Frasi
Frasi di Erwin Schrödinger
23 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 23 frasi di Erwin Schrödinger: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Erwin Schrödinger (fisico e matematico austriaco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Erwin Schrödinger
Amate una ragazza con tutto il vostro cuore e baciatela sulla bocca. Allora il tempo si fermerà e lo spazio cesserà di esistere.
Come un luccio in una vasca di pesci rossi, [l'articolo] ha messo tutti in agitazione.
Come si può, dal punto di vista della fisica statistica, mettere d'accordo il fatto che la struttura del gene sembra coinvolgere solo un numero relativamente piccoli di atomi (dell'ordine del migliaio e forse molto meno) e il fatto che, non di meno, essa svolge un'attività retta da leggi ben definite e rigorose, in modo così durevole e dimostrando una stabilità che ha del miracoloso?
Dio sa che non sono amico della teoria della probabilità, l'ho odiata dal primo momento in cui il nostro caro amico Max Born l'ha concepita.
Gli elementi costitutori dell'essere vivente non sono opera umana, ma il più bel capolavoro mai compiuto da Dio, secondo le linee della meccanica quantica.
Il meccanismo per cui un organismo si mantiene stazionario a un livello molto elevato di ordine (= livello di entropia molto basso) consiste realmente nell’assorbire continuamente ordine dall’ambiente.
In questo momento sono alle prese con una nuova teoria dell'atomo. Peccato che non conosca sufficientemente la matematica; ma sono piuttosto ottimista: se riesco a creare questa teoria, sarà molto bella.
Io non vorrei considerare ciò un'influenza diretta del soggetto sull'oggetto. Perché il soggetto e ciò che sente e pensa. Sensazioni e pensieri non appartengono al mondo dell'energia, non possono provocare un cambiamento in questo mondo dell'energia.
La coscienza è il teatro, e precisamente l'unico teatro su cui si rappresenta tutto quanto avviene nell'Universo, il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto, e al di fuori del quale non esiste nulla.
La sola possibilità è di accettare l'esperienza immediata che la coscienza è un singolare di cui non si conosce plurale; che esiste una sola cosa, e ciò che sembra una pluralità non è altro che una serie di aspetti differenti della stessa cosa, prodotta da un'illusione (il maya indiano); la stessa illusione è prodotta da una serie di specchi, e allo stesso modo Gaurisankar e il monte Everest risultano essere la stessa vetta vista da differenti vallate.
Noi percepiamo chiaramente che soltanto ora incominciamo a raccogliere materiale attendibile per saldare insieme, in un unico complesso, la somma di tutte le nostre conoscenze; ma, d'altro lato, è diventato quasi impossibile per una sola mente il dominare più di un piccolo settore specializzato in tutto ciò. Io non vedo altra via di uscita da questo dilemma (a meno di non rinunciare per sempre al nostro scopo) all'infuori di quella che qualcuno di noi si avventuri a tentare una sintesi di fatti e teorie, pur con una conoscenza di seconda mano e incompleta di alcune di esse, e correre il rischio di farsi ridere dietro.
Non posso immaginare che un elettrone salti qua e là come una pulce.
Questa tua vita che stai vivendo, non è soltanto un pezzo di questa intera esistenza, ma in un certo senso il tutto; soltanto che questo tutto non è fatto in modo da poter essere abbracciato in un singolo colpo d'occhio. Questo, come sappiamo, è ciò che i bramini affermano in quella sacra, mistica formula che è tuttora davvero così semplice e chiara; tat tvam asi: questo sei tu. O, ancora, in parole quali: "Io sono a est e a ovest, io sono sopra e sotto, io sono questo intero mondo".
Se questi dannati salti quantici dovessero esistere, rimpiangerò di essermi occupato di meccanica quantistica!
Si possono anche inventare casi piuttosto ridicoli. Un gatto è rinchiuso in una scatola d'acciaio, insieme al seguente dispositivo (che deve essere protetto dall'interferenza diretta dell'animale): in un contatore Geiger c'è una minuscola quantità di sostanza radioattiva, così piccola che forse nel giro di un'ora uno degli atomi decade, ma forse, con uguale probabilità, non ne decade nessuno; se ciò avviene, il tubo contatore si scarica e mediante un relè libera un martello che spezza una fialetta di acido cianidrico. Se si lascia indisturbato l'intero sistema per un'ora, si può dire che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo è decaduto. La funzione psi dell'intero sistema esprimerebbe ciò comprendendo in sé il gatto vivo e il gatto morto (mi si perdoni l'espressione) mescolati o confusi insieme.
Dicono di Erwin Schrödinger
Il suo insegnamento, ridotto all'osso, si può così ricondurre alla constatazione linguistica che un particolare sostantivo non ha plurale: più esplicitamente, che fino a quando ci saranno due culture, non ci sarà nessuna Cultura, ma soltanto mezze culture.
La sua vita privata sembrava strana alla gente borghese come noi. Tutto questo però non aveva alcuna importanza. Era un uomo adorabile, spiritoso, dal carattere forte e indipendente, gentile e generoso, e aveva una mente perfetta ed efficiente.
Le conclusioni di Schrödinger sono certo sorprendenti, per la mentalità occidentale contemporanea. Ma egli notava esplicitamente che, come noi ormai sappiamo, a esse erano invece già giunti gli induisti a partire dalle Upanishad.
Lo stile di vita di Schrödinger era un po' troppo eterodosso, tanto da creare scandalo nella puritana Oxford: viveva infatti con due donne contemporaneamente. Nel giro di un anno, scontento dell'ambiente, si trasferì a Princeton, dove gli fu offerto un posto da ordinario, che lui rifiutò, forse perché non aveva intenzione di lasciare né la moglie né l'amante, e la pruderie americana non pareva meno soffocante di quella inglese. Alla fine nel 1936 si stabilì a Graz, in Austria, dove decise di ignorare gli sguardi dei benpensanti.
Più o meno in quel periodo Erwin Schrödinger, uno dei fondatori della meccanica quantistica, pubblicò il suo libretto Che cos'è la vita?, che mi capitò fra le mani nella biblioteca di biologia mentre ero al terzo anno, nel 1946. Che cos'è la vita? è uno di quei libri che cambiano la vita: e la mia, come quella di parecchi altri colleghi, cambiò irrevocabilmente. Schrödinger capì che l'elemento chiave dell'ereditarietà doveva essere il trasferimento di informazioni genetiche in forma di molecola di generazione in generazione.
Quanto più penso agli aspetti fisici della teoria di Schrödinger, tanto più repellenti li trovo. Quel che Schrödinger scrive della visualizzabilità della sua teoria "non è probabilmente del tutto esatto", in altri termini sono cretinate.
Sebbene la verità della meccanica delle matrici sia indubitabile, il compito di padroneggiarla è estremamente complesso e terribilmente astratto. Schrödinger è ora venuto il nostro aiuto.
Sei l'unica persona con cui mi piace avere discussioni. Quasi tutti passano dalla teoria ai fatti, e non dai fatti alla teoria. Le persone sono incapaci di uscire dall'insieme dei concetti ammessi e continuano a girarci intorno in modo grottesco.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026