Frasi
Frasi di Ercole Patti
17 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 17 frasi di Ercole Patti: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Ercole Patti (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Ercole Patti
Se non ci fossero le ragazze la vita sarebbe orribile, squallida, insopportabile.
Tutto questo andrebbe benissimo se il film non fosse così confuso, se i personaggi avessero un carattere anche soltanto accennato e se i fatti e gli episodi presentassero qualche interesse. Purtroppo non è così. E il foltissimo gruppo di noti attori che sono stati mobilitati per interpretare questa vicenda, si agitano con una confusione straordinaria. E i fatti che si svolgono sullo schermo non hanno alcuna giustificazione poiché nulla accade in questo film che non sia assolutamente gratuito.
Una trovata spiritosa ha tolto a questo film quell'inevitabile aria gratuita e convenzionale che hanno quasi tutti i film imbastiti intorno ad un cantante [...] è reso con vena fluida e piccante e recitato con appropriata animazione da tutti gli interpreti. Il baritono Bechi oltre ad avere una magnifica voce ha un viso e una recitazione assai cordiali. Irasema Dilian fresca e arguta. Aroldo Tieri in grande forma è assai divertente nei panni di un geloso nervosissimo innamorato [...].
Diario siciliano – Citazioni
Appena emergo e alzo la maschera la prima cosa che vedo al di sopra degli scogli è l'Etna che oggi è nitidissima azzurrognola nel cielo sereno.
Un lungo viaggio lontano – Citazioni
Tutto in Giappone è inquadrato, prestabilito, previsto. Ogni cosa si svolge secondo il programma precedentemente e minuziosamente elaborato. Le città sono suddivise in zone e quartieri in ognuno dei quali si va a fare una data cosa. Si cercano delle distrazioni? C'è il quartiere dei divertimenti costruito appositamente dove sono ammucchiati cinema, teatri, sale da gioco, caffè. (p. 22-23)
Le geishe si ordinano nei ristoranti assieme alle vivande e ai liquori. Un risotto, un pesce crudo, del saké e delle geishe. (p. 33)
Il rumore degli zoccoli è la nota dominante del Giappone come il gridacchiare dei corvi è la nota dominante dell'India. (p. 36)
Cedere il posto ad una signora in Giappone provocherebbe uno scandalo. La donna è un essere inferiore: lo scopo della sua vita è unicamente quello di servire e rendere la vita degli uomini più comoda. (p. 37)
La forza principale del Giappone sta nelle sue donne, uniche al mondo. Sono le donne che, col sacrificio della loro vita, rinunziano a tutto, alleggeriscono l'esistenza e danno la serenità e la forza agli uomini. (p. 38)
Il giapponese, caschi il mondo, non perde mai la calma. (p. 38)
Il Giappone è terribile: ti piega ai suoi voleri e ti impone le sue usanze senza che tu te ne accorga. (p. 45)
Il giorno in cui tutte le giapponesi adotteranno il costume europeo il Giappone offrirà l'aspetto di una grande potenza composta unicamente di fantesche in abito domenicale. (p. 50)
Il Giappone dei templi buddisti e scintoisti, delle casette di cartone, della lacca, delle sete lavorate, dei giardinetti lillipuziani, delle pettinature monumentali, il Giappone da operetta, il Giappone del karakiri, a Kioto continua a vivere più vitale che mai. (p. 76)
Com'è noto, in Giappone, il Yoshivara è una istituzione nazionale, riconosciuta dallo stato, protetta e vigilata dalle autorità. Le strade di questi vasti quartieri dell'amore mercenario sono luminose ed appariscenti, e non hanno quell'aria equivoca e clandestina che sogliono avere in tutte le altre parti del mondo. (p. 81)
Per dire di sì gli indiani scuotono la testa esattamente come noi quando vogliamo dire di no. È questa una delle più nette differenze che dividono l'Oriente dall'Occidente. (p. 167)
Si leva intorno un urlio possente che sale, a ondate, verso il cielo. "Mahatma! Mahatma!" si sente urlare selvaggiamente con un accento disperato come di belve ferite a morte. Visi trasfigurati si fanno strada tra la calca. Intorno sono bocche rosse spalancate e vibranti, balenio di occhiali e di denti insanguinati dal betel. Mahatma! Non si riesce a capire che cosa voglia tutta questa folla cenciosa, che cosa invochi con tanta selvaggia esaltazione. Non è un uomo che si aspetta ma sembra che questa moltitudine di duecentomila persone sia in attesa di un fenomeno soprannaturale. Che cosa si aspettano dal Mahatma? [...] Ad un tratto la folla oscilla paurosamente. Un urlo spaventoso sale al cielo. Arriva il Mahatma.
Prima che possa rendermi conto di quanto accade mi sento sollevato e trascinato. Un'automobile interamente ricoperta di gente mi arriva quasi addosso fendendo la folla. In mezzo sta Gandhi, seduto. (p. 170)
Dicono di Ercole Patti
L'ispirazione spesso sembra morderlo come una tarantola, scuoterlo da un sonno atavico e in quei momenti è impossibile scrivere meglio di lui, con più scaltra misura, con gusto più perfetto.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026