Ritratto di Eihei Dōgen
Shii · Public domain

Frasi

Frasi di Eihei Dōgen

11 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 11 frasi di Eihei Dōgen: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Eihei Dōgen (monaco buddhista giapponese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Eihei Dōgen

La disposizione del pensiero si posi sul fondo del non pensiero. Come la disposizione del pensiero si posa sul fondo del non pensiero? Non pensandoci! Questo è il fulcro distintivo dello zazen.
Da Fukanzazenghi (La forma dello zazen che è invito universale). Citato in Luciano Mazzocchi, Delle onde e del mare: , prefazione di Cesare Viviani, Paoline, Milano, 2006, p. 186. ISBN 88-315-3065-8
La maggior parte delle persone crede che il tempo trascorra; in realtà esso sta sempre là dov'è. Questa idea del trascorrere può essere chiamata tempo, ma è un'idea inesatta; infatti, dato che lo si può vedere solo come un trascorrere, non si può comprendere che esso sta proprio dov'è.
Citato in Fritjof Capra, Il Tao della fisica, traduzione di Giovanni Salio, Adelphi, Milano, 1998, p. 217. ISBN 8845906892

Citazioni di Eihei Dōgen – Citato in Piccolo beviario zen

Se non riesci a trovare la verità là dove sei, in quale altro luogo speri di trovarla? (p. 40)
L'illuminazione è come il riflesso della luna nell'acqua. La luna non si bagna né l'acqua si rompe. Sebbene la sua luce sia diffusa e grande, la luna si riflette anche in una pozzanghera di pochi centimetri. La luna tutta quanta e l'intero cielo si riflettono in una goccia di rugiada sull'erba. (p. 201)
Per cinquantaquattro anni / ho ornato il cielo di stelle. / Ora balzo attraverso – / che rovinio! (p. 303)
Era tradizione che nell'imminenza della morte un Maestro Zen componesse una poesia che recando l'impronta del suo spirito, fosse una sintesi della sua vita e come un lascito spirituale per i discepoli. Piccolo beviario z

Frasi da «Shōbōgenzō»

Studiare la Via del Buddha è studiare se stessi. Studiare se stessi è dimenticare se stessi. E dimenticare se stessi è percepire se stessi come tutte le cose. Realizzare questo è lasciar cadere mente e corpo di se stessi e degli altri. Una volta che avete raggiunto questo stadio, sarete distaccati anche dall'illuminazione e la agirete ininterrottamente, senza pensare ad essa. (p. 2)
All'interno di questa vacuità una solida roccia è vacuità. (p. 18)
Abitualmente consideriamo gli oggetti della natura quali la terra, i fiumi, il sole, la luna e le stelle, come fossero cose esterne alla nostra mente; in realtà queste cose sono la mente stessa. Non pensate che questo significhi che ogni cosa è solo all'interno della vostra mente. Abbandonate la nozione di fuori, dentro, venire e andare. La mente indivisa non è né all'esterno né all'interno; essa viene e va liberamente, senza attaccamento. (p. 39)
Non considerate mai definitivo il vostro punto di vista; per sviluppare una comprensione unificata occorre investigare interpretazioni alternative. (p. 96)
Se non riusciamo a realizzare lo specchio lucidando una tegola, non possiamo realizzare lo specchio neppure lucidando lo specchio. Chi comprende ciò? (p. 210)
Il legno da bruciare si trasforma in cenere. La cenere non si ritrasforma mai in legno da bruciare. Non si deve tuttavia giungere alla conclusione affrettata, sulla scorta di questa osservazione piccola che le ceneri vengono dopo la legna da ardere prima. Sappi che la legge ad ardere rimane nello stato proprio al suo Dharma [il suo stato ontologico] che quello di essere «legna da ardere». Benché abbia un «prima» e un «dopo», esso è tagliato tanto dal «prima» quanto dal «dopo». Allo stesso modo, le ceneri rimangono nello stato proprio al loro Dharma che è di «essere-ceneri», in questo stato, tuttavia, essi hanno un «prima» e un «dopo».
Citato in Toshihiko Izutsu, Unicità dell'esistenza, edizioni Marietti, p. 61. ISBN 88-211-7455-7

Scheda del libro «Shōbōgenzō»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026