Ritratto di Edward Saïd
Barenboim-Said Akademie gGmbH · CC0

Frasi

Frasi di Edward Saïd

9 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 9 citazioni di Edward Saïd, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Edward Saïd (scrittore palestinese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Edward Saïd

Albert Camus è uno degli scrittori dell'Algeria francese che può giustamente essere definito di fama mondiale. Eppure, come era già accaduto nel caso di Jane Austen un secolo prima, anche con Camus i critici hanno ignorato la realtà dell'impero, così evidente nelle sue opere. [...] Camus è una figura di particolare rilievo nella terribile e caotica situazione delle colonie francesi durante il faticoso processo di decolonizzazione del Novecento. Egli appartiene al periodo finale dell'imperialismo al quale è sopravvissuto, sino ai giorni nostri, come scrittore «universalista» le cui radici affondano in un colonialismo ormai dimenticato.
Da Cultura e imperialismo, traduzione di Stefano Chiarini e Anna Tagliavini, Gamberetti Editrice, 1998.
Anche a causa degli imperi, tutti i paesi si sono intrecciati; nessuno è isolato e puro, sono tutti ibridi, eterogenei.
Dall'intervista in Maya Jaggi, Le identità di Edward Said, Internazionale, n. 311, 26 novembre 1999, p. 46.
Decisamente, ci vuole troppo lavoro perché chiunque possa essere un genio.
Da La fatica del genio, Internazionale, n. 378, 23 marzo 2001, p. 40.
Il dubbio e la riflessione sono ormai una necessità, non un lusso.
Da Il dubbio e la riflessione, Internazionale, n. 508, 3 ottobre 2003, p. XIV.
Il silenzio è assordante.
Da Inaccettabile impotenza, Internazionale, n. 472, 24 gennaio 2003, p. 14.
La giustizia è giustizia e l'ingiustizia ingiustizia, a prescindere da chi viene condannato e maltrattato.
Da Il dovere di parlare, Internazionale, n. 394, 13 luglio 2001, p. 30.
La Palestina divenne un paese prevalentemente arabo e musulmano alla fine del VII secolo e ben presto i suoi confini e i suoi caratteri – incluso il nome arabo Filastin – divennero famosi nell'intero mondo islamico sia per la sua bellezza e fertilità che per la sua importanza religiosa.
Da Edward W. Said, La questione palestinese, prefazione di Robert Fisk, traduzione di Stefano Chiarini e Antonella Uselli, il Saggiatore, 2011, p. 62.
Le informazioni affidabili sono il peggior nemico dell'oppressione e dell'ingiustizia.
Da La guerra delle mappe, Internazionale, n. 370, 26 gennaio 2001, p. 26.

Dicono di Edward Saïd

Scrive bene ma razzola malissimo. Il fatto che Said sia palestinese lo legittima nel suo essere pro palestinesi. Ma non mi risulta che Said abbia mai condannato i suoi uomini-bomba, ed esiste una fotografia che lo coglie, in zona Gaza, che lancia un sasso «intifadico» contro gli israeliani. Lui sarebbe un fautore di «campi di comprensione invece di campi di battaglia»? On aura tout vu, se ne vedono (e sentono) proprio di tutte.
Giovanni Sartori

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026