Ritratto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann
E. T. A. Hoffmann · Public domain

Frasi

Frasi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

12 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann raccolte in un'unica pagina: 12 frasi, divise per libro e argomento.

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (scrittore, compositore, pittore e giurista tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

Chi può dire, o anche soltanto sospettare, fino a qual punto giungano le facoltà intellettuali delle bestie?... Quando qualche aspetto – (per non dire tutti gli aspetti) – della natura sfugge alla nostra comprensione, eccoci pronti a sfoderare parole difficili e a farci belli con la nostra miserabile erudizione scolastica, che non ci aiuta a vedere una spanna al di là del naso. Così, ad esempio, l'intelligenza degli animali, di cui spesso abbiamo dimostrazioni impressionanti.
Da Punti di vista e considerazioni del gatto Murr; citato in Alessandro Paronuzzi (a cura di), 101 gatti d'autore, Franco Muzzio Editore, Padova, 1997, p. 98. ISBN 88-7021-844-9
È negli abissi del regno degli spiriti che Mozart ci conduce. Il timore ci avvolge; ma, senza tortura, è come un presentimento dell'infinito. Amore e mestizia risuonano in voci leggiadre, la forza del regno degli spiriti si rivela in un un bagliore purpureo, e in uno struggimento indicibile inseguiamo le forme che volteggiando tra le nuvole nell'eterna danza delle sfere, ci fanno cenno amichevolmente di unirci alle loro fila.
Da Beethoven: 5 Sinfonie; citato in Biancamaria Brumana, Mozart nel mondo delle lettere, Morlacchi Editore, Perugia, 2009, p. 33. ISBN 8860742781
Prende i loro occhi, li mette in un sacco e li porta sulla luna in pasto ai suoi figlioletti.
Da L'uomo della sabbia, o Mago sabbiolino. Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 111. ISBN 9788858024416

Lo Schiaccianoci e il re dei sorci – Citazioni

Il pendolo doveva ronzare — battere — non voleva adattarsi! Orologi — orologi — i pendoli perpendicolari degli orologi — debbono ronzare — ronzare piano! Le campane suonano forte — din-don! Tic-tac! Bambolina, non essere triste! Le campanelle suonano — l'ora batte. È ora di cacciar via il re dei sorci — arriva il gufo con rapido volo! Pac e pic e pic e puc. — Le campane fanno din din — battono — non voleva adattarsi: ron, ron e pirr e purr! (Drosselmeier; § 6, p. 115)
Oh, mia bella, mia bella città natia, Norimberga, bella città; chi non ti ha veduto, non ha ancor sentito il cuore palpitare di gioia..., anche se ha viaggiato molto, se è stato a Londra, a Parigi o a Pietroburgo, egli desidererà pur sempre di vedere te... te, oh Norimberga, bella città, che ha belle case con delle finestre... (Drosselmeier; § 9, pp. 126-127)
Oh, Cracatuc — dura noce per cui io debbo morire! Ih! Ih! Pì! Pì! Il piccolo Schiaccianoci morrà anche egli presto. Mio piccolo Schiaccianoci, il mio figlioletto dalle sette corone ti ripagherà il male fattomi e vendicherà la madre. Oh, vita fresca e forte, io mi diparto da te — oh, angoscia della dipartita! Quac! (signora Sorcini; § 9, p. 131)
[...] sembrava di sentir cantare due armoniose vocine d'argento. «Chi nuota sul lago di rose? — La fata. Zanzaretta bim! bim! — Pesciolino sim! sim! — Cigni cin! cin! — Uccello dalle piume d'oro, trallalà — Fiumi dalle acque mosse, muovetevi — suonate, cantate, soffiate, guardate. La fatina, la fatina avanza su un cocchio! Ondine, giocate, sciacquate, sprizzate zampilli di perle, di gemme color del cobalto, spruzzate in alto, in alto!» (§ 13, p. 147)
I moretti battevano i piedi in un ritmo molto strano e cantavano: «Clapp e clipp e clipp e clapp, su e giù! — Il girotondo dei mori non si ferma più! Muovetevi, pesci, muovetevi, cigni. — Scricchiola, carro di conchiglie, scricchiola, clap e clip e clip e clap, su e giù!» (§ 13, p. 147)

Dicono di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

Hoffmann è il maestro senza rivali del perturbante nella letteratura. Il suo romanzo Gli elisir del Diavolo contiene una gran mole di temi che si è tentati di riferire all'effetto perturbante nella narrativa, ma si tratta di un racconto troppo complesso e oscuro perché ci sentiamo di darne un riassunto.
Sigmund Freud
Carlo Hillebrand e Vernon Lee hanno fatto una identica e giustissima osservazione sul carattere dei vari romanzi e novelle di Hoffmann: cioè che egli, autore di racconti fantastici è il solo novelliere tedesco che abbia vivo e preciso il senso della realtà. Infatti, certi suoi personaggi, come l'archivista Lindhorst, lo studente Anselmo, Krespel, son veri ed umani quanto un personaggio di Balzac. Dirò di più: l'influenza di Hoffmann è evidentissima in molte pagine della Comédie humaine. E forse appunto a motivo del suo realismo, Hoffmann è una simpatia e una ammirazione per i Francesi, ed è poco pregiato in Germania.
Hoffmann cercò nell'Arte non solo la fonte e l'espressione della Bellezza, ma anche la sorgente di ogni gioia e di ogni conforto; sentì forse con più intensità di tutti la poesia dell'arte: e visse solo di quella e per quella. Come per Balzac, i personaggi immaginari eran per Hoffmann le più intime conoscenze e le vere realtà della vita.
Hoffmann [...] è una natura puramente artistica: è un poeta, un musicista, un caricaturista, un attento osservatore della natura e dell'umanità nelle loro espressioni più curiose, più originali e più strane.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026