Frasi
Frasi di Elizabeth von Arnim
9 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 9 citazioni di Elizabeth von Arnim, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Elizabeth von Arnim (romanziera britannica). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Frasi da «Colpa d'amore»
Nell'istante stesso in cui formulò la domanda capì quanto fosse inopportuna. Un uomo, lo sapeva ormai da tempo, non doveva mai chiedere alla moglie se qualcosa non andava per il verso giusto, perché c'era il caso che lei glielo dicesse. (p. 169)
Ma mi dico sempre che le storie lunghe devono essere conservate per le sere d'inverno o per i giorni di pioggia, ed è quando siamo vecchi, mia cara che arriva il momento di raccontare tutto, non quando è primavera, non quando non siamo ancora così vecchi come potremo esserlo un giorno. (p. 310)
Frasi da «Il giardino di Elizabeth»
La gente qui intorno è persuasa che io sia, per metterla nei termini più gentili possibile, oltremodo eccentrica; perché si è sparsa la voce che passo la giornata fuori all'aperto con un libro, e che occhi mortali ancora non mi hanno visto cucire o cucinare. Ma perché cucinare, quando puoi trovare qualcun altro che cucina per te?
Frasi da «Un incantevole aprile»
Lo splendore dell'aprile italiano era ai suoi piedi. Il sole la inondava di luce e il mare giaceva addormentato, muovendosi debolmente. Al di là della baia, anche le incantevoli montagne, dai colori squisitamente variegati, erano addormentate nella luce; e sotto la sua finestra, in fondo al pendio erboso costellato di fiori dal quale si ergevano le mura del castello, un grande cipresso si stagliava come un'enorme spada nera contro le tenui sfumature azzurre, violette e rosa delle montagne e del mare. (cap. VI)
[...] si stava ribellando con forza ai bei vestiti e alla schiavitù che essi imponevano; l'esperienza le aveva insegnato infatti che nell'istante in cui li indossi s'impossessano di te e non ti danno pace fino a che non siano andati ovunque per farsi ammirare da tutti. Non sei tu che hai portato un abito a un ricevimento, è lui che ha portato te. Era un errore pensare che una donna, una donna davvero elegante, possa logorare i suoi abiti, sono gli abiti che logorano lei, trascinandola in giro a qualunque ora del giorno e della notte. (cap. VI)
La bellezza ti faceva amare, e l'amore ti rendeva bella... (cap. XXII)
Frasi da «Uno chalet tutto per me»
[...] della solitudine io ho terrore; un terrore cieco, che mi scuote nel profondo. Non intendo l'ordinaria solitudine fisica: mi sono volontariamente allontanata da Londra proprio per cercarla, per raggiungere la sua immensa capacità di guarigione. Intendo piuttosto l'orrenda solitudine dello spirito che è l'ultima tragedia della vita. Quando ci sei arrivato per davvero, senza possibilità di appello o di fuga, allora sei morto. Non riesci a sopportarla, e sei morto. (23 luglio)
L'unica cosa da fare con le proprie sofferenze passate è avvilupparle ben bene nel loro sudario, deporle nella tomba, e poi distogliere il viso e volgerlo verso ciò che ha in serbo il futuro. (2 agosto)
In queste splendide giornate di agosto, immersa in una apoteosi di luce e di colore tale da farmi credere di vivere nel cuore rilucente di un gioiello, mi riesce impossibile non provare un senso di gratitudine. (3 agosto)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026