Frasi
Frasi di Elena Croce
12 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Elena Croce raccolte in un'unica pagina: 12 frasi, divise per libro e argomento.
Elena Croce (traduttrice, scrittrice e ambientalista italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
La patria napoletana – Citazioni
La coscienza dell'origine napoletana è restia a manifestarsi all'esterno, ed ha una lenta e difficile decantazione interiore. (p. 11)
Napoli era finita colla guerra del 1915-18. (p. 12)
A Napoli l'orgoglio, appannaggio del dominatore, non è mai considerato legittimo, ma sempre soltanto ridicolo. (p. 16)
Le vie attraverso le quali su può riscoprire la Napoli rientrata e chiusa in se stessa sono malagevoli: quasi interamente ostruite, a prima vista, dalla ingombratissima «corte». (p. 19)
Aveva cercato una parola di Goethe, che lo accolse con simpatia: ma egli sentì di non poterlo disturbare nella sua solitudine di semidio. Aveva avuto l'amicizia e la stima di Leopardi e, a Parigi, lunga dimestichezza con Tommaseo; aveva scritto versi di stile elevato. (p. 61)
Alessandro Poerio fu tormentato tutta la vita dalla insoddisfazione. Non per ambizione delusa, ma perché gli pareva di avere dato troppo poco alla causa per cui combatteva. (p. 61)
Uomo operosissimo, era capace di pagare di persona, in termini di fatica, di precisione organizzativa e di costanza veramente non comuni. (p. 63)
Molto consapevole del nome, illuministicamente glorioso, che portava, il figlio di Gaetano Filangieri perseguì un suo ideale di progresso tra paternalistico e tecnico, consono alla sua passione organizzativa dell'esercito. (p. 63)
Sebbene privo di illusioni sul destino del Regno di Napoli, era antiunitario, e vagheggiava soluzioni federaliste di tipo neoguelfo: dopo l'Unità, si tenne in disparte, pubblicando qualche scritto polemico tra cui erano destinate ad avere un certo successo le Lettere di un contribuente. (p. 57)
Il motivo dominante dei ricordi di Savarese è il desiderio di rivendicare una fanciullezza privilegiata, facendo intravedere l'importanza della propria famiglia, del salotto di sua madre, Marianne Winspeare, sorella dell'autore della celebre opera sugli Abusi Feudali (e che si mormorava fosse l'amica di Zurlo. (p. 57)
Dicono di Elena Croce
La sua conversazione briosa, interrotta da risa acute e rapide, era sempre piacevole, divertente per una quantità di definizioni spiritose di personaggi vari, dei loro modi di parlare e dei loro tratti fisici. Superstiziosissima, eliminava le enciclopedie perché contenevano sicuramente nomi di iettatori e metteva su una cassapanca fuori della porta di casa libri di autori sospetti, a pile. Come aveva avuto per tutta la vita nel fisico agile ed elegante, un piglio giovanile, così esprimeva nei suoi saggi e racconti una qualità di fervore e di freschezza propria di una giovane.
Prima di quattro sorelle, era stata seguita dal padre nelle sue letture da quando aveva sei anni. Benedetto Croce le sconsigliava con «delicatezza», ma «con fermezza», libri che «avrebbe apprezzato meglio più tardi» e lasciandole, all'età giusta, la libertà di «leggere tutto», «salvo i classici dell'arditezza», «non per ragioni morali, ma per una norma di discrezione».
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026