hanno procurato del male, o se l'hanno fatto e poi si sono pentiti... be', loro sorridono sempre. Non so perché ma succede, te l'assicuro. Perciò la prova del bene è il sorriso con cui sfidano la morte.» (p. 354)
«Questi individui sono difficili da scoprire. Da fuori appaiono del tutto normali, uomini comuni. Ma scavando sotto la superficie di normalità, ecco che appare il loro 'io' interiore. Quello che molti di loro chiamano 'la bestia'. Gorka l'ha alimentata coi suoi sogni, l'ha nutrita dei suoi desideri. A volte ha dovuto fare i conti con lei. Forse l'ha anche combattuta per un certo periodo della sua vita. Alla fine, però, è sceso a patti. Ha capito che c'era un solo modo per farla tacere: accontentarla. Altrimenti lei lo avrebbe divorato dal di dentro.» (p. 385)
"Non capivano che invece avrebbe solo voluto un po' di autenticità dopo tutti gli inganni che aveva dovuto subire" (p. 437)
Qualche psichiatra vi definisce sussurratori, per la vostra capacità d'incidere sulle personalità più deboli. Io preferisco chiamarvi lupi... I lupi agiscono in branco. Ogni branco ha un capo, e spesso gli altri lupi cacciano per lui. (p. 447)

Scheda del libro «Il suggeritore»

Frasi da «Il tribunale delle anime»

Ormai collezionava frasi di circostanza. La più gettonata era: «Coraggio, tuo marito David avrebbe voluto che fossi forte». Invece avrebbe voluto registrarle tutte per poter poi dimostrare al mondo che esiste qualcosa di peggio dell'indifferenza al dolore altrui: la banalità con cui si cercava di sanarlo. (4a sezione: Quattro giorni fa)
«E più ti osservano, più si sentono diversi. Sei diventato il loro alibi per credersi migliori. A questo, d'altronde, servono i mostri». (4a sezione: Quattro giorni fa)
«Il bene ha sempre un prezzo, Marcus. Il male è gratis». – Jeremiah Smith. (8a sezione: Due giorni fa)
Non esistono mostri, ricorda a se stessa. Ma solo persone normali che compiono crimini orrendi. (14a sezione: Ora)

Scheda del libro «Il tribunale delle anime»

Frasi da «L'ipotesi del male»

Chi ama sul serio è anche capace di odiare. (cap. 20)
«Ma a volte non capisci chi è il cattivo, il vero mostre di questa storia» diceva. «Moby Dick o il capitano? Perché Achab insiste a cercare qualcosa che non vuole essere trovato?» (Eric Vincenti: cap. 21)
«Tutti indossiamo una maschera per nascondere la parte peggiore di noi. Quella di Eric erano le caramelle alla menta.» (Stephanopulos: cap. 21)
Erano soli. Come tanti altri, si potrebbe obiettare. Ma la loro solitudine era diversa. Gli era cresciuta addosso come una pianta rampicante. (cap. 26)
Alla gente non piace parlare ma, sicuramente, piace essere ascoltata. (Simon Berish: cap. 27)
«Cosa c'è nel fuoco, Michael?»
Sul volto del prigioniero apparve un sorriso sinistro. «Tutto ciò che uno vuole vedere.» (cap. 54)
Una lezione che ho imparato in anni di carriera è che nessuno è davvero interessato alle vittime […]. Tanto che alla fine tutti ricordano sempre solo il nome dei colpevoli, le vittime vengono dimenticate. – Stephanopulos. (cap. 63)

Scheda del libro «L'ipotesi del male»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026